La notte di Capodanno è da sempre associata a festa, brindisi e desiderio di condividere il momento con gli altri. C’è chi si prepara al nuovo anno trascorrendo la serata in casa con la famiglia, a tavola o guardando un film, e chi sceglie di salutare il nuovo anno in piazza, tra concerti e grandi eventi. In entrambi i casi, però, il comune denominatore è la voglia di vivere una serata speciale, spesso anche accompagnata da una sottile Fomo legata a una notte carica di aspettative.

Spesso purtroppo nelle ore a cavallo della mezzanotte, tra botti, fuochi d’artificio e consumo eccessivo di alcol, non mancano incidenti, feriti e situazioni di rischio. In tal senso anche quest’anno molte città italiane hanno deciso di intervenire con ordinanze e divieti, pensati per garantire la sicurezza delle persone, tutelare gli animali e proteggere il patrimonio urbano.

Roma

A Roma è confermato il divieto totale di utilizzo di materiale esplodente, fuochi artificiali, petardi, botti e razzi. L’ordinanza, firmata dal sindaco Roberto Gualtieri, punta a garantire l’incolumità di persone e animali e a tutelare il patrimonio storico e ambientale della città. Il provvedimento è in vigore dalle 00:01 del 31 dicembre fino alla mezzanotte del 6 gennaio. Restano consentiti solo alcuni articoli a basso impatto, come fontane luminose, bengala e bacchette scintillanti. Chi non rispetta il divieto rischia sanzioni da 25 a 500 euro e il sequestro del materiale.

Massima attenzione anche per il concertone al Circo Massimo, con varchi di accesso dotati di metal detector e controlli rafforzati nelle aree del centro storico e nelle stazioni della metro.

Milano

A Milano il divieto riguarda soprattutto bottiglie di vetro, lattine e spray urticanti, proibiti in un’ampia area che comprende anche zone esterne al centro storico. In piazza Duomo, inoltre, l’accesso sarà contingentato con ingressi regolati da varchi e un numero massimo di presenze fissato per garantire la sicurezza durante i festeggiamenti.

Napoli

A Napoli l’ordinanza del sindaco Gaetano Manfredi prevede una serie di restrizioni nelle zone più frequentate dai festeggiamenti, come piazza del Plebiscito, piazza Municipio e il lungomare Caracciolo. A partire dal pomeriggio del 31 dicembre è vietata la vendita e il consumo di bevande in contenitori di vetro, plastica rigida e lattine, così come l’introduzione di spray urticanti. Stop totale anche a fuochi d’artificio, petardi, botti e razzi, per ridurre i rischi legati agli assembramenti.

Torino

Previste misure restrittive per la notte di San Silvestro anche a Torino. Un’ordinanza firmata dal sindaco Stefano Lo Russo vieta l’utilizzo di botti, petardi e fuochi d’artificio su tutto il territorio comunale, con l’obiettivo di prevenire incidenti e tutelare la sicurezza pubblica e il benessere degli animali.

Nelle aree interessate dagli eventi di Capodanno e nei principali luoghi di ritrovo è inoltre proibito introdurre e consumare bevande in contenitori di vetro o lattine, così come portare con sé spray urticanti e oggetti potenzialmente pericolosi. Rafforzati i controlli nelle piazze e lungo le principali arterie del centro, dove sono attesi migliaia di cittadini e turisti per i festeggiamenti.

Venezia

Anche a Venezia scatta il divieto di consumo di bevande in strada e l’obbligo di non introdurre bottiglie di vetro nelle aree interessate dagli spettacoli. Vietati inoltre spray urticanti e oggetti potenzialmente pericolosi, in una città che, per la sua conformazione, richiede particolare attenzione alla gestione dei flussi di persone.

Bologna

In piazza Maggiore a Bologna l’accesso sarà consentito a un massimo di novemila persone. Per monitorare le presenze, a chi entra viene consegnato un coupon da restituire in uscita. Vietata anche la vendita e la somministrazione di bevande in contenitori di vetro o lattina, sia per asporto sia all’interno dei dehors.

Firenze

Restano in vigore i divieti su vetro, petardi e spray urticanti, con multe fino a 500 euro e sequestro degli oggetti a Firenze. La vicesindaca e assessora all’ambiente Paola Galgani ha ribadito l’importanza di una scelta di civiltà, sottolineando i rischi dei botti per animali, ambiente e sicurezza pubblica.

Palermo

Il sindaco di Palermo Roberto Lagalla ha firmato un’ordinanza che vieta su tutto il territorio comunale l’accensione, il lancio e lo sparo di fuochi d’artificio, mortaretti, bombette e oggetti similari in occasione dei festeggiamenti di Capodanno. La misura è stata pensata per tutelare la sicurezza delle persone, ridurre i rischi legati all’uso di materiale esplodente e limitare disturbi all’ordine pubblico e all’ambiente urbano. Il provvedimento è in vigore dal 30 dicembre in poi, coprendo l’intero periodo dei festeggiamenti di fine anno.

Bari

A Bari l’attenzione è rivolta anche al contenimento del rumore e al decoro urbano. Dalle 12 del 31 dicembre alle 5 del mattino successivo è vietata la diffusione di musica all’esterno dei locali senza autorizzazione, mentre è consentita solo musica dal vivo in acustico. Stop anche alla vendita per asporto di bevande in bottiglie di vetro e al commercio itinerante non autorizzato. Le violazioni possono comportare multe fino a 500 euro e, nei casi più gravi, la sospensione dell’attività.

Imperia

L’amministrazione comunale di Imperia ha scelto una linea di compromesso. L’ordinanza firmata dal sindaco Claudio Scajola consente l’uso di fuochi d’artificio e botti solo nella fascia oraria compresa tra mezzanotte e l’una del primo gennaio, per limitare i disagi e tutelare le categorie più fragili.

Padova

A Padova il Capodanno sarà illuminato da uno spettacolo di mille droni che sorvoleranno Prato della Valle, disegnando figure tridimensionali dedicate alla storia della città. In parallelo, un’ordinanza vieta botti e fuochi d’artificio su tutto il territorio comunale dalla notte del 30 dicembre fino all’11 gennaio, promuovendo forme di festa più sostenibili e sicure.

L’Aquila

L’ordinanza emanata a L’Aquila vieta l’uso di fuochi d’artificio e materiale pirotecnico in ambito urbano non solo a Capodanno, ma durante tutto l’anno. Le sanzioni per chi non rispetta il divieto possono arrivare fino a 500 euro.