Con le sue stradine acciottolate, gli atelier degli artisti e le luci dei cabaret, Montmartre continua a rappresentare una delle immagini più affascinanti di Parigi. La nuova serie franco-belga Montmartre, in onda su Canale 5, accompagna gli spettatori nella capitale francese della Belle Époque attraverso la storia di Céleste, una giovane ballerina alla ricerca della propria famiglia.
Ma al di là della trama, la fiction offre l’occasione per scoprire un quartiere che ha segnato la storia dell’arte, della cultura e della vita notturna europea. Un luogo dove realtà e leggenda si intrecciano ancora oggi, tra monumenti celebri, storie di artisti rivoluzionari e angoli meno conosciuti che conservano intatto il fascino della vecchia Parigi.
“Montmartre”, la Parigi della Belle Époque rivive sullo schermo
La serie diretta da Louis Choquette si ispira alla figura della ballerina Blanche Cavelli e porta sullo schermo la Parigi di fine Ottocento, quando Montmartre era il cuore pulsante della vita artistica e bohémien della città.
Al centro della storia c’è Céleste, una giovane ballerina di cabaret che cerca di ritrovare i fratelli da cui è stata separata dopo l’assassinio del padre. La sua ricerca la conduce nei luoghi più vivaci e contraddittori della capitale francese, tra teatri, sale da ballo e quartieri popolari.

La scelta di ambientare la fiction a Montmartre non è casuale. Tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX, questa collina attirava pittori, scrittori, musicisti e intellettuali provenienti da tutta Europa. Qui si respirava un’atmosfera di libertà creativa che avrebbe contribuito a cambiare per sempre la storia dell’arte moderna.
La serie ricostruisce questo universo con una particolare attenzione alle atmosfere e ai dettagli storici, riportando in primo piano un quartiere che continua a esercitare un fascino senza tempo.
Quanto c’è di vero nelle ambientazioni della serie
Nonostante la storia si svolga quasi interamente a Montmartre, gran parte delle riprese non è stata realizzata nel quartiere parigino. La produzione ha, infatti, scelto di ricostruire molte ambientazioni negli studi di Bry-sur-Marne, alle porte della capitale francese.
Qui è nato anche il cabaret immaginario L’Éléphant Rose, uno dei luoghi più importanti della narrazione. Altre strade della Parigi della Belle Époque sono state, invece, ricreate nell’area dell’ex ospedale psichiatrico di Ville-Évrard.
Solo alcune sequenze sono state girate realmente sulla Butte Montmartre, in particolare nelle zone di rue Chappe e nei vicoli che si trovano dietro la Basilica del Sacro Cuore.
Secondo il regista, il quartiere è cambiato profondamente nel corso del tempo. Turismo di massa, restauri e trasformazioni urbane rendono oggi difficile restituire fedelmente l’atmosfera del 1900. Per questo motivo la produzione ha utilizzato anche effetti digitali e fotografie d’epoca per ricostruire la città della Belle Époque.
Dal Sacré-Cœur a Place du Tertre, i luoghi simbolo della collina
Tra i protagonisti silenziosi della serie c’è il Sacré-Cœur, uno dei monumenti più riconoscibili di Parigi. La basilica domina la città dalla sommità della collina e rappresenta ancora oggi una delle mete più visitate della capitale francese.

La sua costruzione iniziò nel 1875 e si concluse nel 1914, proprio negli anni in cui è ambientata la fiction. Dalla sua terrazza si può ammirare uno dei panorami più suggestivi di Parigi.
Ai piedi della basilica si trova Place du Tertre, la storica piazza degli artisti. Qui pittori e illustratori continuano a lavorare all’aperto, mantenendo viva una tradizione che affonda le radici nell’Ottocento.

Passeggiare tra queste strade significa immergersi nell’anima più autentica di Montmartre. Piccoli bistrot, facciate ricoperte di edera e scorci panoramici raccontano ancora oggi il carattere romantico e creativo del quartiere.
Pigalle, Moulin Rouge e Le Chat Noir: il cuore della vita notturna parigina
Se Montmartre rappresentava il volto artistico della capitale, Pigalle ne incarnava quello più audace e anticonformista.
Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, il quartiere era famoso per i suoi caffè-concerto, i locali notturni e le sale da ballo che attiravano visitatori da tutta Europa. Ancora oggi conserva parte di questa identità, soprattutto lungo Boulevard de Clichy.
Qui sorge il celebre Moulin Rouge, inaugurato nel 1889 e diventato uno dei simboli della Belle Époque. Le sue atmosfere hanno ispirato artisti come Henri de Toulouse-Lautrec, autore dei manifesti che hanno contribuito a rendere immortale l’immaginario dei cabaret parigini.

Anche il cabaret immaginario L’Éléphant Rose richiama una realtà storica precisa. Gli autori della serie hanno dichiarato di essersi ispirati a Le Chat Noir, considerato uno dei primi cabaret moderni della storia. Fondato nel 1881 ai piedi della collina, divenne uno dei principali luoghi di ritrovo della bohème parigina, frequentato da artisti, scrittori e intellettuali.
Picasso, le vigne nascoste e le leggende che rendono unico Montmartre
Oltre ai monumenti e ai cabaret, Montmartre custodisce storie che contribuiscono ad alimentarne il mito.
Una delle più celebri riguarda l’origine del nome del quartiere. Secondo la tradizione deriverebbe dal latino Mons Martyrum, il Monte dei Martiri, in riferimento a Saint-Denis, primo vescovo di Parigi. La leggenda racconta che, dopo essere stato decapitato nel III secolo, il santo raccolse la propria testa e continuò a camminare per diversi chilometri.
Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento la collina divenne anche il rifugio di alcuni tra i più grandi artisti europei. Nel celebre Bateau-Lavoir vissero e lavorarono Pablo Picasso, Amedeo Modigliani e Juan Gris. Fu proprio qui che Picasso dipinse Les Demoiselles d’Avignon, una delle opere che avrebbero rivoluzionato l’arte moderna.
C’è poi una curiosità che sorprende molti visitatori. Sulla collina esiste ancora una vigna urbana, il Clos Montmartre.

Piantata nel 1933 per preservare uno degli ultimi spazi verdi del quartiere, produce ancora oggi alcune migliaia di bottiglie all’anno ed è protagonista della tradizionale Festa della Vendemmia.