Ci sono quelli che a fine agosto, coi bagagli ancora da disfare, sono già a ragionare sulle vacanze dell’anno che verrà. Conoscono in anticipo il calendario dei ponti. Prenotano prudentemente a Natale tutte le mete di villeggiatura future, da Pasqua all’Assunzione, perché «così costa meno». Godono di permessi pressoché illimitati, da piazzare qua e là come “rifugi climatici” per scongiurare il burn out (come facciano ad averne così tanti è un mistero, c’è chi parla di doti taumaturgiche e sospette moltiplicazioni). Guai a intralciare il loro cammino. Una volta piantata la bandierina sulla scacchiera della “pianificazione ferie”, non ci sono minacce o occhi dolci che tengano: non spostano un giorno neanche a morire. Per fortuna, sono una minoranza. L’iperorganizzazione presuppone un’indole da Furio (il puntiglioso marito di Magda di verdoniana memoria) e una certa disaffezione al lavoro. Tutti gli altri programmano la pausa estiva con equilibrata efficienza e rispettosa sobrietà, progettando soggiorni vista mare in famiglia, itinerari avventurosi in comitiva o romantici tour in coppia col benestare di capuffici e colleghi.

Una società pensata per multipli di due

Poi ci sono loro, i single. Che avrebbero tutta la facoltà di muoversi e partire quando vogliono, invece sono spesso in balia degli imprevisti e delle paturnie altrui. Sono quelli che negli uffici si adattano alle esigenze di mamme e accoppiati, quelli che hanno meno voce in capitolo nelle partenze in brigata, quelli che ci rimettono quando si fa “alla romana”, vai a capire perché, la matematica al ristorante è un’opinione. Per molti di loro l’estate è come il Natale, una terra di mezzo in cui si amplificano le logiche di una società programmata per multipli di due. Una specie di enclave per famiglie e conviventi, in cui elemosinare inviti in barca e long weekend sentendosi sempre un po’ imbucati. Così almeno sostiene una mia amica separata. Perché una single tra i piedi, mi spiega, turba gli equilibri di coppia, incasina i posti letto, impone a volte un’auto in più, ché in cinque schiacciati con ’sto caldo… Quindi, tendenzialmente, pussa via!

Quasi 9 milioni gli italiani che vivono da soli

L’unica, allora, è salpare in solitaria. Salutare tutto e tutti e godersi fino in fondo la libertà che concede il proprio status. E viverla non come un ripiego, ma come una grandissima “figata”, scusate il francesismo. Del resto sono ormai quasi 9 milioni le persone che vivono sole in Italia e, piuttosto che accodarsi a scelte e programmi altrui per sfangare l’estate, meglio fare da sé. Scrollandosi di dosso tutti i cliché sul tema. Viaggiare da soli oggi non significa più monoporzioni in hotel e malinconici selfie davanti a un tramonto senza nessuno con cui parlare. Vuol dire incontrare gente nuova, stringere amicizie inaspettate, prendersi una vera pausa dal solito tran tran, lasciando a casa preoccupazioni di lavoro e triti discorsi che inevitabilmente si fanno quando ci si sposta con la “cumpa” di sempre, mettendo alla prova parti inedite di sé, sperimentando.

Sempre più donne viaggiano in solitaria

Insomma, non una punizione ma un’opportunità di scoperta e di crescita personale, che sta facendo gola anche a chi ha in dotazione un nutrito carnet di compagni di viaggio. Soprattutto le donne. Non solo quelle che devono dividere il calendario estivo con gli ex facendo kids-sharing, anche coloro che vivono in relazioni felici ma sentono ogni tanto il bisogno di ritagliarsi uno spazio per sé o coltivare una passione. Penso alla mia amica scarpinatrice, che dedica almeno un paio di settimane all’anno alle sue camminate, con tanti saluti a marito e figli. E al vecchio compagno di liceo, che ogni agosto si libera di giacca e cravatta per imbarcarsi in avventurose esplorazioni dell’Asia e del Sud America collezionando esperienze coi local e un fitto elenco di indirizzi speciali che non compariranno mai sulle guide o su TikTok.

I tour operator per vacanze su misura

E per gli imprevisti? C’è sempre la formula “No agenzia? Ahi ahi ahi”. Se prima ci si rivolgeva ai tour operator per soggiorni all inclusive super schedulati, oggi gli esperti del settore offrono soluzioni flessibili e tailor made, comunque organizzate e senza rischi. Che l’obiettivo sia l’avventura o le asana tra paesaggi mozzafiato, si ha la certezza di condividere l’esperienza con persone che hanno le proprie stesse esigenze e, quasi sempre, lo stesso fiato. Capita a volte, addirittura, che si parta da soli e si torni accoppiati. A voi decidere se è una buona notizia.