Torna la Geografia, che non sarà più inglobata nella Geostoria, mentre I Promessi sposi di Manzoni non saranno più obbligatori nei primi due anni di superiori. Spazio poi alla letteratura al femminile, mentre la didattica potrà includere anche forme più moderne come la graphic novel.

Sono alcune delle novità contenute nel documento delle Indicazioni Nazionali di riforma delle scuole superiori, che prevede innovazioni sia per gli istituti tecnici e professionali che per i licei. Se la parola d’ordine è “novità”, al classico alle vecchie traduzioni si dovrebbero affiancare le “interpretazioni” dei testi latini e greci.

Scuola, aria di novità alle superiori

Prima è toccato al primo ciclo, con novità come il ritorno del latino dalla seconda media, la valorizzazione della scrittura a mano, dello studio delle poesie a memoria o del riassunto; ora tocca anche alle scuole secondarie del secondo ciclo, ossia le superiori. Le novità in arrivo, contenute nelle Indicazioni Nazionali e approvate dalla commissione ministeriale, riguardano diverse discipline e, più in generale, un riassetto complessivo del sistema scolastico. Per esempio, secondo il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara «Non ha più senso distinguere tra istituti tecnici e licei».

Stop alla distinzione tra licei e istituti tecnici

«L’istruzione professionale e tecnico è uno dei pilastri del nostro sistema formativo italiano. E dobbiamo rompere il pregiudizio che in passato le ha considerate istruzioni di serie B. Con la riforma del 4+2 e del Liceo del made in Italy stiamo costruendo i pilastri di una scuola dove non ha più senso distinguere tra licei e istituti tecnici», ha detto Valditara.

L’idea è di creare dei licei di natura specialistica, recuperando un concetto invocato anche da Aristotele, di «un liceo che si occupava della realtà circostante, non solo di filosofia o grammatica». «Probabilmente – ha spiegato Valditara – dobbiamo andare verso un percorso che ci faccia parlare di liceo chimico, agrario, meccatronico, tessile».

Arrivano gli ITS Academy

Per quanto riguarda gli istituti tecnici e professionali, intanto, si vorrebbe estendere il modello del Liceo del Made in Italy con il 4+2: «Si tratta di 4 anni di istituto tecnico o professionale e 2 anni di Its Academy, cioè Istituto tecnico superiore Academy: è un percorso di specializzazione in quelle professionalità che sono maggiormente richieste dal mondo industriale e produttivo», spiega Alessandro Giuliani, direttore della Tecnica della Scuola. Intanto, però, i primi cambiamenti già approvati riguardano le singole discipline di studio ai licei e alcune variazioni sui programmi, come lo stop alla Geostoria e il ritorno della Geografia come materia a sé.

Stop alla Geostoria: cosa cambia (anche per i libri)

La Geostoria, dunque, scompare: al primo biennio, Storia e Geografia tornano ad essere come discipline distinte e, nel caso della Geografia, con un libro di testo proprio. «Questo comporterà dei cambiamenti anche nel mondo dell’editoria, che preme perché si concluda l’iter di riforma nel minor tempo possibile, per aggiornare l’offerta», osserva Giuliani.

Da questo punto di vista, però, si ritiene che il cambio dei manuali non potrà diventare effettivo prima dell’autunno del 2028, perché per il prossimo anno scolastico 2026/2027 i testi sono già stati adottati e per quello successivo andranno decisi entro la primavera del 2027, ma senza che sia ancora possibile disporne in tempo utile. Quanto ai contenuti dei programmi, la Storia dovrà arrivare fino alla svolta cinese e ai nuovi equilibri geopolitici, mantenendo la centralità sulla storia dell’Italia e dell’Occidente.

Latino e greco: arrivano le “interpretazioni” delle versioni

Un vero cambio di paradigma, invece, riguarda latino e greco al classico: «La traduzione delle lingue classiche viene vissuta come ‘Problem Solving’, cioè, come un esercizio di interpretazione di fenomeni complessi, non come mera applicazione meccanica di regole», spiega Sara Adorno della Tecnica della Scuola. Gli studenti saranno anche stimolati a confrontare le lingue classiche, l’italiano e le lingue straniere moderne. «Infine, l’intelligenza artificiale può essere usata per identificare errori, confrontare soluzioni traduttive diverse e riflettere sulla questione dell’autorialità», come chiarisce ancora Adorno.

Meno Manzoni, più generi femminili in letteratura

Le novità nella letteratura italiana sono altrettanti consistenti: per esempio, non ci si limiterà allo studio delle biografie degli autori, ma occorrerà dare più spazio alla lettura dei testi, senza vincoli legati a specifici nomi. In quest’ottica I Promessi sposi di Manzoni – croce e delizia di migliaia di studenti – non saranno più obbligatori nel biennio delle superiori. Si raccomandano, poi, almeno 6 letture integrali (3 per anno), italiane o straniere, anche di autori contemporanei come Ammaniti, Starnone, Benni, o stranieri (Kafka, Orwell, Salinger, King, Tolkien). Le Indicazioni Nazionali, poi, chiedono esplicitamente che gli elenchi degli autori del quinto anno includano esplicitamente il genere femminile.

A scuola entrano anche fumetti e graphic novel

Il documento approvato dalla commissione ministeriale fa anche riferimento all’introduzione di letture da forme espressive differenti, come fumetti, graphic novel, sceneggiature, saggi e articoli di giornali, ma anche ascolto di canzoni, visione di videogiochi o prodotti audiovisivi, come strumenti didattici nuovi e da “sdoganare”, perché più capaci di raggiunge i giovani e da loro sentiti ocme più vicini. L’analizzare del testo di un brano musicale o la realizzazione di un filmato, quindi, potranno affiancarsi allo studio di Dante, che peraltro al classico si limiterà a due anni invece degli attuali tre.

La logica dietro ai cambiamenti

«Il ministero dell’Istruzione, così come avvenuto con le Indicazioni Nazionali del primo ciclo, vuole dare impronta diversa all’approccio e al contenuto degli studi: sicuramente si dà maggior risalto a quelli che sono sentiti come valori dell’Occidente. L’introduzione della possibilità di generi diversi, come la graphic novel, può indicare una volontà di svecchiamento della didattica. Certamente è frutto di una scelta mirata e motivata da una visione generale della storia, della letteratura e della cultura diversa rispetto a quella degli ultimi anni, come testimoniano anche le indicazioni relative all’intelligenza artificiale».

AI, arriva lo “scudo etico” del FRIA

Tra le novità in arrivo ci sono anche quelle che riguardano l’uso e l’approccio all’intelligenza artificiale, anche a scuola. In particolare è stato messo a punto il Fundamental Rights Impact Assessment o FRIA, che nelle intenzioni rappresenta il vero e proprio “scudo etico” della scuola. Si tratta di norme che non riguardano la mera protezione dei dati personali, ma che vorrebbero far sviluppare il senso critico negli studenti che ormai usano l’AI quotidianamente, anche fuori dalle aule scolastiche.

Questo documento sposta l’attenzione sulla sfera etica, «dove c’è ancora molto da fare – osserva Giuliani – perché i ragazzi fanno un uso seminascosto o molto ingenuo dell’AI. Le nuove indicazioni puntano a insegnare un approccio critico sia all’AI in sé che alle fonti a cui questi attinge”. Come spiegato dal Ministero, c’è il rischio che gli algoritmi, nelle mani di 4 o 5 oligarchi nel mondo, «possano creare un appiattimento generale. Per questo si ritiene che ci sia bisogno di sviluppare maggiore consapevolezza».