Ti eri quasi convinta che le farfalle (nello stomaco) fossero una specie protetta, roba da ventenni. Poi, invece… Dopo una separazione importante e anni di singletudine, punteggiati da incontri e appuntamenti finiti nel nulla, arriva lui. Ti piace, ti cerca. Ti fa provare sensazioni di cui non ricordavi l’esistenza, mentre ti torna la voglia che qualcuno ti scombini i piani e le giornate. “Incredibile, a 50 anni succede ancora” pensi, entusiasta. Peccato che, a dispetto dell’esordio luccicante, la storia inciampi. Per colpa di lui, che ti lascia, inizia a ritrarsi piano piano o si rivela per quello che è, rendendo impossibile andare avanti (come succede alla solare Julianne Moore nel film Gloria Bell: straconsigliato). E così ti ritrovi scaricata a 50 anni. A fare i conti con un vuoto inatteso e il compito di riassestare la vita che, prima di quest’ultima, breve, disavventura, era piena e piuttosto in bolla.
Scaricata a 50 anni: la paura che sia l’ultima chance
Fa più male essere lasciate a 50 anni o a 30? «La quantità di sofferenza dipende da mille fattori, quello che sicuramente cambia con l’età è il pensiero che, in genere, accompagna la fine della relazione per la quale avevi scelto di rimetterti in gioco» spiega Ilaria Consolo, psicoterapeuta e vicepresidente dell’Istituto Italiano di Sessuologia Scientifica di Roma. «A 30 anni puoi convincerti che un altro amore arriverà, prima o poi. A 50, quando una storia intensa e all’apparenza promettente si spegne, è più difficile. Il dubbio che si insinua è che quella fosse l’ultima vera possibilità. La rottura pesa perché tocca il futuro, oltre che il presente. A turbare e deludere, non è solo la perdita della persona, ma l’impressione che le occasioni di trovare qualcuno con cui stare bene siano agli sgoccioli».
Riecco i vecchi dubbi sul proprio valore
A 50 anni si affronta già una fase delicata. Mentre i sintomi di perimenopausa o menopausa ci scombussolano, emerge l’esigenza di ridefinire se stesse e le proprie priorità. «Anche il corpo che sta cambiando può rendere particolarmente destabilizzante la fine di una relazione in cui credevamo» osserva la dottoressa Consolo. «La rottura può riattivare dubbi sulla nostra desiderabilità e aprire il confronto con donne più giovani. Il nodo non è la trasformazione fisica in sé – vera o presunta – ma il significato che assume nel momento in cui ci sentiamo rifiutate. Il disagio sorprende proprio perché, spesso, a quest’età si spera di aver ormai superato, almeno in parte, certe insicurezze. E invece torna a farci visita una vecchia domanda scomoda: cosa c’è di sbagliato e di “non abbastanza” in noi?».
Scaricata a 50 anni: risollevarsi (anche) per dare il buon esempio
A complicare il senso di inadeguatezza a volte contribuiscono i figli, anche loro malgrado. «La loro presenza può cambiare lo sguardo su quello che ci è successo» afferma Ilaria Consolo. «Se sono adulti, possono diventare uno specchio silenzioso: si teme il loro giudizio o la loro pena. Se sono adolescenti, può affacciarsi il senso di colpa per essersi illuse e rimesse in gioco, e aver creduto in qualcosa che non ha retto». Ma vivere tutto questo sotto i loro occhi può anche assumere un valore virtuoso e formativo. «Mostra che si può amare, cadere e ripartire a ogni età. Che una battuta d’arresto non cancella la dignità né la capacità di ricominciare. La presenza dei ragazzi e la voglia di dare loro un buon esempio di resilienza sono stimoli in più per reagire e risollevarsi».
Dolori da attraversare e dettagli da rileggere
Dopo la prima ondata di dubbi e paure, serve concretezza. Magari con il supporto di un’amica che sappia ascoltare, si dovrebbe iniziare a elaborare la separazione. «Il primo passo è accettare ciò che è successo e il dolore che ne è conseguito» suggerisce la dottoressa Consolo. «Poi bisogna rileggere il legame con lucidità, senza idealizzarlo. Riconoscere dove ci siamo adattate troppo, dove abbiamo taciuto un bisogno o chiuso un occhio, dove è stato lui, e non noi, a sbagliare. Questo passaggio restituisce dignità e rimette ordine tra le emozioni ingarbugliate».
Quella forza che non sapevi di avere
Superare la rottura potrebbe richiedere meno tempo di quello che temiamo. «Dobbiamo tenere a mente che a 50 anni non ripartiamo da zero» ricorda la dottoressa Ilaria Consolo. «Abbiamo già attraversato diversi momenti difficili e, anche chi non se ne rende bene conto, sa come si fa a reggere gli urti della vita. Questa memoria personale ridimensiona la paura e alza la soglia del rispetto verso se stesse. Possiamo uscirne ancora più forti e consapevoli di quello che non siamo più disposte ad accettare per stare in coppia». I migliori presupposti per incontrare una persona davvero speciale, quando e se ci tornerà la voglia di rischiare di nuovo (e spoiler: anche se adesso sembra impensabile, capiterà).