Peeling chimici, l’esfoliazione con cui “ringiovanire” il viso

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    Credits: iStockPhoto

    Nella gallery i prodotti esfolianti più nuovi che si ispirano al peeling chimico professionale

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    Credits: L'Oréal Paris

    REVITALIFT LASER X3 di L'Oréal Paris

    Dischetti Anti-età Peeling 

    Contiene un Complesso Glicolico al 9,6% che aiuta a combattere i segni dell’età. Tutte le sere per un mese si passa un dischetto sul visod. Per tutti i tipi di pelle.

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    Credits: Origins

    Ginzing Peel-Off Mask di ORIGINS 
    (esclusiva Sephora)

    Si applica sul viso, si lascia asciugare per 15 minuti, e si stacca come una pellicola. Rimuove le cellule morte e contrasta l'opacità della pelle, eliminando residui e impurità, per enfatizzarne l'aspetto puro e radioso, e restringe i pori. 

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    Credits: Darphin

    L'Institut Youth Resurfacing Peel di DARPHIN

    È una lozione esfoliante formulata con ingredienti botanici. Contiene:

    - Acido salicilico: aiuta ad esfoliare e a levigare lo strato dermico superiore.

    -Acetilglucosammina: favorisce il processo di autorinnovamento cellulare.

    Si applica una volta alla settimana con due dischetti di cotone.

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    Credits: Lierac

    Maschera Luminosità Peeling Doppia di LIERAC, linea Supra Radiance

    Contiene sei AHA complementari eliminano le cellule morte, riattivano il rinnovamento cellulare e rigenerano la pelle in tutta delicatezza. La pelle appare più liscia e luminosa.

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    Credits: Bioline Jatò

    Crema da notte PRIMALUCE Exforadiance di Bioline Jatò

    Contiene un complesso di acidi esfolianti, reso confortevole dall'Olio di Mandorle Dolci e dal Burro di Karitè. Crema dalla texture ricca e delicata che nutre la pelle e ne favorisce il rinnovamento cellulare, contrasta i segni legati all’invecchiamento cutaneo. 

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Sono indicati per rughe superficiali, discromie, macchie e cicatrici

Secondo una ricerca CAWI, il 42% delle donne italiane utilizza un prodotto di esfoliazione. La metà si affida al metodo chimico, da adottare sia a casa che in istituto o dal medico estetico. A spingerle è l'insoddisfazione (cronica o periodica) di come si presenta la loro pelle del viso. Una soluzione è offerta, quindi, dai peeling chimici: rinnovano lo strato superficiale della pelle, attenuando imperfezioni cutanee come: discromie, disomogeneità del colorito e cicatrici di acne. Servono, inoltre, ad attenuare le rughe superficiali e l'aspetto irregolare della pelle. Nel complesso, dopo un peeling chimico, precisamente a distanza di 1-2 settimane, la pelle è più bella. Come nuova!

Che cos'è il peeling chimico?

È un trattamento di skincare che mira a rimuovere le cellule morte dal viso. Si dice chimico perché è formulato con particolari acidi esfolianti: di solito sono ricavati dalla frutta (gli alfa-idrossicidi AHA) o da altre sostanze naturali come l'acido glicolico, derivato dalla canna da zucchero e l'acido salicilico (detto anche beta-idrossiacido BHA), estratto dalla corteccia del silice. Il peeling chimico può essere sotto forma di lozioni, maschere e creme da notte.

La concentrazione degli acidi determina la "forza rinnovante" (che in medicina estetica si dice resurfacing) del peeling stesso: più è elavata più questi arrivano in profondità, rinnovando maggiormente la pelle. La stessa concentrazione determina, inoltre, la destinazione d'uso del peeling chimico: solo i medici possono usare prodotti con elevate percentuali di acidi esfolianti, cioè al di sopra del 30%. I saloni di estetica devono attestarsi per legge sotto una composizione di acidi pari al 20-30% (ma la vera quantità dipende dal tipo di acido utilizzato, poiché ci sono acidi potenzialmente più irritanti di altri).

Differenze tra gommage e peeling

Il fine è lo stesso: esfoliare. A cambiare è la modalità con cui lo si raggiunge. A differenza dello scrub con microgranuli (gommage in francese), l'azione esfoliante del peeling chimico dipende, quindi, dall'azione delle specifiche sostanze rinnovanti, e non dai movimenti dei polpastrelli che in modo meccanico, appunto, "graffiano" la pelle. In genere, si può affermare che l'azione esfoliante di scrub e gommage è più dolce rispetto a quella ottenuta dal peeling chimico, anche per una questione di acidi, che solitamente nei prodotti da massaggiare manca.

A cosa serve

Diversi gli scopi del peeling chimico. In genere, rende la pelle più bella. Nello specifico, dona luminosità e levigatezza allo strato dermico superiore, potenzia il processo naturale di autorinnovamento delle cellule cutanee, e prepara la pelle a ricevere i trattamenti successivi. Su una pelle ben esfoliata, una cura antimacchia per esempio funziona meglio! Per tutti questi motivi, i peeling chimici sono utilizzati per mostrare un viso più giovane, ma anche per correggere esiti cicatriziali di acne. Non va utilizzato però sull'acne vivo, cioè quello che mostra ancora infiammazioni composte da brufoli e papule.

