Io e mio marito ci siamo accorti che nostro figlio 16enne ha compiuto diversi piccoli furti domestici. Come dobbiamo comportarci? Michela

Cara Michela, quando un figlio adotta un comportamento del genere è normale sentirsi arrabbiati, delusi, persino traditi. A te e ai genitori che mi leggono però vorrei proporre una lettura che non si fermi all’atto materiale. L’educazione emotiva nome deve sempre interrogarsi sui significati psichci, affettivi e relazionali che si nascondono dentro gli atti degli adolescenti.

Rubare in casa può nascondere una dipendenza

Ti propongo quattro chiavi di lettura.

La prima è la dipendenza. Il furto può nascondere una dipendenza. Nell’era digitale dobbiamo contemplare anche le nuove dipendenze senza sostanza. La più diffusa, che nel nostro Paese ha colpito anche i giovani campioni di alcune squadre di Serie A, è la ludopatia; via smartphone si può scommettere dal divano di casa “con un click”.

Rubare in casa è anche un modo per distaccarsi dai genitori

La seconda è la separazione. Sottrarre denaro ai genitori, per quanto moralmente sbagliato, può essere un modo per affermare la propria “separazione psichica” e dirvi: “Non trattatemi più come un bambino, sono un individuo separato da voi. Ho bisogno di più autonomia.”

Rubare in casa per cercare attenzione

La terza chiave è la preghiera. Winnicott, prima e meglio di tutti, ha compreso che quando un figlio “ruba delle cose”, sta cercando di riconquistare i nostri occhi, la nostra presenza, il nostro amore. Molti comportamenti anti-sociali nascondono questa preghiera: «Perché non vi accorgete di me? Perché siete così presi solo da voi stessi?».

L’importanza di dire dei NO

Una quarta ragione sono i limiti. Un figlio che non riceve mai un NO è divorato dall’angoscia di avere troppo potere sulle sue fragili e giovani spalle.

Il mio consiglio è riflettere prima sul vostro rapporto. Cosa sta cercando di dirti tuo figlio? Nel tuo cuore sai bene se ti sta implorando più regole, più amore, più autonomia o più aiuto. Urlare non serve a nulla. Siediti accanto a lui, spiegagli che si tratta di un comportamento sbagliato ma fagli capire che sei davvero in ascolto.

All’ascolto deve poi seguire una sanzione riparativa con cui si impegnerà a restituirvi quanto sottratto. Capire è ancor più importante che punire.