Quanto si è disposti ad abbassare il proprio “standard” in materia di partner, pur di non rimanere soli? È la domanda che si rincorre su TikTok, dove sono diventati virali i video di giovani (e meno giovani) che parlano dello “shrekking”, ossia la tendenza ad accettare compagne o compagni che non convincono, pur di non rimanere single. Un fenomeno che, secondo la psicanalista Alessandra Iamundo De Cumis, può anche essere utile, ma solo per un breve periodo. Ecco perché.
Cos’è lo shrekking?
Il nome deriva da Shrek, il popolare orco dell’omonimo cartoon movie che ha come protagonista una principessa, Fiona, che si innamora di un orco verde e dal carattere non facile, ma soprattutto quanto di più lontano esiste dal prototipo del principe azzurro. Il fenomeno, infatti, indica chi decide di scegliere (o accontentarsi) di qualcuno che si allontana dai propri canoni di piacevolezza, non solo estetica, pur di non rimanere solo o sola. Non si tratta solo di puntare su un potenziale partner “meno attraente” o “meno bello” (o bella), ma anche al di sotto delle proprie stesse aspettative.

Boom di video di TikTok sullo shrekking
Su TikTok, vero “termometro” dei sentimenti dominanti, specie per la Gen Z, stanno spopolando di recente diversi video nei quali si spiega in cosa consista lo shrekking, ma soprattutto perché sia una nuova modalità di approcciarsi all’altro. Esemplificativo è quello di tale Bekah, una ragazza che spiega: «Ci siamo passate tutte: diamo una possibilità al ragazzo che non ci attrae, pensando che sicuramente ci tratterà bene. E poi, veniamo traumatizzati da un troll». Perché uno degli obiettivi è anche cercare di evitare delusioni, che si ritengono maggiori con persone considerate più “appetibili”, “belle”, “affascinanti” o “intelligenti”. Ma è davvero così?
Troppa rassegnazione e sfiducia in se stessi
Alla base dell’accettazione di qualcuno o qualcosa che non convince, in fondo, c’è proprio l’idea di non meritarsi altro di meglio. «Questo fenomeno di fatto è un compromesso.
L’accontentarsi in amore ha radici antiche soprattutto quando convivenza e matrimonio sono ed erano visti come un traguardo sociale obbligatorio
Il termine shrekking ripreso nel cartone animato Shrek è un’etichetta contemporanea, una rilettura moderna di un fenomeno che però è antico», commenta la psicanalista Alessandra Iamundo De Cumis. La tendenza, dunque, non sarebbe del tutto nuova, anche se la società è cambiata e il contributo delle piattaforme e di internet ne hanno modificato alcune espressioni: non si tratta solo di cambiare il nome ad alcuni atteggiamenti, ma di viverli in modo diverso, come spiega ancora l’esperta: «L’idea di accontentarsi per non stare da soli è una scelta piuttosto diffusa. TikTok permette di rendere maggiormente visibile questo fenomeno che normalmente è vissuto in segreto. I social, però, attraverso l’ironia stanno facendo crollare questo tabù».
Lo shrekking non riguarda solo la Gen Z
Nonostante i video sullo shrekking siano virali su TikTok, piattaforma notoriamente frequentata soprattutto dalla Gen Z, il fenomeno riguarda anche Millennials e, talvolta, Gen X. E non risparmia neppure gli uomini, anche se spesso si pensa che siano le donne a pensare di poter ricevere più amore o attenzioni da un partner magari “brutto” o più “impacciato”, rispetto al canone del ragazzo/uomo bello e attraente. «Lo attuano uomini e donne a prescindere dall’età», sottolinea la psicanalista.
Ne “soffrono” donne e uomini, ma in modo diverso
Quanto al genere, invece, c’è da sottolineare che le motivazioni tra i due sessi sono differenti: se la donna percepisce maggiormente una pressione sociale, che fino a qualche anno fa vedeva la zitella come una donna ormai senza più possibilità e in qualche modo una fallita, gli uomini in amore si accontentano per paura di rimanere da soli e basta. La differenza, quindi, è soprattutto nel fatto che sulle donne pesa uno stereotipo – quello di non rimanere appunto zitelle – mentre gli uomini avrebbero proprio timore di vivere da soli.
Pro e contro dello shrekking
Ma è possibile vivere lo shrekking anche solo come condizione temporanea, magari dopo una delusione d’amore importante? Quali i benefici o i rischi? «Ovviamente con un atteggiamento del genere si evita l’isolamento e si gode di un affetto all’interno di una relazione riducendo nella persona ansia e paura – sottolinea ancora Iamundo De Cumis – Ma attenzione: questa scelta a medio e a lungo termine può rivelarsi altamente frustrante, perché diminuisce autostima e proattività, col rischio di far cadere in una una sorta di chiusura depressiva». «Il compromesso in amore potrebbe rivelarsi positivo se la persona ne è consapevole, per esempio per le coppie mature che intendono la relazione basata sull’affetto e sul reciproco aiuto. Diversamente, a lungo termine, questa scelta quasi sicuramente si accompagna all’infelicità», conclude la psicanalista.