Ce ne siamo accorte tutte: la colonnina di mercurio è tornata a scendere. Non un brusco calo, ma certamente il caldo record sta iniziando a lasciare il posto a temperature decisamente più miti. Al mattino e alla sera, però, le differenze sono marcate e, come avvertono i meteorologi, il rischio di uno sbalzo termico è dietro l’angolo, con conseguenze per la salute paragonabili all’effetto contrario, cioè un marcato rialzo. A rischio sono i più fragili, ma anche le donne, specie se alle prese con la menopausa.
Estate quasi finita, caldo torrido addio
Con l’arrivo imminente dell’autunno non torna soltanto la routine, scandita da casa, scuola dei figli e lavoro, ma anche da giornate che diventano più fresche. Nulla di male se i cambiamenti sono graduali, ma in presenza di sbalzi di temperatura ecco che i disagi sono dietro l’angolo: primi mal di gola, brividi, mal di testa e, talvolta, anche conseguenze sull’umore. «Il motivo è che la minore esposizione alla luce solare comporta una maggiore produzione di melatonina, l’ormone che induce il sonno, e una minore produzione di serotonina, l’“ormone del buonumore”. Il risultato è che ci sentiamo più assonnati, meno energici e, talvolta, con un umore più basso del solito», conferma Giovanni Leoni, vicepresidente della Federazione italiana medici di medicina generale.
Non è colpa solo del meteo
Ma la quantità di luce e il freddo non sono gli unici motivi dei cambiamenti che vive il nostro corpo: «Dopo un periodo di caldo intenso, inoltre, «ci si orienta verso cibi maggiormente calorici che possono impegnare di più l’apparato digerente. Complessivamente, però, questa estate ha raggiunto in Italia ed in Europa livelli di temperature da sofferenza continua in ambiente esterno e quindi immaginiamo che un clima più fresco sarà accolto un po’ più di sollievo rispetto al consueto», aggiunge Leoni.
Organismo sotto stress
Il problema, però, è lo stress a cui inevitabilmente l’organismo è sottoposto in caso brusco cambio di temperature, per mantenere costante la temperatura corporea. A pesare sono i passaggi da temperature anche intorno ai 15 gradi al mattino, con punte fino a 25 nelle ore centrali e al sole, per poi tornare a scendere verso sera. Se poi ci si aggiungono le prime piogge (a volte violente) e le raffiche di vento, il rischio di ammalarsi diventa più concreto. D’altro canto il corpo fatica a continuare ad adattarsi alle condizioni esterne che variano repentinamente, soprattutto nel tentativo di mantenere costante la temperatura interna.
Gli effetti più classici
«Col freddo il corpo mette in atto una vasocostrizione periferica per mantenere più caldi alcuni organi come il cervello o zone come i visceri interni. Questo comporta cute fredda, pallida e progressive alterazioni della sensibilità. Possono comparire anche brividi intensi a causa della contrazione muscolare involontaria, che serve a generare calore», spiega ancora Leoni. Nel frattempo i classici segnali dell’arrivo dell’autunno sono mal di gola per via dell’aria più fresca nelle prime vie respiratorie, a volte mal di testa, naso che cola, ma anche dolori muscolari appunto e articolari.
I più a rischio
Tra chi risente maggiormente dei cambiamenti stagionali ci sono sicuramente gli anziani e i bambini, non a caso quelli che ammalano di più in questo periodo dell’anno, complice la ripresa delle scuole per i più giovani. Attenzione anche a chi soffre di patologie respiratorie (asma, bronchite), cardiache o metaboliche, a chi assume medicinali per la pressione e a tutti i malati perché questo impegno si somma ad un indebolimento generale dell’organismo. Attenzione anche alle donne incinte e a quelle in menopausa, che sono già alle prese con cambiamenti ormonali: «Loro subiscono importanti fluttuazioni ormonali che destabilizzano il “termostato” interno», sottolinea Leoni.
Come proteggersi
Se per l’accensione del riscaldamento (con ulteriori rischi di sbalzi tra temperature interne calde ed esterne più fredde) è ancora presto, occorre comunque prestare attenzione a evitare l’esposizione a raffiche di aria fredda più forti, che può creare irritazione alle vie respiratorie, ma anche tensioni muscolari. Per questo è utile la cara vecchia regola del vestirsi “a cipolla”, ossia a strati. «Scegliere una copertura progressiva per il proprio corpo è sempre corretto, in genere meglio abbondare, un capo in più si può sempre togliere, ma se fa freddo improvvisamente rimpiangeremo la maglia che abbiamo lasciato a casa», conferma il medico.
Gli altri consigli utili
Importante anche non dimenticare la corretta idratazione, che non è un “must” soltanto in estate: se con temperature torride si prediligono le bibite fresche, in questo periodo dell’anno iniziano a tornare sulle tavole anche tè e tisane, ad affiancare la classica acqua (magari a temperatura ambiente). «Consideriamo sempre un quantitativo di 1,5/2 litri al giorno, a seconda della corporatura e del tipo di attività, insieme al consumo di fibre (un po’ di frutta o verdura tutti i giorni).
Attenzione alle allergie
Questa, poi, è anche una stagione – insieme alla primavera – nella quale possono verificarsi allergie nei soggetti più sensibili. «Purtroppo in questo caso il problema è rappresentato dai pollini tardivi tardivi (come l’ambrosia) o dalla proliferazione di muffe legate all’aumento dell’umidità e alla decomposizione delle foglie – chiarisce Leoni – Questi fattori sono alla base di patologie delle alte e basse vie respiratorie, e di congiuntiviti».
Come cambia anche l’umore
Infine, ma non da ultimo, va considerato il rischio di un cambio di umore, collegato alle giornate che iniziano ad accorciarsi, al ritorno alla frenesia e allo stress quotidiano, e alla minor disponibilità di tempo libero. «Trovare il tempo di staccare dai propri impegni per leggere un buon libro, praticare ogni giorno una modesta attività fisica, anche solo camminare 15 -20 minuti in un’area verde può aiutare, andare a una mostra: non sottovalutiamo il potere terapeutico dell’arte sulla mente umana in qualsiasi sua forma e stagione», conclude Leoni.