Per anni, crescere in un paese di montagna ha significato sognare di andarsene. La città era il luogo delle occasioni, la montagna quello da cui fuggire. Ma qualcosa sta cambiando. C’è una nuova generazione che non vede più le vette come confini, bensì come punti di partenza: ragazzi e ragazze che scelgono di restare – o addirittura di tornare – nei borghi d’alta quota, attratti da una vita più radicata e autentica. Anche i numeri lo confermano. Dopo decenni di calo, tra il 2022 e il 2023 il saldo migratorio è tornato positivo: secondo il Rapporto Montagne Italia 2025 di Uncem, quasi 100.000 persone sono andate a vivere in montagna, tra cui molti ragazzi. E la tendenza appare destinata a consolidarsi: dice il sondaggio Ipsos riportato nello stesso Rapporto che il 56% degli intervistati vorrebbe trasferirsi nelle aree montane.

Non più fuga ma ritorno: la montagna oggi attira una nuova generazione

È un cambiamento che riflette la ricerca di un senso profondo, il desiderio di comunità e un nuovo modo di stare in relazione con la natura: un legame rigenerante, capace di donare benessere e quella vera libertà che nasce dal sentire di appartenere a un luogo. In questo scenario nasce Stratigrafie, progetto fotografico realizzato a Costa Serina, in provincia di Bergamo, nella Comunità montana della Val Brembana, e promosso dal Fai e dal Centro Ricerche EtnoAntropologiche. «Mia madre è originaria del paese e io ci ho trascorso infinite estati sin da bambina» racconta l’autrice Sara Micheletti. «Ho visto i ritmi cambiare, le case trasformarsi, alcune voci spegnersi e altre nascere. Ogni generazione lascia tracce: non tutte si vedono, ma tutte pesano, tutte risuonano». Qui raccontiamo le storie di alcuni giovani che hanno scelto di mettere radici in montagna: vite diverse, ma unite dallo stesso sguardo limpido verso un futuro possibile.

Serena: «Qui ho trovato la serenità»

Serena ha 22 anni, è nata a Bergamo ed è cresciuta a Dalmine. Ma il suo cuore da sempre batteva per un altro mondo. «Da piccola desideravo una fattoria. E a 14 anni ho iniziato a fare le prime esperienze nelle aziende agricole». Il suo sogno però si scontra con la realtà: «Volevo un animale da latte, ma era impossibile tenerlo in città». Così compra due capre, le porta nella casa in montagna e nel 2022 fa il grande passo: «Sono andata a vivere a Costa Serina con il mio moroso Andrea, che aveva già un’azienda di capre». La sua giornata inizia alle 5.30. «Mi sveglio, mungo, faccio il formaggio – caprino morbido, gorgonzola, stracchino – prendo gli ordini e consegno» dice. Ma non le basta. A febbraio dell’anno scorso apre la sua azienda agricola con 9 vitelli e 30 famiglie di api. «Sono scappata dalla città, mi sentivo schiacciata. Qui ho trovato la libertà» racconta con gli occhi che brillano. «Mi piace dipendere dai ritmi della natura. Ogni anno, ogni giorno è uno stupore».

Se dovessi avere dei figli, li vedo crescere qui. Le persone sono genuine, meno giudicanti» racconta. «E soprattutto c’è il senso di comunità. Quando hai bisogno, c’è qualcuno pronto ad aiutarti

Diego e Michel: «Dopo la scuola curiamo i conigli»

Diego ha i capelli color rame e 11 anni, Michel è castano e ne ha 12. Sono cugini e, quando li incontri, capisci subito che le parole non sono il loro forte, ma i sorrisi sì. Parlano poco, però quel poco che dicono arriva dritto al cuore. Sono nati a Costa Serina e ogni giorno, dopo la scuola, si ritrovano dai nonni. «Curiamo i conigli e le galline» dice Diego con la semplicità di chi racconta la cosa più naturale del mondo. Perché amano stare qui? Diego non ci pensa nemmeno: «Perché mi rende felice». Fine. Non serve aggiungere altro. «Da grande voglio fare il contadino» racconta. La mattina va a scuola a piedi e dalla finestra di camera sua scorge i caprioli che scendono dal bosco. «È bello svegliarsi e vederli lì». Michel ha una passione particolare: «Adoro curare le galline, sono animali simpatici» dice. E poi c’è la ricompensa: «Amo mangiare le uova fresche, hanno tutto un altro sapore». Ha anche un piccolo orto di cui si prende cura con la dedizione di un vero agricoltore.

