Dopo trent’anni di spedizioni e ventisei edizioni, Il Mondo con gli occhi di Overland torna in prima serata su Rai 3. La prima puntata, in onda l’11 giugno, porta il pubblico in Laos, un Paese spesso rimasto fuori dai radar del turismo di massa ma capace di raccontare molte anime diverse.

Dalla capitale Vientiane alla Piana delle Giare, passando per i villaggi della minoranza Hmong e le rive del Mekong. Un itinerario che mostra un volto del Sud-Est asiatico lontano dagli stereotipi e ricco di storie da scoprire.

Overland riparte dal Laos per celebrare trent’anni di avventure

La nuova stagione de Il Mondo con gli occhi di Overland ha un valore speciale. Oltre a raccontare nuove destinazioni, celebra il trentennale del programma nato nel 1996 e diventato negli anni uno dei simboli del documentario di viaggio italiano.

La prima tappa è il Laos, scelto proprio per la sua capacità di raccontare un mondo complesso e poco conosciuto. Nel corso della puntata, alle immagini dedicate al Paese si alternano i ricordi delle storiche spedizioni dei camion arancioni che hanno accompagnato intere generazioni di telespettatori.

Il risultato è un doppio viaggio: nello spazio, attraverso il Laos contemporaneo, e nel tempo, attraverso la storia di Overland e delle sue avventure.

Vientiane, la capitale dai templi millenari

Il viaggio inizia da Vientiane, una delle capitali più tranquille dell’Asia. A differenza delle grandi metropoli della regione, come la sempre gettonatissima Bangkok, conserva ritmi lenti e un’atmosfera raccolta che permette di entrare facilmente in contatto con la cultura locale.

La città è considerata il cuore spirituale del Laos. Qui sorgono alcuni dei templi buddhisti più importanti del Paese, come il Pha That Luang, monumento nazionale e simbolo dell’identità laotiana. Molti edifici religiosi risalgono all’epoca in cui Vientiane divenne capitale del regno di Lan Xang, nel XVI secolo. Ancora oggi i templi rappresentano luoghi di incontro, meditazione e vita quotidiana per la popolazione locale.

Le immagini mostrate da Overland raccontano questo equilibrio tra spiritualità e modernità. Da una parte i monasteri e le tradizioni secolari. Dall’altra il nuovo treno ad alta velocità che collega il Laos alla Cina e che sta cambiando profondamente la mobilità del Paese.

La Piana delle Giare e la memoria della Guerra Segreta

Tra le tappe più affascinanti della puntata c’è la Piana delle Giare, uno dei siti archeologici più enigmatici del Sud-Est asiatico. Su un vasto altopiano si trovano oltre 2.100 enormi giare di pietra risalenti all’Età del Ferro. Gli studiosi ritengono che fossero utilizzate per pratiche funerarie, ma molti aspetti della loro origine restano ancora avvolti nel mistero. Dal 2019 il sito è riconosciuto come Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

La Piana delle Giare racconta però anche una pagina più recente della storia del Laos. Durante la cosiddetta “Guerra Segreta”, combattuta tra il 1961 e il 1975 parallelamente alla guerra del Vietnam, quest’area fu teatro di bombardamenti e operazioni clandestine. Il conflitto vide il coinvolgimento della CIA e di migliaia di combattenti Hmong reclutati contro le forze comuniste. Ancora oggi il ricordo di quegli anni è molto presente nella memoria collettiva del Paese.

Il Mekong, il fiume che scandisce la vita del Laos

Per capire il Laos bisogna seguire il corso del Mekong. Il grande fiume attraversa il Paese da nord a sud e rappresenta da secoli una via di comunicazione fondamentale.

Lungo le sue rive si sviluppano mercati, villaggi e attività legate alla pesca e all’agricoltura. Molti dei momenti più suggestivi mostrati da Overland sono legati a questo paesaggio fluviale che accompagna la vita quotidiana dei laotiani.

Il Mekong è anche uno dei simboli del cambiamento in corso nel Paese. Le nuove infrastrutture e i collegamenti ferroviari stanno modificando il rapporto tra territori tradizionalmente isolati e grandi centri urbani.

Tra la minoranza Hmong, il Tak Bat e i sapori della tradizione

Uno degli aspetti più interessanti della puntata riguarda gli incontri con la minoranza Hmong. Questo popolo, che vive prevalentemente nelle zone montuose del Laos, conserva tradizioni, lingua e costumi distintivi. La sua storia è profondamente legata agli eventi della Guerra Segreta e alle migrazioni che hanno segnato il Paese negli ultimi decenni.

Il racconto di Overland si sofferma anche sul Tak Bat, l’antica cerimonia mattutina durante la quale i fedeli offrono cibo ai monaci buddhisti. È uno dei riti più rappresentativi della spiritualità laotiana e testimonia il forte legame tra religione e vita quotidiana.

Non manca poi uno sguardo alla cucina locale. Il riso glutinoso, alimento simbolo del Laos, accompagna gran parte dei pasti e rappresenta un elemento identitario della cultura gastronomica nazionale. Attraverso mercati e incontri con gli abitanti, la trasmissione mostra come il cibo diventi un modo per comprendere meglio un Paese e le sue tradizioni.