Anche quest’anno si accendono i riflettori sul meglio del cinema italiano: i David di Donatello, oltre ad essere i “nostri” Oscar, sono il simbolo della rinascita culturale italiana a partire dagli anni ’50. Da un piccolo circolo di appassionati e intellettuali nacque un premio capace di raccontare, edizione dopo edizione, l’identità del nostro cinema e i suoi protagonisti.
Quando vanno in onda i David di Donatello 2026
L’edizione 2026 dei David di Donatello è prevista per mercoledì 6 maggio e sarà trasmessa in prima serata su Rai 1.
È uno degli appuntamenti più attesi per chi ama il cinema, un momento in cui l’industria si ritrova e si racconta, tra riconoscimenti, discorsi e nuove prospettive. Una serata di gala, ma soprattutto la fotografia di come cambia il nostro cinema, anno dopo anno.
David di Donatello: la rinascita del cinema italiano
Per capire cosa rappresentano i David, bisogna tornare agli anni ’50, quando l’Italia usciva dalla guerra e cercava una nuova identità culturale. In quel clima nasce a Roma l’Open Gate Club, un luogo pensato per favorire l’incontro tra intellettuali italiani e ospiti internazionali.
Da quell’esperienza prendono forma il Comitato per l’Arte e la Cultura e il Circolo Internazionale del Cinema. È proprio all’interno di questi ambienti che nasce l’idea di un premio capace di valorizzare il cinema italiano e di metterlo in dialogo con il resto del mondo.
Nel 1955, grazie all’impegno di Italo Gemini e Paolo Grassi, il progetto prende forma. L’obiettivo è chiaro fin dall’inizio: sostenere la qualità artistica e tecnica delle produzioni, sulla scia di quanto già accadeva negli Stati Uniti con gli Oscar.
La prima edizione nel 1956 e il legame con gli Oscar
La prima edizione si tiene il 5 luglio 1956 al cinema Fiamma di Roma. È un evento ancora essenziale, ma già ricco di significato.
Tra i primi premiati ci sono Gina Lollobrigida, Vittorio De Sica e Gianni Franciolini, nomi destinati a diventare centrali nella storia del nostro cinema. Nello stesso anno viene premiato anche Walt Disney, segno di un’apertura internazionale che caratterizzerà il premio fin dall’inizio.
Il modello di riferimento è chiaramente quello degli Oscar, ma i David si distinguono subito per un’identità fortemente italiana, legata alla cultura e alla tradizione artistica del Paese.
Perché si chiamano David di Donatello
Il nome del premio rimanda a una delle opere più celebri del Rinascimento: il David di Donatello, conservato al Museo del Bargello di Firenze.
Ai vincitori viene consegnata una statuetta che riproduce proprio quella scultura. In origine era realizzata in oro dalla maison Bulgari, oggi è in ottone con base in marmo, ma il suo valore simbolico è rimasto intatto.
Scegliere il David significa collegare il cinema a una tradizione artistica più ampia. Non solo spettacolo, ma cultura, bellezza e identità italiana. È un modo per dire che il cinema, come la scultura di Donatello, può diventare patrimonio condiviso.
I grandi protagonisti dei David: film, attori e registi che hanno fatto la storia
Nel corso dei decenni, i David di Donatello hanno raccontato il meglio del cinema italiano attraverso i suoi protagonisti.
Tra gli attori, Vittorio Gassman (7 David) e Alberto Sordi (7) restano i più premiati in assoluto, due volti che hanno raccontato l’Italia in modo diverso ma complementare. Gassman ha conquistato il riconoscimento anche per interpretazioni intense come Profumo di donna, mentre Sordi è stato premiato, tra gli altri, per Il diavolo e Detenuto in attesa di giudizio, portando sullo schermo vizi e contraddizioni del Paese con uno stile inconfondibile.
Marcello Mastroianni (5) ha incarnato un’eleganza unica, premiata per film come Divorzio all’italiana e Una giornata particolare, dove ha saputo unire ironia e profondità.
Tra gli interpreti contemporanei, Toni Servillo (4) ha ricevuto il David per ruoli ormai iconici come quello ne La grande bellezza e ne Il divo, mentre Elio Germano (4) si è distinto per interpretazioni intense e trasformiste, premiate ad esempio per Mio fratello è figlio unico e Volevo nascondermi, che gli è valso uno dei riconoscimenti più recenti.
Sul fronte delle attrici, Sophia Loren (7) detiene il record di vittorie e resta una figura simbolo del cinema italiano nel mondo grazie a pellicole come La ciociara o Ieri, oggi, domani raccontano. A seguire Monica Vitti (5) che ha segnato un’epoca con il suo stile unico, tra ironia e inquietudine con film iconnici come La ragazza con la pistola e Dramma della gelosia. Stesso numero di riconoscimenti per Margherita Buy (5), attrice dalla grande sensibilità, protagonista di film come La stazione e Giorni e nuvole.
Anche tra i registi emergono figure chiave del nostro cinema. Francesco Rosi (6) è il più premiato, con film come Le mani sulla città, Cadaveri eccellenti, Cristo si è fermato a Eboli, Tre fratelli, Carmen e La tregua. A quota quattro ci sono Mario Monicelli, Giuseppe Tornatore, Marco Bellocchio. Federico Fellini, Ettore Scola, Ermanno Olmi e Paolo Sorrentino si fermano invece a tre David per la regia.
Alle sue spalle autori come Giuseppe Tornatore (4), Mario Monicelli (4) ed Ettore Scola (4). Seguono Federico Fellini (4) e Matteo Garrone (4).
I David hanno premiato anche grandi protagonisti internazionali, da Martin Scorsese a Al Pacino, confermando il respiro globale del riconoscimento.
Negli anni più recenti, il premio continua a intercettare il presente. Il successo di C’è ancora domani di Paola Cortellesi, che ha conquistato sei David, e Vermiglio che ha sbancato nell’edizione dello scorso anno.
Come funzionano oggi e chi vota
Oggi i vincitori vengono scelti dai membri dell’Accademia del Cinema Italiano, composta da circa mille professionisti del settore e figure della cultura.
Il sistema di voto si sviluppa in due fasi. In un primo momento si selezionano i candidati, mentre in una seconda votazione si decretano i vincitori. Ogni giurato esprime le proprie preferenze in base alla categoria di appartenenza.
Accanto ai premi principali, esistono anche riconoscimenti speciali, come il David Giovani, assegnato dagli studenti, e il David dello Spettatore, che premia il film più visto in sala. Sono segnali di un premio che continua a evolversi e a dialogare con il pubblico.