Il sogno spezzato di una mamma che voleva far studiare i suoi figli sta diventando realtà. Quella mamma, Olga Granà, è stata uccisa dal marito il 26 luglio 1997. Oggi uno dei suoi figli, Giuseppe Delmonte, presidente dell’associazione “Olga – Educare contro ogni forma di violenza”, racconta con emozione il primo risultato raggiunto dal progetto Il sogno di Olga, di cui Donna Moderna è media partner: è stata raggiunta la cifra corrispondente alla prima borsa di studio (all’assegnazione partecipa anche la nostra direttrice, Maria Elena Viola), che rappresenta il primo tassello del Fondo nazionale per il diritto allo studio degli orfani speciali, quelli che lo Stato ha riconosciuto come orfani di femminicidio, figli che il padre ha privato della madre.

La prima borsa di studio per gli orfani di femminicidio

«È un’emozione profonda vedere che il sogno di mia madre si trasforma in opportunità per altri ragazzi» commenta Giuseppe Delmonte, che oggi ha 48 anni. «Questa borsa di studio è un ponte tra il suo amore e il futuro di chi ha vissuto lo stesso dolore: un atto di memoria viva che diventa possibilità». Quella possibilità che, pur essendo un diritto, si trasforma in un privilegio irraggiungibile per chi viene privato della figura materna e gettato all’improvviso in un tunnel di dolore, difficoltà e rinunce. «Ciò che mia madre ha desiderato per noi, ora può appartenere anche ad altri: un diritto, non un privilegio». Olga Granà avrebbe voluto che Giuseppe diventasse un chirurgo, e questo era anche il sogno di suo figlio: oggi Giuseppe è uno stimato ferrista di sala operatoria, e la stessa sua determinazione vuole metterla a disposizione degli altri bambini e ragazzi privati del loro sogno, rendendo concrete le borse di studio. «Questo progetto – dice Giuseppe – è la voce di mia mamma che continua a proteggere, a chiedere giustizia, a generare futuro».

Dare futuro agli orfani di femminicidio

Dare futuro agli orfani di femminicidio è un atto di responsabilità sociale e civile, un gesto che, almeno in parte, può tentare di riparare quel vuoto lasciato dalla violenza. «Questa borsa di studio non è solo un sostegno economico, è un messaggio chiaro: i figli della violenza non devono essere lasciati soli» dice Gabriella Scaduto, vicepresidente dell’Associazione Olga – Educare contro ogni forma di violenza. «Ogni percorso educativo che riusciremo a sostenere sarà una risposta concreta all’ingiustizia, una scelta collettiva di cura e di civiltà».

Il Fondo per gli orfani di femminicidio

La borsa di studio è il primo obiettivo raggiunto grazie alle donazioni (a cui puoi contribuire anche tu). Fa parte infatti di un progetto più grande, cioè un Fondo destinato a minori e giovani adulti (fino a 26 anni) riconosciuti come orfani di femminicidio, secondo quanto stabilito dalla Legge n. 4 del 2018. Le borse di studio raggiungibili attraverso il Fondo saranno personalizzate, cucite su misura rispetto alle esigenze dei bambini e ragazzi beneficiari, e serviranno a garantire al’accesso agli studi universitari e professionalizzanti. «La scuola può diventare uno spazio di riparazione, dove ricominciare a credere in se stessi, nei legami e nelle possibilità. Questo fondo vuole essere un segno tangibile di responsabilità pubblica e amore sociale» conclude Gabriella Scaduto.