I veri maschi non piangono e non stendono i panni. Sono le femmine che aiutano in casa e giocano a fare le mamme. Potremmo elencarli fino ad annoiarci gli stereotipi che, generazione dopo generazione, ci hanno incasellato in ruoli che spesso non ci appartengono. Si sono accomodati nelle coscienze collettive talmente bene da condizionare ragionamenti e azioni e, lo vediamo, sono duri a scomparire: modificare linguaggi, scuotere coscienze e sfondare tetti di cristallo è, sì, necessario, ma non basta. Per innescare un cambiamento dal profondo, bisogna voltarsi e parlare ai più piccoli. Bambine e bambini dentro cui certe “certezze” non sono ancora sedimentate e che sono ancora in grado di poter accogliere un altro modello.

Nasce un laboratorio didattico sulla parità

È da queste riflessioni che nasce “IO come TE”, il laboratorio didattico digitale frutto della partnership tra Donna Moderna e la casa editrice MyEdu, all’interno di Libere e Uguali. Per una nuova idea di parità, il progetto del nostro magazine avviato nel 2024 per costruire una società libera finalmente dalle disuguaglianze e dagli stereotipi di genere. “IO come TE” è un kit pensato per i bambini e le bambine dell’ultimo anno della scuola d’infanzia e del primo ciclo della primaria, per aiutare docenti e genitori a educarli in modo nuovo a parità e rispetto.

Come? Gli esperti di Myedu, che da anni studia e mette a punto strumenti che facilitino l’accesso di tutti i bambini e le bambine alle conoscenze, sono partiti da un assunto: se è vero che l’apprendimento è veicolato dal piacere, minicartoon, giochi e attività interattive possono portare ai più piccoli anche un messaggio importante, coinvolgendoli emotivamente e inducendoli a ragionare sul perché pensiamo e agiamo a volte dentro schemi predefiniti.

«È un progetto di cui siamo molto orgogliosi, in cui abbiamo messo a disposizione tutte le nostre competenze pedagogiche e tecnologiche, e può offrire un contributo concreto all’educazione emotiva e affettiva delle nuove generazioni» dice Laura Fumagalli, presidente di MyEdu. “IO come TE” conta di raggiungere nei prossimi mesi oltre 200 Istituti Comprensivi sul territorio nazionale attraverso il network di MyEdu

La parità viene sperimentata nelle situazioni quotidiane

Il kit propone minivideo di animazione che rappresentano situazioni di vita quotidiana: la gara di corsa, il film commovente, il gioco dei travestimenti. I protagonisti si interrogano su chi sarà il capitano o la capitana della squadra di basket, sono alle prese con genitori che chiedono piccoli aiuti domestici o con un compagno che piange e che viene preso in giro. «Siamo partiti dal presupposto che i valori non si possono calare dall’alto o insegnare come fossero concetti astratti» prosegue Fumagalli.

«Così portiamo i nostri piccoli spettatori e spettatrici a immergersi di volta in volta in situazioni molto comuni, che vivono ogni giorno. Partiamo dall’idea che è l’empatia a guidare tutto, che immaginarsi cosa provano gli altri di fronte alle nostre azioni, viverle di riflesso, può educarci che siamo tutti uguali, e che femmine e maschi possono fare le stesse cose. Abbiamo dato anche grande valore al riconoscimento, alla legittimazione e alla capacità di esprimere le proprie emozioni, soprattutto da parte del genere maschile. È dietro questa inabilità a gestire le emozioni negative, come rabbia, tristezza, solitudine, che nasce la violenza».

Nel laboratorio i bambini vengono ascoltati

L’intero pacchetto è stato realizzato sotto la guida di Barbara Urdanch, pedagogista ed esperta di processi dell’apprendimento, nonché formatrice dell’Associazione italiana dislessia e componente del Comitato scientifico di MyEdu. Spiega Urdanch: «Al termine di ogni minicartoon, apriamo uno spazio prezioso: facciamo domande a bambine e bambini, proponendo loro delle scelte. Ma la vera magia non sta nella risposta in sé, sta in ciò che quella risposta può generare. Chiediamo: “Tu, in quella situazione, cosa faresti?”. E ascoltiamo, davvero. Nessun giudizio, nessuna risposta è giusta o sbagliata.

Ogni voce merita di essere accolta, perché è proprio da lì che nasce l’occasione per pensare insieme. Forse un bambino crederà che la sua compagna non sia “adatta” al calcio, o una bambina penserà che un maschio non dovrebbe commuoversi davanti a un film. Accogliamo anche questo, con delicatezza. E poi, con cura, portiamo alla riflessione più importante: “Hai mai riflettuto su come ti è venuta questa idea? Hai mai immaginato che le cose potrebbero essere diverse?”. È da questo dialogo gentile e curioso che comincia la decostruzione degli stereotipi. Come un viaggio di scoperta che i bambini e le bambine fanno insieme.

I pregiudizi si scardinano più facilmente nei bambini

È fondamentale che il percorso inizi dalla più tenera età, quando bambini e bambine hanno ancora una straordinaria apertura verso il mondo: sono disposti e disposte ad ascoltare, a meravigliarsi, a rimettere in discussione ciò che hanno assorbito. Lo permette anche la neuroplasticità, la meravigliosa capacità del cervello in formazione di rimodellarsi, di accogliere nuovi sguardi sulla realtà». È comunque una grande sfida, continua l’esperta, perché parliamo a una generazione i cui genitori sono spesso ancorati a modelli passati e, in molti casi, pur con tutta la buona volontà, replicano gli schemi appresi».

Ecco che allora il kit diventa l’occasione per giovanissimi e adulti di camminare insieme e di mettersi in gioco. «La sfida dei più grandi sarà fermarsi a riflettere su che tipo di messaggio trasmettono nel quotidiano, scardinare per primi i propri pregiudizi». Ne hanno bisogno le mamme e in particolare i papà, dice Urdanch, che certamente hanno più carichi da riconoscere e riprogettare, per il ruolo che la società ha loro assegnato. Ma sarebbe ancora più bello se con i figli ci fossero entrambi i genitori, papà e mamma, oppure due papà o due mamme, affinché ognuno possa portare il suo punto di vista. «Perché nessun punto di vista è sbagliato in sé, se non quello che dà per scontato che l’opinione dell’altro non valga quanto la sua».

Ci sono due webinar gratuiti per genitori e insegnanti

Video di animazione, domande a risposta multipla e spunti di riflessione, giochi e schede da scaricare per organizzare giochi di ruolo e gruppi di discussione. Sono i contenuti di “IO come TE”, divisi in due fasce di età, 5-7 e 8-10 anni. Si accede gratuitamente dal sito io-come-te.labs.myedu.it, può proporli l’insegnante a scuola oppure uno o entrambi i genitori a casa. Per capire come utilizzare al meglio lo strumento, MyEdu lancia due webinar formativi, il 29 aprile e il 13 maggio, tenuti da Barbara Urdanch e dedicati rispettivamente a docenti, educatori ed educatrici e alle famiglie. Per iscriversi e ricevere il link di accesso, scrivi a [email protected] (se sei insegnante o educatore), a [email protected] (se sei genitore).