Per quali tipi di pelle? Tutti, comprese quelle più delicate e secche. L'accortezza sarà di utilizzare un prodotto con acido esfoliante meno strong, come ad esempio il mandelico oppure una concentrazione relativamente bassa degli acidi più forti, come il glicolico.

Come si fa

Dipende dal prodotto impiegato, dalla quantità di acidi esfolianti e dall'ambiente d'uso, cioè se professionale o casalingo. Dall'estetista o dal medico, sul viso viene applicata una lozione da lasciare in posa per qualche minuto. Si risciacqua poi con una soluzione di acqua e bicarbonato. Questo perché i peeling professionali sono più concentrati, e quindi richiedono un veloce risciacquo, per evitare di irritare la pelle.

A casa invece il procedimento cambierà in base al prodotto: alcune lozioni si applicano senza essere risciacquate, altre invece devono essere rimosse bene, altre ancora si lasciano agire di notte. 

Dal medico o dall'estetista?

Dipende da quanto si vuole rinnovare le pelle. Se si desidera un volto più fresco e luminoso, basterà qualche seduta in salone. Per un rinnovamento più importante, è bene affidarsi al medico, che saprà decidere gli acidi giusti e calibrarli in base al tipo di pelle ed esigenza estetica.

E a casa?

Con i prodotti di nuova generazione si ottengono ottimi risultati di esfoliazione della pelle (nella gallery in alto una selezione delle novità). In commercio ci sono varie specialità cosmetiche: si va dalle lozioni con texture super liquide da applicare sul viso una volta alla settimana o tutti i giorni, alle maschere che rimuovono le cellule morte in pochi minuti. Non mancano sieri e creme che rinnovano la pelle di notte, e che sono rese più confortevoli dal ingredienti addolcenti come oli naturali e burri.

Una novità riguarda i dischetti imbevuti di acidi esfolianti, pronti all'uso e da passare sul viso pulito con movimenti rotatori, dal centro verso l'esterno. Tutti questi prodotti si ispirano ai peeling chimici professionali, con la differenza che hanno concentrazioni più basse di acidi.

Eventuali controindicazioni

Mai mescolare 2 tipi di acidi esfolianti nello stesso periodo. Ad esempio: se si sta usando una lozione esfoliante quotidiana, è bene sospendere l'uso della crema da notte con acido glicolico o AHA, e viceversa. Il rischio potrebbe essere quello di incorrere in un'irritazione. 
I peeling non vanno inoltre applicati su pelle irritata, lesa o ferita. E mai prima di partire per le vacanze estive.

A proposito di sole, una pelle esfoliata - soprattutto chimicamente - teme i raggi UV. Che sia professionale o casalingo, dopo il peeling è obbligatorio applicare una protezione solare con fattore elevato, cioè pari all'SPF 30.

I diversi tipi di peeling professionali

«I peeling si classificano in superficiali, medi e profondi. Questa classificazione è definita in base al livello di penetrazione negli strati della pelle: i peeling superficiali si fermano all’epidermide, i medi interessano epidermide, il derma papillare e il reticolare superficiale, quelli profondi arrivano fino al derma reticolare medio» - spiega la la dottoressa Sara Bertoncelli, medico estetico del Centro San Prospero di Bologna.

Per i peeling superficiali, gli acidi maggiormente utilizzati sono l'acido Tricloroacetico (TCA) al 10-20-30%, gli alfa-idrossiacidi, (ad esempio l'acido glicolico, l'acido lattico e l'acido mandelico) e i beta-idrossiacidi (ad esempio l'acido salicilico). Se si aumenta la percentuale dell'acido si aumenta la profondità di azione del peeling.

Gli acidi utilizzati

L’acido glicolico applicato ad una concentrazione del 15-20% superficiale agisce su macchie e rughe superficiali in un primo strato della pelle.

È un trattamento che lavora di "stimolazione cutanea" piuttosto che di ricostruzione dell'epidermide stessa. La pelle è così stimolata a produrre più cellule nuove che mirano a raggiungere un progressivo ringiovanimento generale: il viso appare più luminoso, morbido e privo di piccole rughe.

L’acido TCA (tricloracetico) interviene al livello più profondo della pelle. È usato per peeling medi e profondi, per correggere cicatrici di acne, le piccole rughe intorno alla labbra e le macchie cutane. Il TCA viene spesso utilizzato in associazione con altri acidi, in particolare con la Soluzione di Jessner, a scopo sinergico.

Il peeling profondo con acido fenolico viene usato da dermatologi esperti: è il più profondo dei peeling. Viene eseguito in anestesia generale o locale, e garantisce un ottimo risultato, perché mira a "ricostruire" la pelle dal profondo. Si ottiene così un completo ringiovanimento.


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