«Passaporto rinnovato, vaccini fatti, anche la stanza è quasi pronta. Manca solo il letto in ferro battuto fatto fare a mano da un artigiano» racconta Raffaella Brogi, di Siena, magistrata e consigliera della Corte di Cassazione. «Volevo che i decori ispirati alla natura richiamassero il nome di mia figlia». Una bambina di 10 anni e mezzo che vive in un istituto per minori dall’altra parte del mondo e che ancora forse non sa che l’aspettano una mamma e una casa.
Grazie a Raffaella Brogi si è arrivati a una sentenza storica
Ci sono voluti sette anni di battaglie legali, due ricorsi alla Corte Costituzionale, un momento in cui tutto sembrava perduto e, infine, una sentenza storica, depositata il 21 marzo 2025, che ha cambiato il diritto di famiglia italiano. Da quel giorno anche i single possono adottare un minore straniero in stato di abbandono. E Raffaella Brogi è la donna che ha reso possibile tutto questo. Al momento è in attesa dell’ultimo provvedimento del Paese – di cui preferisce non fare il nome – dove si trova sua figlia. Poi ci sarà il viaggio per tornare a casa, finalmente in due.
Nel 2018 ha avviato il percorso per l’adozione
Rewind veloce: quando, a fine 2018, Raffaella decide di avviare il percorso per l’adozione internazionale da single, l’articolo 29-bis della legge 184 del 1983 la riserva solo alle coppie coniugate. I singoli possono farlo a un’unica condizione: trasferirsi per almeno due anni nel Paese d’origine del bambino, perfezionare lì l’adozione e poi rientrare in Italia. Cosa che, di fatto, tagliava fuori tutti quelli con un lavoro fisso come lei. «Pensai che la capacità di essere genitore non può dipendere dal fatto che si possa risiedere due anni all’estero. Sono altre le qualità da valutare».
La sua è stata una battaglia lunga e impegnativa
Intravede così nella norma una violazione della Costituzione. Conosce gli strumenti per agire e decide di farlo. Nel 2019 presenta il primo ricorso al Tribunale dei Minorenni di Firenze, che rimette la questione alla Corte Costituzionale. Nel 2021 arriva la doccia fredda: la Consulta dichiara il ricorso inammissibile, perché il quesito non era stato formulato correttamente dal Tribunale. «Fu il momento più duro, anche se la sentenza lasciò un varco aperto». Raffaella e il suo legale capiscono che si può ripartire.
Occorre bilanciare gli interessi del minore e di chi vuole adottarlo
Il Tribunale dei Minorenni di Firenze riformula il quesito, la questione torna alla Consulta. Il 21 marzo 2025 arriva la risposta: l’esclusione dei single dall’adozione internazionale è incostituzionale. L’argomento centrale portato davanti alla Corte è il bilanciamento degli interessi: tra il diritto del minore ad avere una famiglia e l’aspirazione di chi si dichiara disponibile ad adottarlo. Il punto di equilibrio non può essere un divieto assoluto per i single, deve essere una valutazione caso per caso, basata sulle reali capacità genitoriali. «Quando ho saputo della sentenza, sono scoppiata a piangere, poi ho chiamato la mia famiglia e tutte le mie amiche, le “zie”, che mi sono state vicine in questi anni».
Ha lottato per i bambini che aspettano un genitore che li voglia accogliere
Più di una volta si è chiesta se valesse la pena di andare avanti, sentendo anche la responsabilità verso altri come lei. «Se non avessi scalato questa montagna, però, me ne sarei pentita per tutta la vita. A non farmi desistere è stata la consapevolezza che, se perdevo io, perdevano molto più di me i bambini che in ogni parte del mondo aspettano un genitore che li vuole accogliere». Un anno fa Raffaella non sapeva ancora chi fosse la piccola che sarebbe diventata sua figlia. Sapeva solo che, per via della differenza d’eta consentita dalla legge, avrebbe dovuto avere più di 10 anni.
Raffaella Brogi ha sempre sentito che questa figlia la stava aspettando
«Sono convinta che le adozioni di bambini già grandi non siano meno belle di quelle dei neonati. Loro, poi, sono quelli che hanno meno speranza di essere adottati». Durante la sua battaglia c’è chi le ha chiesto perché per diventare madre non avesse scelto l’affido, «è una cosa differente dall’adozione, ma non è escluso che un giorno possa farlo», o la procreazione medicalmente assistita. «Sono molto cauta nel dare questa risposta, perché non voglio mancare di rispetto alle donne che fanno scelte diverse. Nel mio caso ho sempre sentito che c’era questa figlia che mi stava aspettando».
Lei è pronta a partire
Sulla sua vita da single spiega, con la naturalezza di chi ha fatto i conti con se stessa da tempo, che non si è sposata «perché non ho trovato la persona giusta. Se l’avessi trovata, avrei convissuto o scelto il matrimonio». L’essere una magistrata ha fatto la differenza? «Mi ha fornito gli strumenti, mi ha fatto insistere a ragion veduta», ma è stato il desiderio di maternità a darle la forza di non fermarsi. Ora, dopo il decreto di idoneità arrivato a maggio 2025 e l’autorizzazione a proseguire della Commissione per le adozioni internazionali, manca l’ultimo atto: l’ordine di adozione emesso dal giudice straniero. «Poi bisognerà partire, quando arriva il provvedimento si deve esser pronti».
Ha mandato all’istituto dove vive sua figlia un album con sue foto
Nel frattempo, ha già mandato all’istituto dove vive sua figlia un album con le sue foto, quelle della sua famiglia d’origine e della casa. «Io ho visto degli scatti della bambina e alcuni suoi filmini. Se lei abbia visto ciò che le ho inviato non lo so ancora. Me lo dirà lei». Come immagina il primo incontro? «Più che un’immagine precisa, è una sensazione: una profonda emozione per un momento aspettato così a lungo».
Un bambino italiano può già essere adottato da un single straniero
La sentenza del 2025 ha aperto una porta ai single che vogliono adottare, ma altre sono ancora chiuse. Alle adozioni nazionali, infatti, i single residenti in Italia possono accedere solo nei casi particolari previsti dall’art. 44 della legge sulle adozioni, la norma che ha permesso a Luca Trapanese di adottare la piccola Alba con la sindrome di Down. Mentre, incredibilmente, un bambino italiano può essere adottato da un single straniero. Intanto, un anno dopo la sentenza di cui Brogi è stata il motore, i numeri delle adozioni internazionali da parte di single sono ancora contenuti: 195 domande, 12 decreti di idoneità. Il meccanismo è in rodaggio, ma la direzione è tracciata.
Le adozioni internazionali fatte da coppie sono scese molto
Dare la possibilità di adottare non solo alle coppie ma anche ai single potrebbe contribuire a frenare la caduta libera delle adozioni internazionali: dalle oltre 7.000 domande del 2007 a circa 500 nel 2024. Il calo è dovuto soprattutto ai costi – in media 20.000 euro tra procedure, traduzioni e viaggi – e i tempi. Dalla dichiarazione di disponibilità all’arrivo del bambino passano in media 4 anni e mezzo. Per le adozioni nazionali, gratuite, la strada è diversa ma non meno lunga: dopo la valutazione di assistente sociale e psicologo si può aspettare anni.