Il nuovo film The Odyssey di Christopher Nolan ha riacceso l’interesse per il poema di Omero e ha riportato sotto i riflettori anche Itaca – Il ritorno, il film diretto da Uberto Pasolini. Pur ispirandosi allo stesso mito, le due opere raccontano due momenti molto diversi della storia di Ulisse.
Entrambi si ispirano al poema di Omero, ma raccontano momenti differenti della storia di Odisseo e adottano uno sguardo quasi opposto sul protagonista.
Il film di Pasolini sceglie di concentrarsi sull’ultimo capitolo dell’avventura: il ritorno a casa. Nolan, invece, porta sullo schermo il lungo viaggio che precede quel momento, seguendo l’eroe attraverso le prove che lo hanno reso uno dei personaggi più celebri della mitologia greca.
Il significato di Itaca nel film di Uberto Pasolini
In Itaca – Il ritorno, con Ralph Fiennes nei panni di Odisseo e Juliette Binoche in quelli di Penelope, il viaggio è già terminato. Dopo vent’anni trascorsi lontano dalla sua isola, il re torna finalmente a casa, ma scopre che nulla è rimasto immutato.
Il suo regno è minacciato dai Proci, che vogliono sposare Penelope e impossessarsi del trono, mentre il protagonista porta addosso le ferite fisiche e psicologiche lasciate dalla guerra di Troia e da anni di sofferenza.
Più che un film d’avventura, quello di Pasolini è un racconto intimo sul trauma, sul tempo trascorso e sulla difficoltà di ritrovare il proprio posto nel mondo. L’azione lascia spazio ai silenzi, agli sguardi e alle emozioni di personaggi profondamente cambiati.

In questa rilettura, Itaca diventa molto più di un luogo geografico. È il simbolo della casa perduta, della famiglia, dell’identità e della speranza di poter ricominciare dopo aver attraversato la violenza della guerra.
L’Odissea di Christopher Nolan racconta il viaggio dell’eroe
L’approccio di Christopher Nolan è diverso. The Odyssey nasce come adattamento cinematografico del poema di Omero e segue il lungo ritorno di Odisseo dopo la caduta di Troia.
Nel poema originale il re di Itaca affronta infatti creature leggendarie, divinità ostili, tempeste e lunghi anni di lontananza prima di poter riabbracciare Penelope e il figlio Telemaco.
Al botteghino il film è già un successo.
Le principali differenze tra i due film
La differenza più evidente riguarda il momento della storia raccontato.
Itaca – Il ritorno parte quando l’avventura è ormai finita. Il cuore del racconto è il confronto con il passato, il peso della guerra e la riconquista della propria famiglia.
The Odyssey, invece, si concentra sul percorso che conduce Odisseo fino a quel momento. Il viaggio, le sfide e il desiderio di tornare a casa diventano il motore della narrazione.
Il poema omerico utilizzato da Nolan come fonte principale è esclusivamente l’Odissea. Nonostante il film di Nolan ritorni su episodi della guerra di Troia, si sofferma sulla ricerca introspettiva di Ulisse, scava nella sua sofferenza psicologica e per questo si discosta anche da un altro kolossal ispirato alla classicità, Troy di Wolfgang Petersen, che propone una ricostruzione meramente realistica del conflitto fra achei e troiani narrata nell’Iliade.
The Odyssey sta avendo grande successo anche per questo approccio nei confronti dell’eroe omerico, considerato più umano e alla fine “perdente”. Il pubblico sembra infatti rivivere la “propria odissea” immedesimandosi, in qualche modo, con Odisseo e il suo tormento interiore.
Tuttavia il tono di The Odyssey appare differente rispetto a Itaca – Il ritorno. Pasolini sceglie infatti una regia essenziale e introspettiva, interessata soprattutto all’umanità dei personaggi. Nolan, fedele alla sua filmografia, realizza comunque un grande film epico, destinato a valorizzare il respiro spettacolare del poema.
Non sottraendosi ad alcune critiche da parte dei puristi del poema: ad esempio non aver citato l’episodio dei Feaci e di Nausicaa, oppure la scelta di affidare a Lupita Nyong’o, attrice di colore, il ruolo di Elena di Troia.
Due interpretazioni complementari del mito di Ulisse
Più che due opere in competizione, Itaca – Il ritorno e The Odyssey possono essere considerate due letture complementari dello stesso mito.
Pasolini riflette sulle conseguenze del viaggio e sul prezzo pagato dall’eroe per tornare a casa. Nolan, invece, racconta il cammino che rende possibile quel ritorno.
Entrambi, però, ruotano attorno allo stesso tema: il desiderio di ritrovare Itaca. Non solo come isola da raggiungere, ma come luogo dell’identità, degli affetti e della propria vita. È proprio questa tensione verso casa a rendere l’Odissea un racconto ancora attuale, capace di parlare al pubblico di oggi così come accade da quasi tremila anni.