Quando Rai 1 annunciò Noi, l’ambizione era evidente. Portare in Italia This Is Us, uno dei più grandi successi seriali degli ultimi anni, sembrava una sfida prestigiosa e potenzialmente vincente. La serie americana, creata da Dan Fogelman, aveva conquistato milioni di spettatori in tutto il mondo grazie a un racconto familiare intenso, costruito su continui salti temporali e personaggi capaci di entrare nel cuore del pubblico.

La versione italiana, con Lino Guanciale e Aurora Ruffino nei ruoli principali, arrivò nel 2022 accompagnata da grande curiosità. Tuttavia l’entusiasmo iniziale lasciò presto spazio a risultati inferiori alle aspettative. Gli ascolti non sono decollati e il progetto si è fermato dopo una sola stagione.

Il fenomeno “This Is Us”: perché è stato difficile rifarla

Prima ancora di essere una serie di successo, This Is Us è stata un fenomeno culturale. Per sei stagioni ha raccontato la storia della famiglia Pearson attraverso decenni diversi, intrecciando passato, presente e futuro in un racconto emotivo che ha saputo parlare a più generazioni.

Gran parte del suo fascino nasceva proprio da questo equilibrio delicato. Gli spettatori scoprivano poco alla volta i segreti dei personaggi, ricostruendo la loro storia come un puzzle. Ogni episodio aggiungeva un tassello nuovo, spesso ribaltando ciò che sembrava già noto.

Quando è stato annunciato il remake italiano, molti fan dell’originale hanno accolto la notizia con scetticismo. Non perché un adattamento fosse impossibile in assoluto, ma perché This Is Us appariva come una di quelle opere strettamente legate alla sensibilità e alla cultura che le hanno generate.

Perché “Noi” non ha funzionato: un confronto inevitabile

Uno dei principali ostacoli è stato probabilmente il confronto costante con la serie americana. Chi aveva amato This Is Us tendeva a osservare ogni dettaglio del remake attraverso il filtro dell’originale. Ogni somiglianza veniva interpretata come una semplice imitazione. In queste condizioni, trovare uno spazio autonomo era difficile.

Allo stesso tempo, Noi non poteva contare soltanto sui fan della serie americana. Aveva bisogno di conquistare anche il pubblico tradizionale di Rai 1, composto da spettatori che spesso non conoscevano affatto il prodotto originale.

La serie si è così trovata in una posizione scomoda. Troppo vicina a This Is Us per apparire davvero nuova agli occhi degli appassionati. Troppo diversa dalla fiction tradizionale italiana per risultare immediatamente familiare al pubblico generalista.

I salti temporali hanno diviso il pubblico di Rai 1

L’elemento che più di ogni altro aveva reso celebre This Is Us era anche uno dei suoi aspetti più complessi: la struttura narrativa.

Le vicende dei protagonisti si sviluppavano contemporaneamente in epoche differenti. Bambini, adolescenti e adulti convivevano nello stesso episodio. Passato e presente si rincorrevano continuamente.

Negli Stati Uniti questa costruzione è stata accolta come una delle grandi innovazioni della serie. In Italia, invece, una parte del pubblico l’ha percepita come un ostacolo.

Molti spettatori hanno dichiarato di aver trovato difficile seguire i continui cambi di periodo. Altri hanno avuto la sensazione che alcune informazioni sul destino dei personaggi arrivassero troppo presto, riducendo la suspense. Una critica che può sembrare paradossale, considerando che proprio quei salti temporali rappresentavano il cuore dell’opera originale.

Gli autori italiani hanno scelto di mantenere questa caratteristica, evitando di semplificare la struttura narrativa. Una decisione coerente sul piano artistico, ma che potrebbe aver allontanato una parte del pubblico della prima serata di Rai 1.

Casting, adattamento e identità italiana: i punti più discussi

Le discussioni attorno a Noi non hanno riguardato soltanto la sceneggiatura.

Anche alcune scelte di casting e adattamento hanno alimentato il dibattito. Lino Guanciale, il fortunato protagonista del Commissario Ricciardi, e Aurora Ruffino hanno ricevuto numerosi apprezzamenti, ma diversi spettatori hanno espresso alcune perplessità sulla resa anagrafica di alcuni personaggi. In particolare, Aurora Ruffino doveva interpretare Rebecca in fasi molto diverse della vita. Una parte del pubblico ha trovato poco convincente il lavoro di trucco e costume, più che la sua prova d’attrice.

Altre osservazioni hanno riguardato l’adattamento dei personaggi e delle dinamiche familiari. Gli autori hanno cercato di rendere il racconto più vicino alla realtà italiana, modificando alcuni elementi presenti nella versione americana. Un lavoro complesso, che in alcuni casi è stato apprezzato e in altri giudicato poco convincente.

Il problema, probabilmente, era più profondo. This Is Us nasceva da una specifica cultura televisiva e sociale americana. Alcuni temi, alcune sensibilità e persino certi modelli familiari funzionavano in modo naturale all’interno di quel contesto. Trasferirli in Italia senza perdere autenticità era una sfida enorme.

Gli ascolti e lo stop dopo una sola stagione

Pur partendo con aspettative elevate, Noi non è riuscita a consolidare una platea sufficiente per giustificare la prosecuzione del progetto. Evidentemente gli ascolti sono rimasti sotto i livelli sperati e Rai ha deciso di non proseguire con una seconda stagione.

La cancellazione appare invero come la conseguenza di una somma di fattori. Il peso del confronto con l’originale, la difficoltà di trovare il pubblico giusto, una narrazione poco immediata per una parte degli spettatori e le inevitabili complessità di ogni adattamento hanno contribuito a limitarne il successo.