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Maturità, cos’è il “capolavoro” da portare all’esame

Il capolavoro è una novità della maturità 2024. Può essere un dipinto, una canzone o qualsiasi lavoro che esprima una competenza dello studente

Si chiama “capolavoro”, ma il termine spaventa già molti studenti che si stanno preparando all’esame di maturità. Si tratta, infatti, di un nuovo “requisito” che è previsto per la prova 2024. Dovrà essere un prodotto, di vario tipo, che possa raccontare le competenze acquisite dal giovane negli ultimi anni di scuola, ma non solo all’interno del percorso di studi. Potrebbe riguardare, ad esempio, la sua attività sportiva se fosse uno dei suoi impegni extrascolastici. Per capire di cosa si tratti (non è ancora per ben chiaro neppure a qualche insegnante) abbiamo chiesto aiuto ad Elena Ugolini, rettrice delle scuole Malpighi di Bologna e già sottosegretario all’Istruzione.

Arriva il “capolavoro” che arricchisce il curriculum

Il “capolavoro” arriva dopo una serie di altre novità introdotte negli scorsi anni e in particolare il curriculum dello studente e l’E-Portofolio. «Va chiarito che, secondo le indicazioni del ministero dell’Istruzione, non è stato pensato tanto o solo in funzione dell’esame, ma rientra nel progetto di costruzione del curriculum dello studente che viene realizzato nel corso del tempo di maturazione del ragazzo o della ragazza. Si affianca alle informazioni contenute nel curriculum e che sono caricate sull’apposita piattaforma in parte dalla scuola (valutazioni, pini orari, ecc.), in parte dallo studente (hobby, attività sportive o di volontariato e simili), in parte insieme, come nel caso di corsi di lingue e certificazioni conseguite all’esterno della scuola», chiarisce Ugolini.

Facciamo qualche esempio

Ma in cosa consiste il capolavoro, concretamente? «Sulla piattaforma si possono caricare fino a tre capolavori a scelta dello studente. Possono essere delle opere come elaborati scritti o lavori che sono stati realizzati a scuola e dei quali lo studente è particolarmente fiero. Oppure anche prodotti di attività extrascolastiche: se, per esempio, il ragazzo o la ragazza ha seguito in modo autonomo un corso di pittura, può portare un dipinto – spiega Ugolini – Alcuni nostri studenti, nello specifico, hanno già scritto romanzi, racconti, poesie, ecc. A scuola hanno potuto coltivare la loro passione per questo ambito, ma nessuno aveva detto loro di tradurli in opere vere e proprie. Lo stesso vale per la composizione di una canzone, ad esempio».

Perché può essere utile

«L’idea è interessante perché, oltre a realizzare il proprio capolavoro, lo studente lo deve caricare sulla piattaforma spiegando perché lo ha scelto, perché ha voluto metterlo in evidenza, raccontando poi ai docenti che tipo di competenza ha acquisito con quel tipo di esperienza, nel caso magari si tratti di un’attività sportiva o di altro genere». Come chiarisce la professoressa, infatti, «una delle novità contenute nella circolare sugli esami di Stato appena pubblicata prevede che la commissione esaminatrice legga il curriculum dello studente. Questo era previsto fin dalla Riforma della scuola introdotta dal Governo Renzi, ma normalmente i docenti esterni si limitavano ad acquisire le informazioni fornite da quelli interni, senza consultare il curriculum specifico. Questo aiuterà a conoscerli meglio prima della prova orale».

L’esame orale partirà dal capolavoro

«L’altra novità importante è che la prova orale potrà (ma non dovrà necessariamente) partire proprio da qu – prosegue Ugolini – Si potrebbe iniziare dalla spiegazione della propria opera, che sia uno scritto, un circuito elettrico, una cartina del mondo, ecc., in modo che lo studente possa seguire un percorso che faccia capire in che modo quello che sa e ha imparato, anche fuori dalla scuola, possa coinvolgere diverse materie. La commissione, poi, potrà fare domande di approfondimento, che possono partire dagli scritti o dal documento del 15 maggio, cioè quello che i consigli di classe consegnano e contiene il programma svolto nel corso dell’anno». La professoressa, però, rassicura: «Non credo ci sarà fiscalità. Potrà anche capitare che qualche studente non carichi nulla sulla piattaforma o carichi contenuti di cui non è così soddisfatto, ma non occorre preoccuparsi. Si tratta solo di una possibilità in più per i ragazzi».

Il capolavoro e l’E-portofolio

Il nuovo requisito per l’ammissione all’esame di Maturità rientra nel più ampio progetto del curriculum dello studente e dell’E-Portfolio. Quest’ultimo non è altro che “contenitore digitale”, nato con la riforma che accoglie le indicazioni del PNRR, dove si trova il percorso scolastico degli studenti. Si realizza nel corso degli anni e viene costantemente aggiornato. È redatto in parte anche degli studenti stessi e ne contiene una loro fotografia. È compilabile e consultabile tramite la piattaforma Unica del ministro dell’Istruzione (unica.istruzione.gov.it/it).

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