I bulli appaiono forti, aggressivi, prepotenti, ma dietro il loro comportamento spesso c’è una fragilità. Lo sa bene Carlo Foresta, endocrinologo e profondo conoscitore delle dinamiche giovanili che, con la sua Fondazione Foresta, si occupa di fenomeni adolescenziali da anni. Dal suo ultimo report emerge uno spaccato di disagio giovanile che riguarda anche le ragazze, vittime di bullismo, ma a volte autrici esse stesse di comportamenti fortemente discriminatori.

Bullismo: un terzo delle ragazze ne è vittima

Quando ci si riferisce al bullismo si tende a sminuire il fenomeno, che invece è dilagante. Spesso, specie tra i genitori della Gen X, si pensa che sia qualcosa di “connaturato” all’adolescenza e alle dinamiche tra giovani (e giovanissimi), ma i numeri preoccupano: 1 adolescente su 4 è vittima di bullismo. Lo dice il report 2025 della Fondazione Foresta ETS, punto di riferimento nella ricerca sulla salute e sul benessere giovanile, che inchioda anche a una realtà: il bullismo riguarda da vicino anche le femmine. Dall’indagine emerge, infatti, che più di un terzo delle ragazze (36,4%) dichiara di esserne stata vittima, contro 25,2% dei ragazzi.

Ragazze vittime: i campanelli d’allarme

«Tra i segnali di disagio che accompagnano la vittimizzazione, emergono solitudine e sofferenza psicologica. Nel campione generale le ragazze dichiarano più spesso di sentirsi sole (quasi una su due tra le ragazze, uno su tre tra i ragazzi), quadro che si riflette in una maggiore percezione di isolamento nelle vittime», spiega Carlo Foresta. Occorre prestare attenzione, dunque, ai segnali di allarme, che spesso consistono in gesti concreti, come «la pratica di autolesionismo che abbiamo riscontrato più di frequente nelle ragazze vittime di bullismo: ben il 21,1% contro il 9,4% nei maschi». È anche per questo che in genere le ragazze, che nel campione di oltre 5.800 studenti di scuole superiori venete intervistati, hanno richiesto un maggior ricorso a supporto psicologico.

Le adolescenti mostrano la loro fragilità

«Il 63,7% risulta aver già usufruito o ne ha sentito il bisogno di aiuto, a fronte di circa la metà dei maschi, pari al 32,6% dei maschi. Questo significa che le ragazze sono più propense a mostrare anche la loro fragilità», sottolinea Foresta, che spiega anche un’altra differenza di genere: tra i motivi alla base del bullismo nei confronti delle ragazze ci sono gli aspetti estetici, complice la pressione dei modelli sociali. Il corpo, la fisicità, la rincorsa a modelli spesso irraggiungibili (in quanto irreali) sono all’ordine del giorno, «ma nello stesso tempo aumentano, nella realtà, problemi come sovrappeso e obesità, che riguardano il 23/24% di giovani». La bellezza, quindi, può diventare oggetto di invidia, anche da parte di altre ragazze, oppure al contrario si può essere vittime di body shaming se si hanno chili di troppo.

Meno “branco”, ma più isolamento tra le ragazze

Ma un’altra caratteristica del bullismo al femminile è la modalità con cui si mette in atto: invece che limitarsi a episodi di aggressioni, si verificano più spesso casi di esclusione dal gruppo, che portano a maggior isolamento delle vittime. Le giovani che sono vittime di bullismo rimangono tagliate fuori dal gruppo o per invidia o «per competizione: viene meno, quindi, quel tradizionale senso di mutuo soccorso», spiega Foresta. Niente empatia o sostegno reciproco, quindi: «Il tema della solitudine è molto presente, soprattutto tra le ragazze, che nel 72% dei casi dichiarano di sentirsi spesso o talvolta sole, rispetto al 48,5% dei ragazzi. Il disagio psicologico si manifesta anche attraverso comportamenti autolesivi: una ragazza su cinque (21,1%) ammette di essersi fatta del male almeno una volta, contro il 9,4% dei maschi», conferma l’esperto.

Maschi e femmine a confronto

Ma non solo. Un’altra differenza di genere sta nel fatto che «In alcune adolescenti il confine tra subire e agire è sottile: il dolore non elaborato può trasformarsi in rabbia. Il quadro complessivo parla di un fenomeno a doppia faccia: le vittime – più spesso femmine – portano i segni della solitudine e del disagio, mentre gli autori, che sono più spesso maschi (17,8% dei ragazzi contro 7,9% delle ragazze) si distinguono per trasgressività e comportamenti a rischio, specialmente nell’ambiente digitale». Tra i comportamenti a rischio, il fumo e l’uso di sostanze stupefacenti risultano più diffusi tra gli autori di bullismo.

Sexting: un nuovo fronte di pericolo

Un altro elemento di preoccupazione è rappresentato dalla sessualità online, come dimostrano anche i recenti casi di chat in cui sono finite foto di donne “spogliate” a loro insaputa. Anche le giovanissime possono esserne vittime. Più spesso, però, accade che tra le ragazze, il 52% delle autrici e il 42,3% delle vittime di bullismo ammetta di aver inviato immagini intime. Tra i ragazzi, invece, le percentuali sono rispettivamente 42% e 31%. Nel complesso, i dati descrivono un quadro in cui bullismo, isolamento e comportamenti a rischio si intrecciano, delineando due profili prevalenti: vittime più spesso femmine, segnate da fragilità emotiva e solitudine, e autori più spesso maschi, con maggiore tendenza a fumo, sostanze e impulsività», conclude Foresta.