Per capire cosa ci manca e cosa vogliamo, a 80 anni da quel 1946 in cui andammo finalmente alle urne, abbiamo deciso di partire dai diritti. Quelli ottenuti con lunghe lotte. Quelli che rischiamo di perdere. Quelli ancora da conquistare. In questo nuovo percorso ci affiancheranno gli uomini, Perché non c’è parità senza alleanza. Primo passo: un grande sondaggio sul lavoro. Partecipa anche tu, cliccando qui!
L’8 marzo si esaurisce spesso in una serie di bilanci, amari, per il mondo femminile. Ma per noi di Donna Moderna è soprattutto tempo di (ri)partenza. In occasione dell’8 marzo, inauguriamo la terza edizione del progetto Libere e uguali. Per una nuova idea di parità.
Quest’anno si festeggiano gli 80 anni dal diritto di voto alle donne
In questo 2026 abbiamo un “carburante” speciale, che vale come celebrazione e come sprone per nuove conquiste: 80 anni fa, il 2 giugno 1946, per la prima volta le italiane hanno beneficiato del diritto di voto attivo e passivo. Il percorso che ti presentiamo qui è realizzato con la collaborazione scientifica di: Università degli Studi di Milano, che il 9 marzo ospita un incontro dedicato alle voci femminili nei luoghi di conflitto, Università di Milano-Bicocca, che per la Giornata internazionale della donna organizza spettacoli, convegni e mostre (unimib.it/eventi), Fondazione Libellula, Osservatorio Maschile, Permesso Negato, Valore D. Le varie tappe si snoderanno fino al 25 novembre e si concentreranno sui diritti: quelli acquisiti, quelli da tutelare e quelli ancora da ottenere.
Il lavoro è e resta un diritto fondamentale
Iniziamo questo cammino coinvolgendoti subito. Ti invitiamo a partecipare al sondaggio realizzato per noi da Ipsos, sulla parità nel mondo del lavoro (se hai 3 minuti, rispondi qui!). Come spiega Luisa Corazza, ordinaria di Diritto del lavoro all’Università del Molise e autrice del saggio Il lavoro delle donne? Una questione redistributiva (FrancoAngeli), «il lavoro è alla base di tante libertà per le donne. In primo luogo, dà loro l’indipendenza economica, che è anche un antidoto alla violenza». C’è poi un secondo aspetto: quello relazionale. Per secoli le donne sono rimaste chiuse nello spazio domestico, anche nei quadri del passato erano spesso raffigurare alla finestra. Il lavoro, invece, le spinge ad avere occasioni di vita che finora erano state loro precluse».
A giugno diffonderemo i dati del nostro sondaggio
In un Paese come il nostro, dove solo poco più della metà delle donne è occupata, dove una su 5 lascia il posto alla nascita del primo figlio e dove tante rinunciano a crescere professionalmente a causa di un work-life balance irraggiungibile, occorre capire quali siano le barriere da divellere e i diritti da conquistare. Perciò le tue risposte sono preziose. Diffonderemo i risultati del sondaggio in occasione della Festa della Repubblica, a pochi giorni da un’altra data importante: il 7 giugno, scadenza per il recepimento della direttiva europea sulla trasparenza salariale.
È ancora forte la mentalità patriarcale
«Celebrare il 2 giugno 1946 ci ricorda una conquista, ma anche quanto sia breve la storia delle donne come persone che hanno una capacità piena dal punto di vista politico» spiega Irene Pellizzone, docente di Diritto costituzionale e pubblico all’Università degli Studi di Milano, che organizzerà varie iniziative in occasione del 2 giugno. «Le donne andarono a votare in numero elevatissimo e con grande emozione. Poche, però, poterono farsi eleggere: occorreva scardinare una mentalità patriarcale, in parte solida ancora oggi, per cui saremmo più emotive e meno adatte a ricoprire ruoli di potere».
