L’organizzazione medico-umanitaria di Medici del Mondo lancia un Fondo che mette a disposizione delle donne con difficoltà a praticare l’aborto. Il servizio si aggiunge alla clinica mobile, attiva a Milano, e una help line nazionale e gratuita per tutte
Un fondo economico dedicato a coprire le spese di viaggio per praticare l’interruzione volontaria di gravidanza (Ivg), le procedure mediche e l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale; una clinica mobile nelle piazze milanesi, un’Help Line e presidi di ascolto.
Aborto, un diritto spesso difficile da esercitare
Con questi servizi, l’organizzazione medico-umanitaria di Medici del Mondo risponde a un paradosso sempre più evidente: l’interruzione volontaria di gravidanza, pur essendo un diritto garantito dalla legge 194 del 1978 e incluso nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), si scontra quotidianamente in Italia con ostacoli burocratici, economici, linguistici ed elevatissimi tassi di obiezione di coscienza.
In occasione della Giornata Internazionale per l’Aborto sicuro del 28 settembre, Medici del Mondo ha annunciato l’apertura di un fondo per sostenere chi incontra barriere economiche o amministrative nell’accedere gratuitamente all’IVG. Il fondo copre i costi per i trasporti, le prestazioni mediche a pagamento e la quota di iscrizione volontaria al Servizio Sanitario Nazionale per le persone straniere.
L’iscrizione al Servizio sanitario nazionale
Come evidenziato dall’organizzazione, l’iscrizione al SSN rappresenta un ostacolo finanziario enorme per le cittadine extracomunitarie: il costo si attesta infatti a 700 euro all’anno per le studentesse e può arrivare fino a 2.000 euro per chi non ha lo status di studente.
Fondo, Help line nazionale e clinica mobile
Il fondo si inserisce in una rete di intervento che comprende l’Help Line nazionale gratuita (accessibile al numero 3346307636 e all’e-mail [email protected]) e l’attività sul territorio milanese. Qui sono operativi la clinica mobile per raggiungere le popolazioni più vulnerabili e due spazi di ascolto presso Mosso (in via Angelo Mosso 3) e il Centro Milano Donna 2 (in via Padova 118).
«Ogni storia che accompagniamo racconta lo stesso paradosso: il diritto esiste sulla carta, ma si ferma davanti a una residenza persa, a una tessera sanitaria scaduta, a una barriera linguistica o alla mancanza di denaro», spiega Eva Pinna, Coordinatrice medica di Medici del Mondo Italia.
Quando la burocrazia cancella il diritto all’aborto
Dietro ai numeri si celano le vite di molte donne che hanno rischiato di rimanere escluse dalle cure e che l’organizzazione ha assistito direttamente.
La revoca della residenza
Basta per esempio la revoca della residenza, com’è accaduto a una donna italiana che ha scoperto di essere incinta dopo che l’ex compagno gliel’aveva revocata. La perdita della residenza ha comportato la decadenza dall’accesso al SSN: all’ospedale le sono stati chiesti 1.100 euro per l’intervento chirurgico. Già alla decima settimana di gravidanza, la donna è riuscita ad abortire grazie alla copertura economica fornita dal fondo di Medici del Mondo.
Le tessere sanitarie non aggiornate
La burocrazia può essere un dramma, se sei incinta. Ancor di più se sei straniera. Può accadere che le tessere sanitarie non siano aggiornate. Una donna russa con permesso di soggiorno rinnovato, ma con la tessera sanitaria non ancora aggiornata nei sistemi, si è sentita richiedere dall’ospedale cittadino 1.300 euro per poter effettuare l’IVG. L’organizzazione l’ha assistita nella riattivazione della tessera, completata in pochi giorni per accedere gratuitamente al servizio. •
Anche i visti sono una barriera
Una giovane ucraina residente in Polonia è giunta in Italia per interrompere la gravidanza, ma ha scoperto che per ottenere il codice STP (Straniero Temporaneamente Presente) avrebbe dovuto attendere i 90 giorni necessari alla scadenza del visto turistico. Non potendo attendere un lasso di tempo così lungo, la procedura farmacologica a pagamento è stata coperta dal Fondo.
Analogamente, una studentessa marocchina iscritta in un’università italiana è stata inizialmente informata che non avrebbe potuto abortire, in quanto titolare di visto di studio extra-UE e priva di SSN o codice STP. Il suo percorso è stato reso possibile grazie alla rete territoriale e al pagamento dell’iscrizione al SSN da parte di Medici del Mondo.
Solitudine linguistica e ostacoli burocratici
Un’altra giovane, trovatasi in ospedale senza alcun supporto linguistico, è stata costretta a tradursi da sola le informazioni e a firmare consensi informati senza comprenderne il contenuto, venendo persino indirizzata a un Centro di Aiuto alla Vita prima dell’intervento dell’organizzazione, che l’ha guidata nell’IVG farmacologica.
