In occasione della Giornata mondiale dell’Alzheimer (21 settembre) si moltiplicano le iniziative, anche nei musei, domenica 20 settembre. Lavorare con la carta e in gruppo, infatti, aiuta pazienti e familiari. E per i caregiver, colloqui individuali gratuiti con gli psicologi

Mentre la scienza continua a fare progressi, per esempio con gli studi su uno spray nasale, anche da altri ambiti arrivano notizie positive per i pazienti di Alzheimer e le loro famiglie. Secondo gli esperti di Airalzh Ets (Associazione italiana ricerca Alzheimer) un’attività semplice come lavorare con la carta e sfruttare proprio questo materiale per esprimere le proprie emozioni potrebbe giovare a chi soffre della malattia. Un’indicazione che si unisce alle iniziative in ambito artistico, promosse in occasione della Giornata mondiale dell’Alzheimer.

Anche l’arte ha un “effetto terapeutico”

Visitare musei, coltivare l’arte e cimentarsi in attività che prevedano la manualità con la carta potrebbero avere un “effetto terapeutico” su chi convive con il morbo di Alzheimer. È partendo da questo presupposto, emerso da alcuni studi, che l’Associazione Italiana Ricerca Alzheimer ha rilanciato due progetti, uno dei quali già portato sul territorio in Toscana e ora esteso alla Lombardia. Si chiama “Tracce di memoria” e va anche oltre la semplice fruizione di opere d’arte all’interno degli spazi museali. Coinvolgendo anche i caregiver e diversi professionisti, i pazienti potranno interagire tra loro, raccontando esperienze, confrontandosi, ma anche lavorando in modo concreto con fogli di carta che possano servire a trasmettere emozioni, memorie e idee.

Cosa aiuta i pazienti con Alzheimer

Come sottolineato più volte dagli esperti, infatti, ai trattamenti farmacologici è utile poter affiancare anche attività sensoriali, che possano giovane nei casi di demenze. «Dal punto di vista cognitivo, l’attività mentale è fondamentale, soprattutto se non è passiva come la lettura, ma attiva. Possono giovare i quiz enigmistici, per esempio, ma soprattutto i rapporti sociali, perché stimolano i neuroni. L’isolamento sociale, infatti, è una delle componenti che incidono maggiormente sul decadimento cognitivo», spiega Elio Scarpini, professore di Neurologia all’ospedale Maggiore-Policlinico di Milano.

L’arte tra le cinque abitudini sane

La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha indicato 5 sane abitudini per contrastare le demenze e l’Alzheimer, che includono le attività motorie, una dieta equilibrata sul modello della Mediterranea, il controllo di alcuni parametri fisici, la giusta quantità di sonno e la socializzazione anche in ambienti culturali e artistici: oltre a portare ad uscire di casa, permette di coltivare le relazioni, comunicare e mantenere un certo livello di coinvolgimento emotivo. Va in questa direzione il progetto Airalzh Ets, sviluppato insieme alle Associazioni territoriali, alla Società per la Salute del Mugello e al sostegno dei fondi dell’8×1000 Valdese.

Cos’è “Creative Age – Musei e arte per l’Alzheimer”

Proprio dall’esperienza toscana ha ora preso spunto, per la Lombardia, “Creative Age – Musei e arte per l’Alzheimer: percorsi di benessere e inclusione per persone con demenza e i loro caregiver”. L’obiettivo è promuovere la qualità di vita delle persone con demenza per contrastare l’isolamento delle famiglie, attraverso percorsi culturali a loro dedicati all’interno dei musei delle province di Bergamo, Brescia e Pavia. Le attività inizieranno a fine ottobre, sono rivolte proprio a pazienti e caregivers, e sono state rese possibili anche con il coinvolgimento della Fondazione Accademia Carrara di Bergamo ed il Patrocinio di Regione Lombardia. A guidare i pazienti con Alzheimer saranno i professionisti del settore museale e di quello socio-sanitario, che sono stati formati in modo specifico per le esigenze che comporta questa patologia.

Dove trovare informazioni

Tutte le informazioni relative ai progetti ‘Tracce di Memoria’ e ‘Creative Age’ saranno disponibili sul sito di Airalzh.it. Nel frattempo è partita una raccolta fondi, sulla piattaforma For Funding di Intesa Sanpaolo, per arrivare a 50.000 euro entro il 31 gennaio 2027, mentre fino a martedì 22 settembre sarà inoltre possibile sostenere il progetto attraverso gli Atm del Gruppo Intesa Sanpaolo con una donazione di 2 euro.

L’attenzione è posta sempre ai pazienti, ma anche ai loro familiari, come le altre iniziative promosse in occasione della Giornata mondiale dell’Alzheimer, tra le quali “Note di memoria. Un passo dopo l’altro”, una serata-concerto promossa da AIMA, l’Associazione italiana Malattia di Alzheimer in partnership con Sapienza Università di Roma e CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche, in programma alle 20.30 nell’Aula Magna della Sapienza lunedì 21 settembre.

Colloqui gratuiti per i familairi

A conferma dell’importanza dell’ascolto, inoltre, AIMA rinova la giornata di colloqui gratuiti con gli psicologi dedicata ai familiari mettendo a disposizione una rete di 12 psicologi per colloqui individuali e gratuiti, in streaming. Dalle 9 alle 20, sarà possibile confrontarsi individualmente con un professionista in incontri della durata di 45 minuti. È necessario prenotarsi, contattando la Linea Verde Alzheimer 800 679 679 oppure scrivere a [email protected], indicando l’orario desiderato e la località nella quale si vive.

Un momento delicato per chi soffre di Alzheimer

«Questa Giornata Mondiale Alzheimer cade in una fase particolarmente delicata. In oltre trent’anni sono cresciute l’attenzione, la sensibilità e la consapevolezza della società nei confronti dell’Alzheimer, ma la condizione delle persone con la malattia e delle loro famiglie cambia con molta più lentezza. Il problema è che le risposte continuano a non essere adeguate ai bisogni reali», spiega Patrizia Spadin, presidente AIMA. Troppo spesso si parte da ciò che il sistema può permettersi e ciò che conviene alla politica, non da ciò di cui le famiglie hanno realmente bisogno», aggiunge Spadin. Da qui l’invito a tradurre la sensibilizzazione in risposte concrete.