I loro sorrisi mentre accarezzano i conigli dicono più di mille parole: questa è casa, qui è dove stanno bene

Marco: «Ho bisogno di vedere il cielo»

Marco si alza ogni mattina alle sei e mezzo. Non perché deve, ma perché le galline lo aspettano. «Loro mi conoscono, sanno che arrivo. Quando apro il pollaio mi vengono incontro come se fossi un amico» dice. Sedici anni, va in seconda liceo, ma la sua testa è sempre qui, tra i sentieri di Costa Serina. «La città non fa per me. Quando sono in mezzo ai palazzi mi sento soffocare, ho bisogno di vedere il cielo, di sentire l’erba sotto i piedi» spiega, sorridendo. Ogni pomeriggio, appena torna da scuola, salta in bici e sparisce nei boschi. «È il mio momento di libertà. Giro, esploro, ascolto i rumori della natura» racconta. Quest’estate ha lavorato come giardiniere, le mani nella terra, il sole sulla schiena, le piante da curare. Il momento che più lo emoziona? «Quando nascono i pulcini. Li vedi uscire dall’uovo, piccoli e morbidi, che cercano subito la mamma. È lì che capisci perché vuoi restare qui». Il suo sogno è chiaro: aprire una sua azienda agricola a Costa Serina oppure fare il muratore, ma sempre in montagna.

Questa è la mia vita, non me ne andrò mai. Qui ogni giorno mi regala qualcosa di vero

Viola: «In città mi annoio»

La voce di Viola è un fiume di entusiasmo che ti travolge dal primo secondo. Ha 15 anni e frequenta il liceo artistico, ma oggi è il suo primo giorno di lavoro da Serena e Andrea nella loro azienda agricola di capre. «Mi sono svegliata alle 6, sono emozionatissima!». Viola è villeggiante a Costa Serina da tempo, insieme alla sorella Ginevra di 13 anni. «Siamo diventate amiche di Sergio e Luisa, due signori del paese. Ormai siamo come nipoti per loro e andiamo sempre a dar da mangiare ai loro animali» racconta. In poche ore ha già imparato tutto: «So mungere a mano, spostare gli animali con i cani, fare il formaggio» dice. E mentre parliamo deve interrompersi: «Scusa, ma è il momento di girare una forma di formaggio!». Il suo sogno è chiaro: vuole studiare Agraria all’università e poi andare in Texas in un ranch oppure aprire un’azienda agricola a Costa Serina.

In città mi annoio, qui invece sto benissimo. Adoro sentire il profumo del fieno e vedere le onde che fa il formaggio quando viene mescolato. Mi ricorda il mare

Mirco: «Non scambierei con niente i miei animali»

Quando telefono a Mirco, sotto la sua voce sento il suono dei campanacci delle mucche. È un brusio dolce e continuo che dice tutto del suo mondo. «Sono qui con le manze» ride. «Ne sto tosando una». Ventinove anni, vive da sempre a Costa Serina, lavora in ferramenta a Zogno, ma il suo cuore rimane qui sui prati. «Appena finisco di lavorare corro su dalle mie bestie. Ho 4 manze e 15 asini, sono la mia vita». Vivere in città? «Neanche morto. Qui ho tutto quello che mi serve: aria pulita, spazio, i miei animali». Ogni mattina la stessa routine, che non è mai uguale: «Sposto il recinto, allargo il pascolo, do un pezzo nuovo di prato alle bestie. Vederle che corrono sull’erba fresca è una soddisfazione incredibile». Non ha cani da pastore. «Sposto da solo gli animali. È un rapporto di fiducia e di amore» spiega, mentre li chiama a raccolta.

Sto cercando di fare asini “colorati”, pezzati, con macchie bianche. Sono molto ricercati. Oltre che bellissimi