«Mio figlio, 15 anni, non vuole venire in vacanza con noi, per andare con i suoi amici. Per noi è presto, ma lui non ne vuole sapere». Valentina

Mia cara Valentina, proviamo a far luce con 3 parole chiave.

Se tuo figlio vuole partire con gli amici è un desiderio sano

La prima è “separazione”. Il desiderio di tuo figlio è un ottimo segnale. Solo allontanandosi da noi i ragazzi e le ragazze possono capire chi sono e chi vogliono diventare. Per i genitori è un lutto legato alla perdita del bambino ma, per quanto questa dinamica destabilizzi, bisogna comprenderla e riconoscerla.

Limitare la giusta libertà genera rabbia

La seconda parola chiave è “conflitto”. Quando non accettiamo la perdita del bambino continuiamo a cercarlo nell’adolescente impedendogli di fare quelle esperienze di volo essenziali per partorire se stessi. La rabbia diventa così il coltello con cui il figlio cerca di tagliare il cordone ombelicale che ne imprigiona le ali. Quel conflitto che moralmente sembra una ingratitudine, psichicamente è un grido di sopravvivenza. Con le ali imprigionate nel nostro cordone, i nostri Icaro rischiano di morire ancora prima di nascere. È l’angoscia per questa morte prematura che alimenta il fuoco della rabbia e del conflitto.

Le domande da farti su tuo figlio

Premesso tutto questo, la terza parola chiave è “unicità”. Ogni adolescente è lacerato da queste dinamiche ma, come diceva il filosofo Levinas, ogni figlio è un figlio unico. Ciò che vale per uno non è detto che valga per un altro. Al tuo posto mi interrogherei sul livello di sicurezza della vacanza. Qual è la meta? Quanto staranno via? C’è almeno un adulto di riferimento? Conoscete i suoi amici e i loro genitori? Da zero a 10 come definiresti il livello di responsabilità di tuo figlio? Come “funziona” il suo gruppo di amici? Tendono a stare insieme in modo costruttivo o distruttivo?

Puoi fare una piccola prova, prima

Se queste domande hanno una risposta positiva consentirei a Icaro di spiccare il volo. In caso contrario potete pensare insieme una vacanza magari più breve e in condizioni di maggior sicurezza. Ricordiamoci sempre che il compito degli adolescenti è salpare, mentre il nostro, seppur col cuore in mano, è lasciarli andare.