«Mio figlio ha finito il liceo quest’anno e adesso è completamente bloccato. Non sa se fare l’università e intanto non lavora, proprio come i NEET» (Rebecca)

Rebecca, il fenomeno dei NEET (i giovani adulti che smettono di studiare e di cercare lavoro) è un fenomeno in crescita in tutto l’Occidente. Per aiutare tuo figlio voglio darti tre spunti.

Il peso della scelta

Il primo è il peso della scelta. Sartre ha usato una formula dirompente: «Siamo condannati ad essere liberi». La libertà, ben lungi dall’essere leggera, porta con sé il peso della scelta. Oggi questa scelta è ancora più nebulosa perché siamo nella “società liquida”: tutto cambia e nulla (compreso il lavoro) è sicuro. Spesso i ragazzi mi dicono: «Che senso ha specializzarmi se le intelligenze artificiali saranno in grado di farlo al posto mio?».

Il futuro mette angoscia: parlatene

Ad essere liquido oggi è anche il futuro e, se non lo comprendiamo, non possiamo capire la paralisi decisionale delle nuove generazioni. Nel giro di pochi anni il futuro si è ribaltato: da fonte di speranza è diventato fonte di angoscia. Angoscia deriva da angst: angusto. Più la porta del futuro diventa angusta, più i nostri giovani hanno l’ansia di non riuscire a varcarla. Discutere di questi aspetti è importante, ma non sufficiente.

Serve una “riformulazione emotiva”

Serve una terza chiave: la “riformulazione emotiva”. La domanda: «Cosa vuoi fare nella tua vita?» può essere troppo grande, troppo angosciante. La mutevolezza del contesto socio-economico può essere trasformata in opportunità. Ancor più che in passato, la scelta della scuola secondaria e dell’università è solo l’inizio del viaggio. Non è una scelta che chiude, ma che apre. A tante altre aperture. La domanda va riformulata: «Cosa ti incuriosisce? Cosa vorresti provare?». Dietro la paralisi decisionale si nasconde un meccanismo, anche inconscio, di auto-protezione: «Se non scelgo, non posso sbagliare».

Ma sbagliare non equivale a fallire, è un mettersi in moto. Ed è questo slancio che dobbiamo donare ai nostri giovani. Oggi più che mai.