Nessuna conquista va data per scontata
Fondamentale resta la consapevolezza che ogni conquista può subire arretramenti. Lo conferma Margherita Pelaja, tra le fondatrici della Società italiana delle storiche e autrice del nuovo romanzo Le donne di piazza del Fico (Piemme): «Pensiamo alla sessualità femminile. Nell’800, quando a governare i comportamenti sessuali era la Chiesa cattolica, esistevano dei meccanismi di protezione delle donne stuprate o anche solo sedotte, perché i tribunali ecclesiastici potevano costringere gli uomini a sposarle o a fornire una dote che garantisse loro un matrimonio dignitoso oppure potevano mandarli in galera. Nel ’900 la Chiesa entra in competizione con gli Stati laici per il governo dei comportamenti sessuali, esaltando la verginità e accentuando tutti i suoi rigori. Grazie ai movimenti femministi si è arrivati a conquiste come il diritto all’aborto, ma ancora oggi è forte il conflitto sul corpo delle donne».
Quella per i diritti delle donne è una lotta per la democrazia
«Che la lotta per i diritti delle donne non sia unicamente una lotta per i diritti delle donne, ma una battaglia per la democrazia e che, quindi, riguardi tutte e tutti» è convinto Mario Avagliano, coautore con Marco Palmieri di Voto alle donne! La storia di una battaglia, dalle suffragette alla Costituente (Einaudi): «Le storiche hanno avuto un ruolo fondamentale nel ricostruire una storia, quella delle donne e delle discriminazioni da loro subite, che per troppo tempo è stata completamente ignorata. Però è importante che anche degli uomini si assumano le responsabilità di studiarla e raccontarla, perché è una storia che tocca l’intera società».
Uomini e donne devono essere uniti in questa battaglia
E proprio perché gli uomini non devono essere antagonisti ma alleati, nel corso del 2026 porteremo avanti iniziative per favorire una maschilità più paritaria e consapevole. Lo faremo mediante collaborazioni con Fondazione Libellula, che insieme a Francesca Cavallo, autrice di Storie spaziali per maschi del futuro (Undercats), realizza un progetto nelle scuole primarie per decostruire gli stereotipi di genere fin dall’infanzia. E attraverso progetti con Valore D: uno degli ambiti su cui ci concentreremo sarà la genitorialità condivisa, con un focus sui congedi di paternità che approfondiremo fin dal prossimo numero. Un tema che, come vedremo, può avere preziosi risvolti non solo per la parità, ma anche per la demografia.
Va tenuta viva la consapevolezza dei diritti conquistati
La storia ci mostra come diritti che paiono acquisiti definitivamente possano essere sviliti, se non soppressi. Occorre quindi tenerne viva e diffonderne la consapevolezza. «Oggi molte donne, soprattutto le più giovani, danno per scontati tanti diritti, a cominciare da quello di voto, mentre è importante conoscere la nostra storia, anche perché il cammino per la parità non è compiuto fino alla fine» ammonisce Irene Pellizzone.
I giovani saranno coinvolti con varie iniziative
Noi ti proporremo, settimana dopo settimana, le leggi, le piccole e grandi rivoluzioni sociali, i ritratti delle protagoniste di tante battaglie che hanno favorito l’emancipazione delle donne in Italia. E daremo voce alle giovani generazioni. Attraverso la rete WeDebate, che riunisce oltre 350 istituti su tutto il territorio nazionale e che collabora annualmente alla realizzazione dei Campionati nazionali di Debate, lanceremo un tema legato ai diritti femminili come oggetto di questa pratica didattica che contribuisce a diffondere la cultura dell’argomentazione, il pensiero critico e il confronto regolato. In questo modo molte ragazzi e molti ragazzi potranno confrontarsi con un tema di attualità e imparare a difendere i principi di equità, dignità, pari opportunità.
A settembre lanceremo un nuovo sondaggio
Non solo. Nel celebrare gli 80 anni dal primo voto delle donne guardiamo anche alle nuove sfide che la società di oggi ci pone. A settembre, infatti, lanceremo un secondo sondaggio che verterà sul linguaggio dell’odio e sulla violenza in Rete. Il nostro obiettivo è redigere, in collaborazione con Permesso Negato, una “Carta dei diritti digitali” che presenteremo in occasione del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, insieme ai risultati del sondaggio stesso. Dunque, l’invito a voi è doppio. Partecipate subito al primo sondaggio sul lavoro. E seguiteci nei prossimi mesi!
Con la collaborazione scientifica di Università degli Studi di Milano, Università di Milano Bicocca, Osservatorio Pari Opportunità, Fondazione Libellula, Permesso Negato, Valore D, Osservatorio Maschile, MyEdu
Con il supporto di: Dolomiti Energia, Essence, Generali, Banca Mediolanum, Mundys, Wind Tre