L’impegno per combattere il bodyshaming dell’onorevole Martina Semenzato, Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e ogni forma di violenza di genere, è cominciato anni fa. E l’arrivo della prima Campagna nazionale contro il bodyshaming nella giornata dedicata a questa battaglia, il 16 maggio, è solo l’ultimo traguardo di cui essere fieri. Finalmente, infatti, l’Italia considera le offese basate sull’aspetto fisico gravi al pari dei pregiudizi, e mostra il suo impegno per migliorare la qualità dei cittadini più fragili. Le donne, in primis, ma anche i ragazzi, soprattutto se membri di minoranze o non-conformi. È ora di dire basta: alle prese in giro, alle persecuzioni, alle emarginazioni per l’aspetto fisico. Lungi dall’essere atti di mera goliardia da giustificare, finalmente lo Stato prende posizione definendoli comportamenti che possono generare conseguenze gravissime.

La campagna contro il bodyshaming
«La vergogna è negli occhi di chi offende» è lo slogan della prima campagna nazionale di sensibilizzazione contro il bodyshaming, promossa dall’onorevole Martina Semenzato, prima firmataria della legge del 3 Ottobre 2025 n. 150 che ha istituito nel 16 di maggio di ogni anno la Giornata nazionale contro la denigrazione dell’aspetto fisico delle persone.
Il claim è: «LA VERGOGNA È NEGLI OCCHI DI CHI OFFENDE. RISPETTA GLI ALTRI, RISPETTA TE STESSO. #STOPBODYSHAMING». Per veicolare il messaggio, è stata scelta una foto imperfetta, volutamente distorta. Un atto di ribellione e di sfida, che esce fuori dai canoni della bellezza tradizionale e stereotipata, spesso socialmente costruita e imposta.
La Campagna nazionale si articolerà in 25 tappe e toccherà l’intera penisola, isole comprese. 16 le Regioni coinvolte dal Nord, al Centro e Sud Italia: Calabria, Sicilia, Lazio, Campania, Veneto, Liguria, Lombardia, Abruzzo, Basilicata, Puglia, Toscana, Molise, Trentino Alto Adige, Marche, Umbria, Piemonte. 25 le città tra capoluoghi di Regione e Provincia tra cui: Catanzaro, Palermo, Roma, Napoli, Padova, Genova, Milano, Pescara, Potenza, Bari, Pisa, Campobasso, Trento, Macerata, Terni, Torino.
In fucsia per dire stop al bodyshaming
Il colore simbolo è il fucsia, scelto per rappresentare l’ottimismo e l’accettazione di sé. Per dare forza alla campagna, l’onorevole Semenzato ha inviato lettere a 7.895 sindaci per invitare a illuminare di fucsia un edificio o un monumento, promuovere attività presso spazi pubblici, diffondere materiale informativo.
Sono stati coinvolti anchhe 11.226 dirigenti scolastici per invitarli a organizzare laboratori su rispetto e autostima, incontri con esperti, psicologi e testimoni, far realizzare elaborati artistici grafici o multimediali sul bodyshaming, utilizzare il colore fucsia per partecipare alla Giornata del 16 maggio.
Gli obiettivi della campagna
Questo impegno è volto a sensibilizzare e responsabilizzare sul fenomeno del bodyshaming, diventata una vera “tortura sociale”. L’onorevole, con un percorso di cui la campagna nazionale è solo l’inizio, intende promuovere, soprattutto fra i giovani, la cultura del rispetto. Far comprendere la gravità dei comportamenti denigratori, mostrando le gravi conseguenze, fisiche, emotive, relazionali e sociali che possono causare. Ma anche aumentare la consapevolezza degli adulti, far impegnare istituzioni nazionali e locali, scuola primaria, scuola secondaria di primo grado e di secondo grado, organizzazioni della società civile ed enti del Terzo settore.