La clinica mobile a Milano
Un aiuto importantissimo alle donne in difficoltà viene dalla clinica mobile. «La clinica mobile è uno dei nostri principali punti di contatto sul territorio», spiega il dottor Gianluca Ferrario, responsabile del programma sulla salute sessuale e riproduttiva di Medici del Mondo Italia. Operativa a Milano da marzo, l’unità mobile effettua uscite presenziando davanti a licei, università e durante eventi e festival, con l’obiettivo di fare promozione della salute, prevenzione e orientamento ai servizi. «Non ci sostituiamo al Servizio Sanitario Nazionale», sottolinea il dottor Ferrario, «ma offriamo consulenza diretta con medico e psicologa e, dopo aver evidenziato il problema, indirizziamo le persone ai consultori o al Centri per le infezioni sessualmente trasmissibili, avvalendoci di una rete di ginecologhe ed ostetriche per garantire un accesso tempestivo».
Il servizio di accompagnamento
Oltre all’orientamento, l’organizzazione assicura un accompagnamento fisico, psicologico e linguistico. Ferrario ricorda il caso di una paziente straniera accompagnata in ospedale da una psicologa dell’organizzazione durante il counseling pre-aborto: alla donna era stato sottoposto il modulo di consenso informato in italiano senza che ne comprendesse il testo; solo la presenza e la mediazione dell’operatrice le hanno consentito di comprendere le opzioni cliniche e accedere all’IVG farmacologica.
La mappatura dei consultori e il ritardo sull’aborto farmacologico
Un ostacolo preliminare riguarda l’orientamento informativo. «Esiste un disorientamento diffuso e occorre verificare sul campo sia la qualità che la reale accessibilità dei consultori», evidenzia Ferrario. Mentre associazioni civiche con ginecologhe non obiettrici come Obiezione Respinta e LAIGA hanno sviluppato mappature online dei punti IVG, il portale istituzionale EpiCentro dell’Istituto Superiore di Sanità si limita a restituire dati numerici annuali senza fornire alle cittadine un giudizio qualitativo sulla reale funzionalità dei presidi.
Aumenta il ricorso all’Ivg ma sempre troppo poco
Sotto il profilo dei dati nazionali, nel 2023 sono state notificate 65.746 IVG, con un tasso di abortività di 5,6 interventi ogni 1.000 donne tra i 15 e i 49 anni. Sebbene il ricorso alla procedura farmacologica sia salito al 58,5% delle IVG entro i 90 giorni gestazionali (a fronte del 53% registrato in altre rilevazioni), l’Italia registra un forte ritardo rispetto a Paesi come Regno Unito, Francia o nazioni scandinave, dove il farmacologico supera il 90%.
«La criticità risiede nella forte disomogeneità territoriale», spiega il dottor Ferrario. «Sebbene le linee di indirizzo ministeriali del 2020 consentano l’IVG farmacologica nei consultori con seconda pillola a domicilio, tale modalità è stata di fatto attivata unicamente in Toscana, Emilia-Romagna e Lazio. Negli altri territori, i protocolli impongono spesso fino a quattro accessi ospedalieri (prima visita, somministrazione del primo farmaco, secondo farmaco e controllo), spingendo molte donne a preferire l’intervento chirurgico in un’unica giornata per non dover giustificare ripetute assenze dal lavoro».
L’abuso dell’obiezione di coscienza e il dramma di Valentina Miluzzo
L’ostacolo più pervasivo all’applicazione della norma rimane l’elevata percentuale di obiezione di coscienza. Sebbene la media nazionale di ginecologi obiettori si attesti al 57,1% nel 2023, le differenze regionali evidenziano picchi drammatici: nel Molise sono obiettori il 93,3% dei medici (con stime fino al 97%), in Basilicata il 90,2%, in Sicilia l’87,6%, in Puglia l’86,1% (con 8 ospedali su 35 privi di personale non obiettore), in Campania l’81,8%, in Lazio e Abruzzo l’80,7%.
Questa concentrazione obbliga migliaia di donne alla mobilità sanitaria coatta, costringendole a spostarsi fuori provincia o regione, con il rischio concreto che il decorso del tempo faccia superare il limite legale di 12 settimane previsto in Italia. L’abuso dell’obiezione di coscienza può trasformarsi in vera e propria emergenza sanitaria e violenza ostetrica. L’episodio più tragico è quello di Valentina Miluzzo, morta a 32 anni il 16 ottobre 2016 all’ospedale di Catania, al quinto mese di una gravidanza gemellare, a causa di una sepsi sopraggiunta dopo giorni di complicazioni. Secondo la denuncia dei familiari, alla richiesta di intervenire con un aborto terapeutico di fronte alla rottura del sacco placentare e a dolori atroci, il ginecologo di turno avrebbe risposto: «Sono obiettore di coscienza e la natura deve fare il suo corso»rifiutando di agire finché persisteva il battito cardiaco dei feti.
La dicitura d’urgenza nelle ricette come strumento d’azione
Per superare i ritardi della burocrazia e scongiurare il rischio di fuoriuscita dai termini di legge, Medici del Mondo promuove una strategia operativa rivolta alla classe medica: l’inserimento del carattere d’urgenza nei certificati per IVG. Come ricordato da Ferrario, il certificato d’autorizzazione non deve necessariamente essere rilasciato da un ginecologo, ma può essere redatto da qualsiasi medico di medicina generale o di fiducia. Inserire la dicitura d’urgenza permetterebbe di bypassare la cosiddetta “settimana di riflessione” obbligatoria — una pausa formale che la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda agli Stati di abrogare — garantendo alle donne un accesso immediato ed evitando che le liste d’attesa ne compromettano l’autodeterminazione.