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Cos’è il review bombing, l’ultima minaccia per i ristoratori

Due euro in più per tagliare il toast o per un piatto vuoto: si scatena la polemica per il caro prezzi nei ristoranti e i gestori ora hanno paura delle recensioni. Hai mai sentito parlare del review bombing?

Uno scontrino da record ha rovinato una giornata tra le bellezze del lago di Como, dove tagliare a metà un toast costa ben due euro in più. Stessa sorte (e stessa cifra) per una mamma in visita a Finale Ligure, dove si paga persino un piatto vuoto chiesto per condividere le trofie con la figlia. Ci sono locali in cui il prezzo del caffè aumenta dopo una certa ora, per evitare che le persone scambino un tavolo per una panchina. Ma ci sono anche quelli in cui costa persino una ciotolina d’acqua per il proprio amico a quattro zampe. «La richiesta di servizi aggiuntivi comporta un maggior lavoro e un maggior impiego di risorse», è la giustificazione dei ristoratori, mentre sul web si scatena l’ironia. «Da domani cambio mestiere: faccio il tagliatore di toast», è l’iniziativa lanciata da qualche utente. Ora però a far tremare i ristoratori sono le recensioni negative… La notizia del bar Comasco e quella dell’osteria Ligure sono ben presto diventate virali sul web, con tanto di scontrino a conferma dell’accaduto, e così i giudizi negativi sono esplosi nell’arco di poche ore. Impazza il fenomeno del review bombing, che terrorizza i ristoratori.

Review bombing, le recensioni che fanno paura

L’indignazione del web davanti a scontrini folli ha spinto molti utenti a mostrarsi solidali verso i clienti protagonisti delle ultime vicende. In tanti hanno deciso di lasciare recensioni negative ai locali incriminati, polemizzando la scelta di far pagare persino un piattino vuoto. Da cinque stelle, il locale di Finale Ligure è sceso a tre. Molti i giudizi negativi anche per il bar di Gera Lario. Il pericolo però è dietro l’angolo… Ebbene sì, perché un ristorante di Monza – “colpevole” suo malgrado di avere lo stesso nome dell’osteria Ligure – si è visto arrivare un’infinità di cattive recensioni. Insomma, un caso di omonimia ha portato gli utenti più sbadati a recensire negativamente la pagina web sbagliata.

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Il review bombing è proprio il fenomeno per cui in poco tempo si collezionano numerose recensioni negative e, spesso, senza che l’utente abbia mai messo piede nel locale in questione. Allora per quale motivo decide di lasciarsi andare a giudizi tanto critici? Generalmente, perché ha preso posizione su un tema che vede protagonista quel preciso ristorante. Nel caso di locali con cifre record, il consumatore potrebbe a ragione lamentarsi della gestione. E lo stesso vale per i clienti “vittime” di particolari disservizi o della scortesia del personale di sala.

Tuttavia, accade spesso di confrontarsi con recensioni per nulla obiettive, le quali non danno un effettivo consiglio agli altri potenziali clienti. Al contrario, possono influenzare erroneamente una scelta e arrecare seri danni al locale, al gestore e, conseguentemente, a tutti i dipendenti. Insomma, per i ristoratori la recensione negativa oggigiorno può rivelarsi un’arma pericolosa. Fa discutere, per esempio, il caso di Pino Rosa, proprietario della pizzeria Almiro vicino Bologna. Tra i primi ad aver inserito nel menù la farina di grillo, il ristoratore ben presto si è visto arrivare recensioni negative da parte di utenti che non sono mai entrati nel suo locale. È stato persino bersaglio di diverse minacce e ha subito l’hackeraggio dei profili social.

L’impennata durante la pandemia

Se pensi che il review bombing sia un fenomeno recente, ti sbagli di grosso. Certo, negli ultimi tempi gli scontrini da record diventati virali in rete hanno fatto esplodere le polemiche. Tuttavia, il review bombing ha registrato un’impennata nel 2020, in piena pandemia. Succedeva, infatti, che diversi gruppi di no vax si scagliassero contro i ristoranti in cui era consentita la prenotazione solo se in possesso del greenpass. Il problema non ha riguardato esclusivamente il nostro Paese ed è stato necessario un intervento diretto di Google, che ha cancellato più di 60mila recensioni.

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Insomma, le recensioni possono essere preziose se lasciate con coscienza, logica e una sana dose di oggettività. Capita a tutti, ogni volta che c’è da prendere una decisione (o quasi), di confrontarsi con i giudizi dei motori di ricerca e con le opinioni degli altri utenti. Ammettilo, anche tu prima di fare un acquisto, di prenotare in un ristorante o di organizzare le vacanze leggi attentamente le recensioni già disponibili sul web, per farti un’idea che si spera sia il più possibile fedele alla realtà. In caso contrario, cioè qualora le recensioni fossero più dure del dovuto, i danni per i gestori di locali e alberghi possono essere enormi, con clienti in calo e incassi che svaniscono.

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