Da alcuni mesi, con la nascita del mio secondo figlio, familiarizzo con l’idea di essere madre, anche, di un maschio. Dopo anni a costruire per la primogenita un’educazione non sessista, mi chiedo: cosa significa, per una mamma femminista, educare un maschio?
Online l’hashtag #boymom, “mamma di un maschio”, conta 17 milioni di post su Instagram: un concentrato di devozione per il maschietto e massimalismi come boys will be boys (“son ragazzi!”). E intanto, misoginia e mascolinità tossica sono tornate di grande moda: vedi alla voce manosfera.
Come educare un figlio maschio
Nel mondo reale, dopo #MeToo e le manifestazioni in nome di Giulia Cecchettin, l’educazione dei maschi è diventata un terreno scivoloso. Il monito “Proteggete le nostre figlie” si è rovesciato in “Educate i vostri figli”. È difficile guardare il proprio bebè e vederne un potenziale aggressore, ma per chi cresce un maschio è inevitabile interrogarsi sull’adulto che sarà: oltre il 90% dei crimini violenti è commesso da uomini.
Che cosa significa essere un uomo oggi?
I 30-40enni provano, faticosamente, a decostruire un modello di mascolinità e paternità blindato: poco empatico, incapace di ascolto, refrattario alla cura. In molti Paesi, gruppi di attivisti cercano alternative più queer alla virilità e alla famiglia patriarcale. In Italia penso al collettivo Mica Macho, al filosofo femminista Lorenzo Gasparrini, alla bella newsletter Padri in formazione, al progetto Parola ai padri di Carlo Crudele, o al podcast di Irene Facheris Tutti gli uomini (ora anche libro).
Un modello unico non esiste. Vorrei che mio figlio sviluppasse una sensibilità personale per imparare a dialogare, prima di tutto, con se stesso. Avere le parole, già da piccolo, per dire ciò che prova, che ama o lo ferisce sarà indispensabile al suo benessere. Perché sappiamo a cosa può portare una sofferenza imbavagliata: aggressività, dipendenze, alcolismo… Una sensibilità che spero lo aiuti a comprendere ciò che è giusto e ingiusto, e a immaginarsi “grande”, quando tutto intorno a lui lo inciterà solo a mostrarsi “forte”.