Milano-Cortina 2026 entra nella storia dello sport italiano. Con 22 medaglie conquistate in nove giorni di gare, l’Italia supera il record stabilito a Lillehammer 1994 e firma la miglior edizione di sempre ai Giochi invernali. Il primato arriva il 15 febbraio, al termine di una sequenza ravvicinata di podi che cambia il medagliere azzurro. E lo fa quando mancano ancora diversi giorni alla chiusura della manifestazione.

Il sorpasso su Lillehammer 1994

Il riferimento storico era Lillehammer 1994. In Norvegia l’Italia aveva conquistato 20 medaglie, chiudendo al quarto posto del medagliere con sette ori, cinque argenti e otto bronzi. Quel risultato era rimasto imbattuto per oltre trent’anni.

A Milano-Cortina il sorpasso arriva già alla nona giornata di gare. La ventesima medaglia eguaglia il primato del 1994, la ventunesima lo supera, la ventiduesima consolida il nuovo record. Il dato assume ancora più rilievo se si considera che a Lillehammer le medaglie in palio erano 61, mentre nell’edizione 2026 le gare complessive sono 116.

Nel 1994 la ventesima medaglia arrivò nell’ultimo giorno di competizioni, con l’argento di Alberto Tomba nello slalom. A Milano-Cortina, invece, il nuovo primato viene raggiunto quando il calendario olimpico non è ancora entrato nella fase conclusiva.

I successi che hanno cambiato il medagliere

Il 15 febbraio diventa la giornata simbolo del record. In poche ore l’Italia passa dall’eguagliare Lillehammer a riscrivere la propria storia.

Alle 13.05 arriva il bronzo della staffetta maschile di sci di fondo con Ganz, Barp, Carollo e Pellegrino. È la medaglia che porta il bottino a quota 19. Poco più di un’ora dopo Federica Brignone conquista l’oro nello slalom gigante (dopo quello conquistato nel SuperG) pareggiando il conto con il passato.

Lisa Vittozzi sorride sul podio con la medaglia d'oro conquistatat nell'inseguimento femminile 10 km di biathlon alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026

Il sorpasso si concretizza alle 14.57 con l’argento di Michela Moioli e Lorenzo Sommariva nello snowboard cross a squadre miste. A chiudere la sequenza è l’oro di Lisa Vittozzi nell’inseguimento femminile 10 km di biathlon, che fissa il totale a 22 podi.

In poche ore il medagliere cambia volto. Non si tratta solo di un numero, ma di una progressione che certifica la continuità dei risultati in discipline diverse.

Nove discipline a podio: un’Italia più trasversale

Uno degli elementi che distingue Milano-Cortina 2026 da Lillehammer 1994 è la distribuzione delle medaglie. In Norvegia i podi arrivarono da cinque sport: sci di fondo, slittino, sci alpino, short track e bob.

Nel 2026, invece, l’Italia conquista medaglie in nove discipline. Oltre allo sci alpino e al fondo, salgono sul podio atleti e atlete nello slittino, nel pattinaggio di velocità su pista lunga, nello short track, nello snowboard, nel biathlon, nel curling e nel pattinaggio di figura.

Questo dato racconta un movimento più ampio e diversificato. Il successo non si concentra in un solo settore, ma attraversa specialità differenti, alcune delle quali negli anni passati avevano avuto un peso minore nel medagliere complessivo.

Un’Olimpiade che parla al femminile

Un altro elemento significativo riguarda la composizione dei podi. Degli otto ori conquistati fino a questo momento, sei arrivano da atlete.

Federica Brignone firma due titoli, tra SuperG e gigante. Lisa Vittozzi conquista l’oro nel biathlon. Francesca Lollobrigida si impone nel pattinaggio di velocità. A questi risultati si aggiungono altri podi femminili che contribuiscono in modo determinante al totale complessivo.

Il dato non è solo statistico. Conferma una presenza sempre più centrale delle atlete italiane nelle discipline invernali e consolida un percorso già avviato nelle ultime edizioni olimpiche.