Dopo il successo di Mothers’ Instinct, molti spettatori si sono chiesti se la storia di Alice e Céline fosse ispirata a eventi realmente accaduti. La risposta è no. Il film diretto da Benoît Delhomme non è tratto da una storia vera, ma dal romanzo Oltre la siepe della scrittrice belga Barbara Abel. Prima della versione con Anne Hathaway e Jessica Chastain, il libro aveva già dato vita a Doppio sospetto, film belga diretto da Olivier Masset-Depasse nel 2018.

L’adattamento del 2024, in onda su Rai 2 mercoledì 24 giugno, mantiene l’ossatura del racconto originale, ma introduce alcune modifiche che contribuiscono a renderlo diverso dal romanzo e più vicino al pubblico internazionale.

“Mothers’ Instinct” non è tratto da una storia vera

Nonostante l’atmosfera realistica e l’intensità emotiva della vicenda, Mothers’ Instinct è un’opera di finzione. La storia nasce dalla penna di Barbara Abel, autrice belga specializzata in thriller psicologici e romanzi noir. Il libro, pubblicato nel 2012 con il titolo Derrière la haine e tradotto in Italia come Oltre la siepe, racconta il progressivo deterioramento del rapporto tra due famiglie molto unite dopo la morte accidentale di un bambino.

la copertina del libro Oltre la Siepe

L’equivoco sulla presunta veridicità della storia nasce probabilmente dalla forza dei temi affrontati. Il lutto, il senso di colpa, la fragilità psicologica e le tensioni che possono emergere all’interno delle relazioni di vicinato sono elementi profondamente umani, nei quali è facile riconoscersi. Tuttavia non esistono fonti che colleghino il romanzo o il film a fatti realmente accaduti.

Da “Oltre la siepe” a “Mothers’ Instinct”: come nasce il film

Il percorso che porta a Mothers’ Instinct è piuttosto particolare. Prima del remake americano esiste infatti Doppio sospetto, film belga del 2018 diretto da Olivier Masset-Depasse e tratto direttamente dal romanzo di Barbara Abel. Nel 2020 era stato annunciato che lo stesso Masset-Depasse avrebbe diretto il remake in lingua inglese, ma nel 2022 la regia è passata a Benoît Delhomme, noto soprattutto come direttore della fotografia.

La nuova versione sposta la vicenda nell’America suburbana degli anni Sessanta. Un cambiamento importante rispetto alle ambientazioni europee dell’opera originale. Alice e Céline diventano il ritratto di due donne inserite in una società ancora fortemente segnata dai ruoli tradizionali di genere, un aspetto che nel film assume un peso significativo.

Anche la scelta di Anne Hathaway, di recente al cinema con “Il Diavolo veste Prada 2”, e Jessica Chastain contribuisce a dare alla storia una dimensione diversa, più glamour e internazionale rispetto alle precedenti incarnazioni del racconto.

Le principali differenze tra il libro e l’adattamento cinematografico

Pur mantenendo il nucleo della trama, il film introduce alcuni cambiamenti nel modo in cui vengono sviluppati personaggi e temi. Il primo elemento evidente riguarda l’ambientazione. Mentre il romanzo nasce in un contesto europeo contemporaneo, Mothers’ Instinct colloca la vicenda nell’America degli anni Sessanta, utilizzando l’estetica dell’epoca per costruire un contrasto tra la perfezione apparente delle protagoniste e il caos emotivo che si sviluppa dopo la tragedia.

Anche la costruzione della suspense assume sfumature diverse. Il film privilegia una tensione visiva costante, affidata ai silenzi, agli sguardi e all’interpretazione delle due attrici protagoniste. Nel romanzo, invece, trovano maggiore spazio le dinamiche psicologiche e i pensieri dei personaggi, che permettono al lettore di comprendere più a fondo le motivazioni e le ossessioni che guidano le loro azioni.

La trasposizione cinematografica tende inoltre a semplificare alcuni passaggi narrativi per concentrare l’attenzione sul rapporto sempre più conflittuale tra Alice e Céline e sull’escalation di sospetti che segue la morte del piccolo Max.

Perché il film punta maggiormente sul tema della maternità

Uno degli aspetti più interessanti di Mothers’ Instinct è il modo in cui mette al centro l’idea di maternità. Nel film le due protagoniste rappresentano modelli molto diversi. Céline vive il ruolo materno come elemento centrale della propria identità, mentre Alice cerca di conciliare la vita familiare con aspirazioni personali e professionali.

Dopo la morte di Max, il dolore si trasforma progressivamente in senso di colpa, ossessione e bisogno di controllo. La pellicola utilizza il thriller psicologico per riflettere sulle aspettative che la società continua a proiettare sulle madri e sul peso che spesso accompagna l’esperienza della genitorialità.

Vale la pena leggere “Oltre la siepe” dopo aver visto “Mothers’ Instinct”?

Per chi ha apprezzato il film, il romanzo di Barbara Abel può rappresentare una lettura interessante. Pur raccontando la stessa vicenda, il libro offre infatti una prospettiva diversa sui personaggi e sulle loro fragilità. La pagina scritta permette di approfondire sentimenti, paure e contraddizioni che sullo schermo devono necessariamente essere condensati in immagini e dialoghi.

Chi cerca un thriller psicologico ricco di tensione troverà nel romanzo molti degli elementi che hanno reso efficace l’adattamento cinematografico. Chi invece è rimasto colpito soprattutto dalle riflessioni sulla maternità e sul senso di colpa potrà scoprire ulteriori sfumature di una storia che continua a interrogare il lettore e lo spettatore sulle conseguenze del dolore e sulle fragilità umane.