Sono ovunque.

Sugli scaffali delle librerie, spesso accanto ai bestseller.

Nei video consigliati da TikTok, dove una copertina passa di mano in mano in pochi secondi. Nelle chat delle adolescenti, scambiati come si scambiano i segreti più intimi.

I romance spicy sono diventati uno dei fenomeni editoriali più evidenti degli ultimi anni. Copertine accese, titoli evocativi, protagonisti tormentati, storie d’amore intense e cariche di passione fisica. Un genere che intercetta emozioni forti e che proprio per questo oggi suscita domande. Non tanto per stabilire se siano “adatti” o “inadatti”, ma per capire cosa raccontino del nostro tempo e del modo in cui le più giovani si avvicinano all’amore, al desiderio, alle relazioni.

Il romance, un genere antico in un ecosistema nuovo

Il romance, in realtà, non è una novità.

È uno dei generi più longevi della storia della letteratura e ha sempre accompagnato i cambiamenti sociali. «Non è solo un trend di mercato, è sempre esistito», ricorda Elena Paganelli, senior fiction editor di Newton Compton.

«In letteratura si è sempre parlato di sentimenti e di amore. E anche di sesso, in forme più o meno esplicite. Basti pensare alle poesie di Cecco Angiolieri. Oppure, ancora, a Cinquanta colpi di spazzola prima di andare a dormire, dei primi anni Duemila. L’amore e il sesso sono temi universali che coinvolgono tutti quanti, seppur magari in misura diversa e in modi differenti».

Oggi il romance vive in un ecosistema che è cambiato: non sta solo nei libri, ma dialoga con i social, con le community online, con un immaginario visivo che amplifica scene, personaggi e suggestioni. Ma il genere è molto più vario di quanto sembri, cosa che spesso sfugge nel dibattito pubblico. «Non tutto il romance contiene contenuti espliciti» precisa l’editor. «La tipologia con le storie d’amore più tormentate e ad alto tasso di contenuto erotico è il dark, ma ci sono tipi di romance per tutti i gusti».

cover del libro Baci al Veleno di Lindasy Straube (Newton Compton Editori)

Baci al veleno di Lindsay Straube (Newton Compton)

Romance spicy e adolescenza: tra esplorazione e rischi

Il successo dei romance spicy tra le adolescenti può essere letto come una risposta a un bisogno di narrazione emotiva.

Le storie d’amore diventano uno spazio protetto in cui esplorare sentimenti complessi, dinamiche relazionali, desideri che nella vita reale spesso non trovano ancora parole.

Un luogo immaginativo dove sperimentare, riconoscersi, sentirsi meno sole. Dal punto di vista psicologico, questo interesse non sorprende.

Alessia Giannatempo, psicologa esperta in adolescenza, spiega che «la curiosità verso contenuti romantici, anche più maturi, può far parte della normale crescita». Ciò che cambia è il contesto: smartphone e social rendono accessibili linguaggi adulti molto prima. «Non è una maturità anticipata, ma un’esposizione anticipata» chiarisce l’esperta.

«La sessualizzazione precoce arriva dall’esterno. Non sono le bambine a voler crescere prima, è l’ambiente digitale che le spinge oltre». E in questo scenario i libri assumono un ruolo ambiguo. Da un lato possono aiutare a dare un senso a emozioni nuove; dall’altro, in assenza di educazione affettiva e sessuale, rischiano di diventare manuali emotivi improvvisati.

«Il pericolo non è il libro in sé» specifica la dottoressa Giannatempo, «ma il fatto che modelli narrativi estremi e fictionalizzati siano presi come riferimento reale». Facendo un esempio pratico, i protagonisti tossici, il maschio oscuro e tormentato, attraggono perché promettono intensità e trasgressione. Ma senza guida adulta, la tossicità può essere scambiata per passione.

cover del libro Corrupt di Penelope Douglas (Newton Compton Editori)

Corrupt di Penelope Douglas (Newton Compton)

Tra libertà di lettura e responsabilità educativa

Dal lato di chi scrive, il romance resta prima di tutto intrattenimento. Naike Ror, autrice, è netta: «Le ragazze non cercano lezioni di vita. Vogliono emozionarsi, esplorare attraverso la finzione. È sempre stato così».

