Sabato 13 giugno alle ore 21:25 su Rai 3 torna in onda il film diretto da Steno e interpretato da Bud Spencer che nel 1973 conquistò il pubblico italiano dando vita a una delle saghe più fortunate del cinema popolare nazionale.

Ancora oggi il commissario Rizzo, detto Piedone, continua a essere ricordato come un protagonista diverso dagli altri: autoritario ma vicino alla gente, duro con i criminali ma capace di muoversi con ironia in una Napoli vivace e contraddittoria. Il film rappresenta anche una tappa importante nella carriera dell’attore, che negli stessi anni stava consolidando la propria identità artistica al di là delle celebri collaborazioni con Terence Hill.

La trama: un commissario fuori dagli schemi nella Napoli degli anni Settanta

Nei quartieri del porto di Napoli opera il commissario Rizzo, soprannominato Piedone per via della sua corporatura imponente. Agisce sempre disarmato, risolve i casi a suon di sganassoni e intrattiene rapporti stretti con il mondo della strada, dai piccoli informatori alle prostitute, che considera la sua rete di intelligence sul campo.

Quando a Napoli arriva il clan dei marsigliesi, intenzionati a fare della città una nuova piazza per lo spaccio di eroina, Piedone si trova a dover fare i conti anche con Ferdinando Scarano detto “‘o Barone”, ex protettore di prostitute che intravede nell’alleanza con i francesi l’occasione per fare il salto di qualità criminale.

A complicare le cose ci si mette un nuovo superiore che disapprova i metodi spicci di Rizzo, arrivando a sospenderlo dal servizio. Piedone però non si ferma e, stringendo un accordo con la vecchia camorra napoletana, riesce a smantellare la banda straniera e a tornare in servizio con tutti gli onori.

Il primo esperimento di poliziesco comico italiano

Piedone lo sbirro fu il primo film ad unire il genere poliziesco alla commedia italiana, aprendo di fatto una strada che il cinema italiano avrebbe poi percorso a lungo. Prima di questo titolo, i due generi convivevano raramente con questo equilibrio: il cosiddetto poliziottesco era tendenzialmente cupo e violento, mentre la commedia all’italiana seguiva binari propri.

Bud Spencer e altri attori in una scena del film piedone lo sbirro

Steno costruì il film strutturandolo come un noir con tanti spunti comici, valorizzando l’ironia di Bud Spencer nel ruolo della vita. Il risultato fu un ibrido che funzionò benissimo con il pubblico e che aprì la strada a una serie di quattro film. Dopo il titolo del 1973 arrivarono Piedone a Hong Kong (1975), Piedone l’africano (1978) e infine Piedone d’Egitto (1980).

Il commissariato Porto non è mai esistito

Uno dei dettagli più curiosi del film riguarda la sede di lavoro di Rizzo. Il commissariato Porto, a cui fanno capo Piedone e il brigadiere Caputo, in realtà non esiste: fu inventato appositamente per esigenze cinematografiche.

La scelta non fu casuale sul piano narrativo. Il porto di Napoli, con il suo via vai di merci, persone e traffici illeciti, era il contesto perfetto per ambientare una storia che ruotava attorno all’arrivo della droga in città.

Questo nulla tolse al realismo del film, che in molte scene, e in certi dialoghi in particolare, restituisce una Napoli popolare e vera, lontana da qualsiasi cartolina.

Una scena girata a due passi dal Quirinale

Nonostante il film sia ambientato quasi interamente a Napoli, alcune riprese furono realizzate a Roma. La scena in cui Piedone pesta Scarano fuori da un night club fu girata in via della Cordonata, a pochi metri dal Palazzo del Quirinale.

Il contrasto tra la location elegantissima della capitale e la concitazione della rissa appartiene a quella categoria di curiosità che si apprezzano solo sapendole.

A rendere il dettaglio ancora più pittoresco, all’epoca delle riprese il presidente della Repubblica era Giovanni Leone, lui stesso napoletano.

Una location scomparsa nel terremoto del 1980

Tra i luoghi usati per le riprese ce n’è uno che oggi non esiste più. La scuola in cui vengono effettuati gli appostamenti allo spacciatore era in realtà la sede del Municipio di Pozzuoli, sulla discesa di viale Capomazza che porta al Rione Terra.

Nel 1980 il terremoto causò danni strutturali che portarono all’abbattimento dell’edificio, e al suo posto oggi c’è un parcheggio. Guardare quella scena equivale quindi a guardare un frammento di città scomparso, un documento visivo di una Pozzuoli che non c’è più.

Il doppiaggio unico di Bud Spencer

Piedone lo sbirro è l’unico film della quadrilogia in cui Bud Spencer è doppiato da Glauco Onorato, suo doppiatore abituale. Negli altri tre film della serie Spencer usa invece la propria voce.

Per chi è cresciuto ascoltando la voce di Carlo Pedersoli nei sequel, rivedere il primo capitolo riserva quindi una piccola sorpresa uditiva.

Bud Spencer, da Trinità a Piedone: un attore che sapeva reinventarsi

Prima di indossare i panni del commissario Rizzo, Bud Spencer aveva già conquistato il pubblico italiano con tutt’altro tipo di personaggio. Nei primi anni Settanta, grazie a film come Lo chiamavano Trinità, aveva costruito una popolarità enorme interpretando cowboy bonari e manescchi in coppia con Terence Hill, dentro un filone western all’italiana che stava raccogliendo incassi straordinari.

Piedone lo sbirro rappresentò quindi una scommessa: spostare quel tipo di simpatia fisica e comica dentro un contesto urbano e contemporaneo. I saloon furono sostituiti con i vicoli di Napoli, il cappello da cow-boy con la cravatta di un commissario di polizia.

La scommessa fu vinta, e Bud Spencer dimostrò di saper funzionare benissimo anche senza cavalli e praterie.

La parodia con Franco Franchi

Il successo del film fu tale da generare quasi subito una parodia. Nel 1974 uscì Piedino il questurino, interpretato da Franco Franchi, che riprendeva il personaggio di Piedone declinandolo nello stile comico del duo Franchi-Ingrassia.

Il fatto che una parodia arrivasse a un anno appena dall’originale dice molto su quanto il commissario Rizzo fosse già diventato un personaggio riconoscibile nell’immaginario collettivo italiano. La saga ufficiale nel frattempo continuò per altri sette anni. Piedone lo sbirro non era stato un caso fortunato, quindi, ma l’inizio di qualcosa di duraturo.