Non sono più solo i laureati a guidare il mercato del lavoro. Secondo il rapporto Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio termine di Unioncamere e del Sistema informativo Excelsior, da qui al 2029 metà delle nuove assunzioni sarà destinata a ragazze e ragazzi con diplomi di scuola secondaria superiore.

Parliamo di un volume che oscilla tra 1,4 e 1,7 milioni di posti di lavoro, contro l’1,2–1,3 milioni di opportunità per i laureati. Solo il 12% delle posizioni sarà destinato a chi non ha completato il ciclo d’istruzione. Un segnale chiaro: il mondo del lavoro sta cambiando pelle e premia sempre più competenze pratiche e tecniche, spesso immediatamente spendibili dopo la scuola.

Moda, logistica e meccanica: i diplomi più richiesti

Tra i percorsi che offrono le migliori prospettive, spiccano gli indirizzi Tecnici e Professionali, in particolare quelli di Trasporti e Logistica e del Sistema Moda, dove si prevede il doppio dei posti disponibili rispetto ai diplomati in uscita. Ma non solo: l’area Amministrazione, Finanza e Marketing genererà oltre 45mila assunzioni all’anno, seguita da Turismo, Enogastronomia e Ospitalità (20mila) e dal percorso Socio-sanitario (15mila).

Molto richieste anche le competenze più «tecniche»: Meccanica, Meccatronica ed Energia offriranno circa 20mila posti annui, mentre Informatica e Telecomunicazioni ne garantiranno quasi 15mila. Un dato interessante, sottolineato anche dall’analisi di Skuola.net, riguarda il cosiddetto mismatch lavorativo: l’offerta di diplomati tecnici sarà inferiore alla domanda, con un disallineamento stimato tra 160 e 186mila posizioni scoperte.

Licei in affanno: perché i percorsi teorici offrono meno sbocchi

Per chi esce da un liceo classico, scientifico (il più frequentato) o delle scienze umane, il percorso verso l’occupazione immediata resta più complesso. Secondo Unioncamere, solo il 4% delle offerte dedicate ai diplomati riguarda chi ha frequentato un liceo. Le posizioni disponibili per questi profili saranno tra 25 e 30mila all’anno, la metà delle quali destinate ai diplomati dei percorsi più tradizionali. Questo non significa che i licei perdano valore, ma che richiedono spesso un titolo di studio successivo – come una laurea o un diploma ITS Academy – per diventare davvero competitivi sul mercato.

Lauree e ITS: il valore delle competenze specialistiche

Se da un lato i diplomati vivono un momento d’oro, dall’altro la formazione terziaria continua a essere cruciale per rispondere ai bisogni del sistema produttivo. Tra il 2025 e il 2029 il fabbisogno di personale con laurea o titolo AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica) raggiungerà 1,2 milioni di unità, a cui si aggiungeranno oltre 100mila diplomati ITS.

Le aree STEM – scienza, tecnologia, ingegneria e matematica – resteranno trainanti, con una domanda compresa tra 79 e 87mila lavoratori all’anno. In particolare, ingegneria industriale ed elettronica genereranno circa 40.500 assunzioni annue, seguite da ingegneria civile e architettura (15mila) e dalle discipline scientifiche e informatiche (14mila).

Le professioni del futuro tra competenze tecniche e soft skills

Al di là dei titoli, ciò che farà la differenza saranno le competenze trasversali: capacità di adattarsi, problem solving, comunicazione e lavoro di squadra. Il mercato cerca persone pronte a mettersi in gioco, non solo con un diploma o una laurea, ma con una mentalità aperta al cambiamento. Come ricorda Unioncamere, «il futuro dell’occupazione passa da un equilibrio tra sapere e saper fare». E forse è proprio qui che si nasconde la vera rivoluzione del lavoro dei prossimi anni.