Succede che nella nostra vita, a un certo punto, qualcosa cambia e noi ne usciamo diversi: una piccola rivoluzione interiore che segnerà le scelte future. A Sonia Fois, 54 anni, radici sarde e base a Milano, è accaduto questo: dalla frenesia che animava la sua passione per i viaggi è approdata alla lentezza dei percorsi, una dimensione esistenziale che ha plasmato quella professionale. E ha dato vita a una forma di “turismo lento e responsabile” diventato il protagonista di Agritravel, la fiera bergamasca che come project manager ha trasformato in TERRAE.

Sonia Fois promuove il turismo slow

Visionaria e tenace, come le ha insegnato la sua terra, Sonia Fois studia Marketing & Comunicazione e inizia a lavorare nel cinema, primo grande amore. Si sposta tra Londra, Barcellona e Milano, fa aprire sale cinematografiche in tutta Europa e quando due anni fa prende in mano la fiera Agritravel Expo, la trasforma in un evento unico dedicato al turismo slow, quello delle destinazioni fuori rotta e delle esperienze. Un segmento sempre più gettonato dopo tanto overtourism.

In cosa consiste il suo lavoro?

«Costruisco una fiera come fosse un enorme Lego usando come pezzi stand, palchi, luci, persone e zone dove si fanno anche attività divertenti. Per farlo ho scelto una vita piena di lavoro, viaggi e famiglia d’origine. Vivo a Milano con mia sorella, finora è andata bene così».

Nella sua vita c’è stato un prima e un dopo.

«ll “prima” è il cinema, una macchina organizzativa complessa che mi ha insegnato a gestire tempi stretti e imprevisti continui. In quegli anni vivevo tra aeroporti, sale d’attesa e alberghi impersonali, e ogni volta che mi sentivo smarrita tornavo ad Alghero, la mia stella polare, e ripartivo da lì. Ho iniziato allora i miei viaggi on the road. Per trent’anni, ogni agosto, ho attraversato Paesi come Indonesia, Brasile, Africa. Non cercavo luoghi da vedere, ma da abitare insieme a chi ci vive davvero. È cambiato il mio sguardo».

I territori non vanno consumati ma incontrati

In che senso?

«Ho capito che viaggiare non significa correre da una tappa all’altra, ma rallentare. Il turismo lento è diventato la mia filosofia: non consumare i territori, ma incontrarli. E, soprattutto, lasciarsi trasformare da loro. È da lì che arriva l’idea di TERRAE, il mio “dopo”, una fiera nata da questa urgenza di restituire al viaggio una dimensione consapevole, aiutando gli operatori a valorizzare rotte meno battute e lontane dal caos».

Quanti viaggi fa all’anno?

«Oggi meno di un tempo. Negli ultimi tempi ho scelto di stare più vicino alla mia famiglia e viaggio spesso per la Sardegna. Ne organizzo poi uno all’anno con mia mamma, per scoprire insieme luoghi nuovi, senza dover andare lontano. L’ultimo è stato il leggendario Trenino Rosso del Bernina, che parte da Tirano, in Valtellina, e sale fino ai 2.253 metri dell’Ospizio Bernina, per poi scendere dolcemente fino a St. Moritz, attraversando anche il celebre Viadotto elicoidale di Brusio. Una meraviglia che avevo “a qualche chilometro di distanza” e che, incredibilmente, non avevo mai fatto».

Anche un semplice incontro può cambiare il nostro sguardo sul mondo

Il viaggio che l’ha segnata?

«L’Indonesia. Avevo poco più di trent’anni. Ubud, il posto del cuore di David Bowie, il mio cantante preferito. E poi le isole Gili, in particolare Trawangan, un vero paradiso. Lì dove soggiornavo, per puro caso, c’era in vacanza anche un giovane chef che oggi è un personaggio tv molto noto ma all’epoca no. Una sera abbiamo improvvisato uno scambio enogastronomico tra cucina italiana e balinese. Ognuno preparava qualcosa, tutti assieme, senza ruoli. Quel viaggio mi ha insegnato che le persone che incontri lungo la strada, anche per una sola sera, possono cambiarti il modo di guardare il mondo».

