Che le donne siano spesso “chiacciate tra lavoro, famiglia e compiti di cura è noto, ma anche le coppie oggi vivono una condizione di questo tipo: il peso degli impegni lavorativi, ma soprattutto della gestione dei figli e dei genitori anziani grava, infatti, su entrambi i partner. Che rischiano così di scoppiare. Eppure esistono campanelli d’allarme ai quali prestare attenzione, come spiega l’esperta.

Cos’è la “coppia sandwich”

Le corse in ufficio, i figli da seguire tra scuola, attività pomeridiane, sport e amici, ma anche – e forse soprattutto – i genitori da accudire: gestire tutto è oggettivamente difficile, anche se si è in due. Lo sanno bene madri e padri: le prime perché da tempo vivono la condizione del sandwich, ma anche i secondi che di recente condividono di più gli impegni. Il che, però, non alleggerisce le conseguenze, che anzi rischiano di far finire la coppia in una condizione di “panino”, pronta a scoppiare.

La sindrome da nido pieno

Se la crescita e l’uscita di casa dei figli comporta spesso la sindrome del nido vuoto, con gli anni si sta presentando un altro problema, opposto: la sindrome da nido pieno. Non solo i figli rimangono in casa sempre più a lungo, ma si uniscono agli anziani da accudire, complice anche l’invecchiamento della popolazione e l’allungamento dell’aspettativa di vita. Insomma, vivere più a lungo è segno di un miglioramento delle condizioni generali, ma comporta anche maggior impegno nell’accudimento di genitori e nonni. Non solo a livello fisico, ma anche psicologico, con un maggior rischio di burn out da parte dei caregivers.

Rischio esaurimento per la coppia

Secondo uno studio, condotto dal King’s College di Londra, il 22% degli anziani che non viene adeguatamente seguito dai figli adulti soffre di depressione. Significa oltre 1 su 5, a confermare «i bisogni emotivi e psicologici sono altrettanto importanti di quelli medici», sottolinea Valeria Fiorenza Perris, Psicoterapeuta e Clinical Director di Unobravo. Questo dato, unito a servizi socio-sanitari che «non sempre riescono a rispondere in modo adeguato o continuativo a queste necessità», comporta nei figli che se ne fanno carico quotidianamente «un impegno significativo in termini di tempo, energie ed equilibrio personale». Il rischio di esaurimento, quindi, è concreto e riguarda la coppia.

Conflitti crescenti e poco spazio per i partner

L’assistenza ai genitori anziani, quindi, si somma alla convivenza con i figli, che rimangono in casa sempre più a lungo. Secondo i dati ISTAT (2022), circa il 67% dei giovani tra i 18 e i 34 anni vive ancora con almeno uno dei genitori: si tratta di una delle percentuali più alte in Europa. L’effetto sono spesso conflitti che ricadono sulla coppia. Non solo si possono scontrare esigenze e ritmi differenti, ma madri e padri faticano a ritrovare quegli spazi fisiologici dei quali hanno bisogno e che, nel passato, potevano essere ricreati proprio nel momento dell’uscita dei figli dal nido familiare, per avviarsi a una vita indipendente. Oggi, invece, «nelle coppie sandwich può verificarsi una sorta di ‘stallo evolutivo’», spiega Valeria Fiorenza Perris, senza riuscire a trovare una nuova identità propria.

Difficile reinventare la relazione

La vera difficoltà, quindi, diventa reinventare la relazione coniugale: «Le energie mentali ed emotive vengono spesso assorbite dalle richieste quotidiane delle altre generazioni, lasciando poco tempo e poche risorse per il rinnovamento del legame tra partner. Ciò che, in una fase evolutiva “tipica”, verrebbe destinato alla riorganizzazione della vita di coppia o alla costruzione di nuovi progetti, viene invece reindirizzato verso compiti di cura che richiedono continuità e presenza», sottolinea la psicologa.

Meno relazioni sociali

Ad aggravare la situazione (e la potenziale crisi della coppia) è il fatto che la gestione contemporanea dei bisogni di figli e dei genitori anziani lascia poco spazio anche per le relazioni sociali, che invece rappresenta una risorsa importante per il benessere individuale e dei partner insieme: riduce, infatti, le opportunità di crescita e arricchimento.

Le possibili conseguenze per la coppia sandwich

Gli effetti di questa “tempesta perfetta” possono essere molto impattanti sulla coppia: possono nascere tensioni interne, che minano il legame di coppia. «In alcune situazioni, il sovraccarico può contribuire alla comparsa di sintomi depressivi o ansiosi in uno o in entrambi i partner; in altre, può innescare dinamiche disfunzionali che mettono a rischio la coesione dell’intero sistema familiare», sottolinea ancora l’esperta.

Ieri e oggi a confronto

«Rispetto al passato, le coppie si trovano oggi a gestire spesso una maggiore sovrapposizione di ruoli e responsabilità, spesso senza confini temporali chiari. A questo si aggiunge una dimensione digitale sempre più pervasiva: come emerge anche dal nostro studio Digital Love, il confine tra tempo personale, tempo di coppia e tempo dedicato agli altri è spesso frammentato e continuamente interrotto – spiega Fiorenza Perris – Dal punto di vista psicologico, questa condizione può generare vissuti di affaticamento emotivo, senso di colpa e una percezione costante di dover “reggere” più ruoli insieme, con un impatto diretto sull’equilibrio personale e relazionale».

L’età critica

L’età in cui ci si può trovare in questo tipo di situazione è prevalentemente dopo i 40, per ovvi motivi: «Il fenomeno tende a manifestarsi più frequentemente tra i 40 e i 55 anni, una fase della vita in cui molte persone sono nel pieno delle responsabilità lavorative e familiari. È un periodo in cui si è spesso chiamati a rispondere a molte richieste contemporaneamente, mentre lo spazio per sé tende a ridursi. Non si tratta però solo di una questione anagrafica, quanto di una fase esistenziale in cui le risorse emotive vengono sollecitate in modo continuo e prolungato», sottolinea l’esperta.

Un problema femminile, che diventa della coppia

Ma se le donne sperimentano spesso la condizione di “sandwich”, in questo caso si tratta di una fenomeno che interessa tutte la coppia: «È vero che, ancora oggi, sono spesso le donne a farsi carico della gestione emotiva e organizzativa della famiglia. Quando però la pressione riguarda la coppia, è importante affrontarla come una responsabilità condivisa. Un primo passo concreto è rendere visibile il carico concreto e mentale: nominare la fatica, parlarne apertamente, senza minimizzarla o viverla come un limite personale. Può essere utile ridistribuire compiti e discutere insieme le aspettative, accettando che non tutto possa essere gestito allo stesso modo o con gli stessi standard di prima. Creare spazi di confronto regolari, ridefinire le priorità e, quando possibile, chiedere supporto esterno aiuta a ridurre l’isolamento. Dal punto di vista psicologico, sentirsi una squadra – e non due individui che resistono separatamente – rappresenta un fattore protettivo fondamentale per la tenuta della relazione», conclude Valeria Fiorenza Perris.