Bari

Squad Girls, escort 16enni per clienti ricchi a Bari: “Ci davano 20mila euro al mese”

"Squad Girls": così si facevano chiamare sui social le minorenni finite nel giro di prostituzione che ha portato all'esecuzione di 10 misure cautelari

La figlia diventata d’un tratto “strana e irascibile”, foto sui social con denaro e carte di credito e poi una storia su Instagram con la scritta “Squad Girls“, ragazze della squadra, in compagnia di altre minorenni. La preoccupazione di una madre di una 16enne barese ha fatto scattare le indagini che hanno portato all’esecuzione di 10 misure cautelari per induzione e sfruttamento della prostituzione minorile.

Internet limitato per i minori: come funziona

VEDI ANCHE

Internet limitato per i minori: come funziona

Squad Girls, la denuncia di una madre

“Squad Girls”: così si facevano chiamare sui social in cui le loro immagini spesso servivano per adescare i clienti. E delle “ragazze della squadra” faceva parte una delle 16enni finite nel giro di prostituzione scoperto dagli agenti della squadra mobile di Bari grazie alla denuncia della madre, insospettita per gli strani comportamenti della minorenne.

Custodia cautelare in carcere per gli indagati

Per gli indagati, tutti accusati a vario titolo di aver indotto, favorito, sfruttato, gestito e organizzato la prostituzione delle ragazzine, è stata disposta la custodia cautelare in carcere perché non solo avrebbero potuto “cercare di riavvicinare le vittime per indurle a rendere dichiarazioni tali da ridimensionare o escludere le loro responsabilità” ma anche perché due di loro, in passato avrebbero picchiato e segregato in una stanza di un B&B una delle ragazze per convincerla a non denunciare. E poteva succedere ancora.

Pillola dei 5 giorni dopo anche alle minorenni

VEDI ANCHE

Pillola dei 5 giorni dopo anche alle minorenni

La promessa di facili guadagni

Nel periodo delle indagini sono stati eseguiti pedinamenti e appostamenti, sono state disposte intercettazioni e sono state ascoltate anche le minori coinvolte nella prostituzione, le cui dichiarazioni sono state raccolte con l’ausilio di psicologhe.

Il puzzle così composto ha portato a ricostruire diversi incontri in alcune strutture ricettive, anche di lusso, delle province di Bari e della Bat (Barletta-Andria-Trani) a partire dal mese di ottobre del 2021. Le minorenni, all’epoca 16enni, sarebbero state adescate ed introdotte nel mondo della prostituzione con la promessa di ottenere facili guadagni, da 150 euro a 500 euro per singole prestazioni sessuali. Arrivavano a guadagnare anche 20mila euro al mese. “Il danaro guadagnato con la prostituzione veniva utilizzato dalle ragazze per acquistare abiti, borse e cenare in ristoranti costosi”, spiegano gli investigatori.

L’UE contro TikTok Lite, “crea dipendenza nei minori”

VEDI ANCHE

L’UE contro TikTok Lite, “crea dipendenza nei minori”

Lungomare di Bari

Squad Girls, utenze dedicate negli annunci online

Per la gestione dell’attività, venivano utilizzate utenze telefoniche dedicate, inserite in annunci on line. C’era chi si occupava dell’aspetto organizzativo, gestendo la prenotazione delle strutture ricettive, chi accompagnava le ragazze nelle camere e chi riceveva le telefonate dei clienti, fissando gli appuntamenti. Gli sfruttatori attendevano in stanze attigue che le minorenni terminassero le loro prestazioni, per ricevere personalmente il denaro dai clienti e corrispondere alle ragazze la quota spettante, corrispondente al 50% della somma ricevuta.

Alcol e minorenni: Gran Bretagna peggior Paese al mondo

VEDI ANCHE

Alcol e minorenni: Gran Bretagna peggior Paese al mondo

“Social network vetrina del mercato del sesso”

Sesso, champagne, hotel di lusso delle province di Bari e Bat, regali e contanti erano la quotidianità delle minorenni e i clienti sapevano che erano poco più che bambine. Lo confermano le intercettazioni in cui uno di loro ammette di essere attratto dalla baby prostituta “nonostante l’età”.

“La chiave di lettura di questa vicenda è sempre quella della prospettiva di facili guadagni – ha sottolineato il procuratore aggiunto di Bari, Ciro Angelillis – e non si può non rilevare come i social network spesso costituiscano una vetrina di questo mercato del sesso“.

Riproduzione riservata