Pretendere che il romance educhi è un errore: «L’educazione affettiva spetta a famiglia e scuola. Io posso segnalare che un contenuto è per adulti».

Ror riconosce il rischio di aspettative irreali, «un po’ come fa il porno con il sesso», ma rifiuta l’idea della censura. E dalle case editrici ribadiscono che gli strumenti per scegliere esistono: «Su Amazon c’è una classificazione per età. Il trigger warning dovrebbe essere inteso come un mezzo per il lettore che veicola la sua libertà di scelta» specifica Paganelli.

Invece, un elemento di riflessione su cui soffermarsi, osserva Ror, è quel doppio standard che pesa tutto al femminile. «Il problema scatta solo quando a leggere sono le ragazze» osserva la scritttrice. «Per i ragazzi il consumo di contenuti espliciti è considerato quasi normale. Per le ragazze scatta il moralismo». Come se fossero sempre loro a dover essere corrette, guidate, contenute.

cover del libro Edrina di Naike Ror

Edrina (self-publishing di Naike Ror)

La vera questione è la responsabilità degli adulti

Una narrazione che finisce per colpevolizzare chi legge invece di interrogarsi su chi educa.

Ed è qui che tutti i punti di vista convergono: la responsabilità degli adulti. Ror è diretta: «Molti genitori non controllano nulla, dicono solo “basta che legga”». La psicologa Alessia Giannatempo parla di madri e padri che hanno abdicato al ruolo educativo, preferendo essere “amici” dei figli, rinunciando a porre dei limiti sull’uso di smartphone e social. «Quando il genitore arretra, il vero educatore diventa lo schermo. Si tende a dire “le bambine sono troppo precoci” invece di porsi delle questioni chiave: chi dà loro in mano uno smartphone a 8-10 anni; quale modello affettivo trovano in casa; cosa manca nell’educazione emotiva; perché aspirano a diventare influencer come “via facile” al guadagno e alla visibilità; quale vuoto adulto le lascia sole a interpretare contenuti complessi».

cover del libro Beyond the Surface di Claire Dee (Sperling & Kupfer)

Beyond the surface di Claire Dee (Sperling&Kupfer)

La domanda giusta non è cosa leggono le ragazze

Il vero problema insomma non sono i romance spicy. È internet.

«I ragazzi hanno accesso a contenuti infinitamente più disturbanti sui social» ricorda Ror. Live di bambine di dieci anni, commenti osceni di adulti, estetiche ipersessualizzate che passano inosservate.

Su questo lo scandalo dura poco. Sul libro, invece, si concentra l’indignazione.

Questi romanzi non sono un’anomalia, ma un indicatore. Raccontano come cambiano i linguaggi dell’amore e quanto il confine tra carta e digitale sia diventato sottile. Capirli non significa censurarli, ma riconoscere che dentro quelle pagine c’è un tentativo di dare forma a emozioni contemporanee. La responsabilità di accompagnare quella crescita, però, non può essere delegata a una copertina colorata. Sta, ancora una volta, tutta sulle spalle degli adulti.

A casa parlatene così

Il romance può diventare un’occasione preziosa per conoscere meglio il mondo emotivo degli adolescenti. La ginecologa Chiara Gregori ci suggerisce 5 strategie per trasformare la lettura in un momento di dialogo e confronto.

1. Mostrate curiosità

Chiedete di cosa parla il libro e fatevi spiegare termini come fake dating o enemies to lovers. Anche sbagliare pronuncia può diventare un modo per rompere il ghiaccio.

2. Ascoltate il loro punto di vista

Domandate come, secondo loro, questi libri possano restare uno svago senza creare aspettative irrealistiche.

3. Non fermatevi alla copertina

Le illustrazioni possono sembrare innocue, ma i contenuti non sempre lo sono. Leggete anche voi almeno alcune parti perché certi dark romance affrontano argomenti delicati. Parlate insieme dei temi che sentono di poter affrontare e di quelli per cui è meglio aspettare.

4. Siate pronti ad ascoltare

Se un ragazzo trova un adulto disponibile ad ascoltare senza giudicare, sarà più facile che torni a chiedere aiuto quando ne avrà bisogno.

5. Portate il tema in famiglia

Usate i libri come spunto di confronto, coinvolgendo anche fratelli e amici. Ricordate che romanzi e social raccontano storie, non modelli da seguire nella vita reale.