Figlicidi

Figlicidi in Italia: dati sconvolgenti, serve una legge

Ben 535 figlicidi negli ultimi 20 anni in Italia. Un fenomeno orribile favorito da un vuoto legislativo che non tutela i minori di fronte a genitori violenti. Presentato in Senato il disegno di legge 91 che mira a colmare questa lacuna

I figlicidi in Italia, negli ultimi 20 anni, sono stati 535. I dati di Eures, l’istituto di ricerche economiche e sociali, si fermano al 2017 con 447 vittime, ma l’associazione “Federico nel cuore” ha aggiornato il macabro conteggio. Il presidente dell’associazione è Antonella Penati, madre di Federico Barakat, ucciso nel 2009 a 8 anni con 37 coltellate dal padre, poi suicidatosi. Il 5 luglio in Senato è stato presentato un disegno di legge (il numero 91), prima firmataria è la senatrice dem Valeria Valente, il cui obiettivo è colmare il vuoto legislativo e tutelare i piccoli che non possono difendersi di fronte a un genitore violento.

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Figlicidi, 2014 anno nero

I numeri che emergono sono scioccanti: dal 2000 al 2013 i minori uccisi sono stati 340. L’anno nero è stato il 2014, con 39 figlicidi, seguito dal 2018 con 33. E dal 2020 ad oggi se ne contano già 31.

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Uomini responsabili dell’87% dei figlicidi

L’87% dei responsabili dei figlicidi è costituito da uomini, essenzialmente padri, e la quasi totalità è italiana. Il 13% è imputabile alle madri, le cui motivazioni sono quasi tutte riconducibili a situazioni di violenza/sofferenza o di pericolo, in molti casi più volte denunciate e non considerate. Il figlicidio paterno rappresenta invece quasi sempre una vendetta trasversale di uomini contro le proprie ex. Gli autori degli omicidi dei minori hanno un’età compresa tra i 40 e i 45 anni e appartengono al ceto medio-alto. I numeri sono da considerarsi in difetto, dal momento che in Italia non esiste una rilevazione sistematica del fenomeno.

Figlicidi

Disegno di legge presentato in Senato

Di recente è stato presentato in Senato il disegno di legge (il numero 91) – prima firmataria Valeria Valente – che si propone di colmare i vuoti legislativi in materia di provvedimenti dei figli nei casi di violenza di genere o domestica. A presentare il ddl, insieme alla senatrice, Antonella Penati e Federico Sinicato, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’associazione Federico nel cuore, oltre a Vittoria Tola, responsabile nazionale dell’Udi (Unione Donne Italiane), e Alessandra Menelao, responsabile dei centri di ascolto mobbing e stalking.

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Federico ucciso dal padre in una “struttura protetta”

Federico Barakat fu ucciso a 8 anni dal padre con 37 coltellate all’interno dell’Asl di San Donato Milanese durante una visita vigilata con il genitore. Era il 2009. L’uomo, che si è suicidato subito dopo l’omicidio, era entrato nella stanza con un coltello di 12 centimetri senza che nessuno controllasse nonostante le denunce della madre sulla pericolosità del soggetto. La Giustizia ha stabilito che l’Asl in questione non aveva alcuna responsabilità: il decreto di affido si preoccupava di garantire il rispetto della bigenitorialità, non di preservare l’incolumità del bambino. Il disegno di legge cerca di colmare il vuoto normativo che ha reso possibile questa e altre tragedie, introducendo nel codice civile il principio che “tutte le volte che ci si trova davanti a un uomo violento, dev’essere tenuto lontano dal bambino”.

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