Ci sono dei film che descrivono questa dimensione?

«Mangia, Prega, Ama perché presenta il viaggio come un percorso di ascolto in cui lentezza significa ritrovare il proprio ritmo. E poi The Way, dedicato al Cammino di Santiago, e Into the Wild. Due film che raccontano il viaggio come incontro con se stessi, con gli altri e con la natura, senza filtri e accelerazioni».

Un consiglio per chi viaggia.

«Scegliete un luogo che vi somigli e attraversatelo senza fretta. Non collezionate tappe, collezionate incontri. Non cercate di “fare tutto”, cercate di “sentire qualcosa”».

La viaggiatrice che ispira Sonia Fois è Susy Blady

Il viaggiatore a cui vorrebbe somigliare è…

«Susy Blady. Con Patrizio Roversi ha dimostrato in Turisti per caso che si può viaggiare con leggerezza senza essere superficiali».

La colonna sonora di un itinerario “lento”.

«Un anno fa cercavo una musica che potesse accompagnare TERRAE tra un evento e l’altro ma non l’ho trovata. Così ho deciso di far creare un sound design originale, ispirato a varie canzoni ma costruito su un’immagine che avevo in mente — un viaggio in treno, io che guardo dal finestrino, il paesaggio che scorre lento e cambia insieme al ritmo. Le canzoni che mi accompagnano spesso nei viaggi sono California Dreamin’ ma anche Take Me Home Country Roads, il classico che sa riportarmi “a casa”».

Quando era piccola cosa voleva fare da grande? E cosa vuol fare oggi?

«Volevo uscire dalla Sardegna e arrivare a Milano. Sognavo di studiare marketing e comunicazione e viaggiare. Ho fatto tutto e per anni ho vissuto in Via Sardegna. Poi sono partita per Londra, al rientro ho lavorato nello sport visto che sono anche una sportiva e una subacquea. Infine, è arrivato il cinema, il vero punto di svolta. Oggi viaggio ancora, ogni giorno tra Milano e Bergamo, e grazie alla fiera che seguo, conosco nuovi territori e persone. Cosa vorrei fare? Ciò che faccio esattamente oggi. Magari creerò una sorta di fuori salone diffuso su Bergamo e dintorni, un’estensione di TERRAE che permetta di vivere il territorio anche fuori».

La migliore lezione che ha imparato qual è?

«Viene dalla mia terra, isola aspra e fiera. Ho imparato che non serve correre. Le cose importanti arrivano quando devono arrivare. E la selettività è una forma di rispetto per se stessi, per gli altri, per i luoghi. Ho capito che si può cambiare senza fare grandi rivoluzioni, basta ascoltarsi, togliere il superfluo e tenere ciò che fa stare bene. È una lezione semplice che mi guida ogni giorno ovunque».

La fiera Terrae organizzata da Sonia Fois si terrà a novembre

Si terrà dal 22 al 26/11 “TERRAE. In viaggio oltre i luoghi comuni”, la fiera dedicata al turismo lento e sostenibile, che si svolge da undici anni nella Fiera di Bergamo Promoberg. I numeri in programma per la prossima edizione confermano una crescita significativa rispetto allo scorso anno che ha registrato 200 espositori italiani ed esteri e oltre 20.000 visitatori. Tra i principali argomenti al centro dei tanti talk ci saranno: ciclovie di fiume, trekking urbano, benessere & glamping. «Tra i partecipanti è prevista Cittaslow, che conta oltre 300 città aderenti distribuite in circa trenta Paesi, dall’Australia alla Corea del Sud» spiega Sonia Fois. «L’Italia ricopre un ruolo rilevante con 88 Comuni che fanno parte della rete e portano in TERRAE un patrimonio di comunità e pratiche che incarnano la filosofia del “viaggiare a passo d’uomo”» (nfo sulla manifestazione, che è a ingresso gratuito, su www.expoterrae.it).