Credo che mio figlio sia gay. Non ne abbiamo ancora parlato perché sono confusa e non so come affrontare il discorso (Veronica)

Mia cara Veronica, l’omosessualità può scatenare in un genitore diverse paure. La paura più comune è di “aver sbagliato qualcosa”. Questa convinzione nasce dal mito che l’orientamento sessuale sia una qualità appresa dal mondo esterno. In passato gli adolescenti omosessuali venivano sottoposti a violente e inutili “terapie di conversione” che lasciavano cicatrici profonde nella loro autostima.

Essere gay non è una scelta

La comunità scientifica è molto chiara su questo: non si tratta di una scelta, ma di una qualità connaturata alla persona. Anche il più inclusivo dei genitori però, teme che il figlio, proprio per i pregiudizi ancora presenti, sia vittima di bullismo e discriminazioni. Questa paura si aggancia alle paure di fondo di ogni genitore: «Mio figlio ce la farà? Riuscirà ad essere felice? Troverà la sua strada?».

Occorre dare sicurezza ai figli

Le ricerche sulla resilienza affermano che un figlio che si sente amato, accettato e accolto nella sua unicità, ha più chance di affrontare le sfide della vita. Se il genitore è un porto sicuro, aperto, accogliente e rispettoso delle sue emozioni, il figlio interiorizzerà questo senso di sicurezza interna. Crescendo, non sarà immune da momenti di sconforto, ma il “porto sicuro interiorizzato” gli consentirà di non andare in frantumi contro gli scogli. Anche questa è una lezione d’amore che vale per tutti i figli, indipendentemente dall’orientamento.

Lascia che sia tuo figlio a parlarti per primo

Per quanto concerne invece il tuo timore di dire la cosa sbagliata, non forzarlo. Lascia che sia lui a decidere quando aprirti il suo cuore. Nel frattempo, continua a essere un porto sicuro: credi in lui, anche quando lui per primo non crede in se stesso. Incoraggialo quando è pronto a gettare la spugna, ma soprattutto fagli sentire che per lui ci sarai sempre. Sarà questa sicurezza che dispiegherà le sue vele in ogni domani.