Una paziente di diabete

Diabete, via libera all’insulina settimanale: perché è una svolta

L'Agenzia europea per i medicinali ha dato il via libera alla prima insulina settimanale per chi soffre di diabete di tipo 1 e 2. I pazienti: "È una rivoluzione"

Una buona notizia per chi soffre di diabete. L’Agenzia europea per i medicinali (Ema), ha approvato la prima insulina settimanale al mondo per il trattamento degli adulti con diabete di tipo 1 e 2. Si tratta di una rivoluzione nella cura di questa patologia. Infatti, i pazienti potranno fare cinquantadue iniezioni in un anno invece di 365.

Fino ad ora, chi soffriva di diabete di tipo 1 e 2 doveva fare una iniezione al giorno di insulina, per un totale di 365 all’anno. Ora i pazienti potranno usufruire dell’insulina settimanale, dunque faranno una puntura una volta a settimana. Il che significa un netto miglioramento della qualità di vita per milioni di persone: nel nostro Paese circa il 6% della popolazione soffre di diabete. Si tratta di quasi 4 milioni di pazienti, ma il dato è sottostimato se si pensa che le mancate diagnosi sono circa 1,5 milioni.

Diabete, la scoperta dell’insulina

L’innovazione arriva dopo quasi cento anni dalla scoperta dell’insulina, un ormone prodotto dal pancreas. A ricavarlo per la prima volta fu, nel 1916, il professor Nicolae Paulescu, cattedrato di Fisiologia all’Università di Medicina e Farmacia di Bucarest, in Romania. Dopo aver iniettato il liquido ricavato dal pancreas in un cane con diabete, lo scienziato capì che era in grado di normalizzare la concentrazione di zuccheri nel sangue. Pubblicò i risultati dei suoi studi in quattro lavori scientifici e, nel 1922, ottenne il brevetto per la scoperta della pancreina, il primo attribuito all’insulina.

Intanto, mentre Paulescu pubblicava i suoi studi, in Canada lo studioso Frederick Grant Banting e il professor John James Richard Macleod identificarono nel pancreas la molecola responsabile dell’effetto ipoglicemico osservato da Paulescu e crearono l’insulina, oggi ritenuta il più importante farmaco salvavita per i diabetici. Per questo, nel 1923 fu loro assegnato il premio Nobel in Fisiologia e Medicina per la scoperta ed estrazione dell’insulina. Ma il riconoscimento fu contestato da chi, invece, riteneva Paulescu il vero padre del farmaco.

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Diabete, arriva l’insulina settimanale

Oggi l’insulina diventa “settimanale”. La molecola icodec, prodotta da Novo Nordisk, è la prima al mondo a lento rilascio e ha ottenuto l’approvazione dell’Ema per la commercializzazione in Europa sulla base dei dati di sicurezza ed efficacia dello studio di fase 3a Onwards.

Una svolta per i pazienti. Il presidente della Società italiana di diabetologia (Sid), Angelo Avogaro, ha spiegato che si tratta di una “innovazione attesa da tempo con effetti positivi sia dal punto di vista clinico che sociale”, ed ha auspicato che l’Aifa, Agenzia italiana del farmaco, “dia al più presto il suo nulla osta all’approvazione di questa insulina innovativa”.

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Perché è una svolta

L’insulina settimanale ha dimostrato di migliorare il controllo glicemico, rispetto alla versione giornaliera, senza un aumento del rischio di ipoglicemia. Inoltre, meno iniezioni offrono più flessibilità per la routine quotidiana, viaggi e attività sociali. Senza contare che ridurre le iniezioni frequenti può diminuire lo stress, l’ansia e la depressione associati al diabete. Infine, ci sono benefici anche per l’ambiente, poiché diminuisce il numero di penne utilizzate e, quindi, l’uso della plastica.

Insulina settimanale, la soddisfazione dei pazienti

“Poter passare da almeno un’iniezione quotidiana a una settimanale dona ai diabetici la libertà di non dover programmare ogni singola giornata in base alla terapia, ma avendo la tranquillità di sapere che una singola iniezione settimanale è in grado di garantire stessa efficacia e stessa sicurezza”, ha fatto sapere Stefano Nervo, presidente di Diabete Italia, “significa anche aiutare i pazienti a superare le criticità di tipo sociale, lavorativo e psicologico”.

Emilio Augusto Benini, presidente di Fand Associazione Italiana Diabetici, ha invece rivolto un appello ad Aifa “affinché non mortifichi con lunghe attese il nostro entusiasmo”.

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