Non c’è pace: dopo il caldo record, con bollini rossi e arancioni ovunque in Italia, adesso è scattata l’allerta temporali. Dopo i primi, subito dopo Ferragosto, adesso se ne attendono di nuovi – e potenzialmente violenti – nelle prossime 48 ore. A preoccupare, però, sono soprattutto i fulmini per i rischi che portano, non solo all’ambiente (vedi incendi e caduta di alberi), ma anche alle persone.
La prova, purtroppo, è arrivata dalle vittime dei giorni scorsi, in montagna. I pericoli, però, sono anche per chi si trova al mare, al lago o persino in casa. Ecco il vademecum della Protezione civile.
Le prime vittime dei fulmini in Italia
Due vittime in poche ore hanno scandito la fine del picco di caldo record di quest’estate: si è trattato di due escursionisti, rispettivamente lungo le pendici dell’Etna, in una zona vietata, e in Alto Adige. In entrambi i casi i turisti non avevano seguito le precauzioni minime per mettersi al riparo da possibili scariche elettriche ma, come ricordano gli esperti – i lampi non sono un pericolo soltanto sulle vette. Le spiagge, i corsi d’acqua o laghi, ma anche i prati cittadini possono diventare luoghi pericolosi. Come se non bastasse, anche rimanere in casa, ma senza rispettare le raccomandazioni del caso, non è di per sé garanzia di sicurezza.
La mappa dei luoghi più pericolosi
In Italia cadono ogni anno circa 1,6 milioni di fulmini, come ricorda l’Istituto Superiore di Sanità sul proprio portale, che chiarisce che accadono «soprattutto nei mesi di luglio e agosto, ma il fenomeno può verificarsi, più raramente, anche d’inverno». Gli esperti dell’ISS ricordano anche che «Le aree più colpite sono il Friuli, la regione dei laghi lombardi, la zona di Roma e in genere i rilievi prealpini e appenninici. Comunque, più in generale, non ci sono in Italia zone esenti dal rischio dei fulmini. Non esistono comunque studi relativi al numero di vittime e ai danni alle persone causati da fulmini». Anche per chi si trova al mare o al lago, infatti, ci sono comportamenti da evitare.
I rischi al mare e al lago
Come ricorda la Protezione civile nel vademecum messo a punto sul proprio sito, la prima raccomandazione è di non sostare sotto gli alberi. Quanto agli altri consigli, specie per chi si trova al mare o al lago, è bene ricordare che l’acqua è una fonte di rischio, insieme a «tutti i luoghi ampi ed esposti, come un prato, soprattutto in presenza dell’acqua perché questa è un conduttore e può trasmettere corrente anche fino ad alcune decine di metri di distanza. Essendo ampia ed esposta, quindi, la spiaggia è di per sé pericolosa, specie se ci sono ombrelloni o altri oggetti metallici appuntiti. La posizione consigliata, in ogni caso, è quella accovacciata.
Cosa fare in campeggio
Per chi è al mare, quindi, va evitato di sdraiarsi: meglio restare in piedi, «rendendo minimo il punto di contatto con il suolo, per ridurre l’intensità dell’eventuale scarica», ricordano gli esperti. Per chi fosse in campeggio, è consigliabile lasciare roulotte e camper, per trovare riparo in una struttura in muratura, mentre chi dovesse rimanere in tenda deve evitare toccare le pareti, cercando piuttosto di rimanere su materassini o zaini che possano fare da isolanti. Come ricorda la Protezione civile sul proprio sito, i bersagli privilegiati dei fulmini sono quelli alti, sporgenti (meglio restare accovacciati) e di forma appuntita, come pali e alberi. Anche lo smartphone potrebbe aumentare i rischi.
In città: occhio alle spine e alle scale
Se, come detto, i prati non sono considerati luoghi sicuri, per chi dovesse trovarsi vicino a funi è assolutamente sconsigliabile toccarle. Evitare anche le scale metalliche: è meglio camminare lungo avvallamenti del terreno, se all’aperto. Se ci si trova insieme ad altre persone, il suggerimento è «procedere a distanza di almeno 10 metri gli uni dagli altri», come riporta l’Ansa. Se si sta a casa si è al riparo? Non sempre, spiegano gli esperti, che forniscono alcune indicazioni preziose: staccare la spina dagli apparecchi ad alimentazione elettrica, come gli elettrodomestici e rimanere lontani da porte e finestre, da tenere sempre chiuse. Stessa indicazioni se si è in auto: finestrini chiusi e antenna abbassata!
Lampi e tuoni: come capire la distanza
Da bambini a molti è stato insegnato che, per capire la distanza di un temporale, era sufficiente contare quanti secondi passano tra il lampo e il tuono, considerando che a ciascuno equivarrebbe a un chilometro. Gli esperti della Protezione civile ricordano, invece, l’unica regola “vera”: quando si vedono lampi è possibile che il temporale sia ancora lontano, ma dal momento in cui si riescono a sentire i tuoni, significa che la perturbazione è a pochi chilometri. I fulmini, infatti, «possono colpire ad alcuni chilometri di distanza dalla perturbazione».
I rischi per la salute
Quanto alla possibilità di essere raggiunti da una scarica elettrica, è bene ricordare che i lampi possono causare conseguenze anche molto serie per la salute. Come ricordano gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità, si va dalle ustioni gravi a paralisi, senza dimenticare possibili amnesie e perdita di conoscenza, che possono durare da pochi minuti fino a diverse ore. Ma gli effetti peggiori sono legati all’eventualità che la corrente elettrica raggiunga il cuore, provocando ad esempio un arresto cardiaco. Se, invece, dovesse passare dai centri nervosi o respiratori, potrebbe portare a morte per arresto respiratorio. Infine, attenzione a vista e udito, perché i bagliori possono causare effetti dannosi agli occhi e il rombo alle orecchie.