Il matrimonio diventa sempre più “country”, specie tra la Gen Z. Beyoncé non c’entra, certo, ma proprio mentre anche la musica si vena di sonorità west, in Italia i giovani scelgono di promettersi amore “per sempre” all’ombra di alberi, possibilmente in fiore. La location più gettonata, infatti, diventa la campagna, mentre agli invitati viene riservato un trattamento da vip.
Il matrimonio della Gen Z è in campagna
Maggio, mese di matrimoni, ma la vera notizia è che i Gen Z non hanno smesso del tutto di sognare il matrimonio. Nonostante i dati Istati indichino un calo progressivo delle nozze, infatti, tra i giovani under 30 c’è chi ha ancora voglia di promettersi amore per sempre (e Sal Da Vinci non c’entra!). Secondo il Rapporto sul Settore Nuziale di Matrimonio.com, infatti, il 14% delle coppie che si sono sposate lo scorso anno apparteneva proprio alla Generazione Z. L’altra novità, però, riguarda la scelta della location: la preferita è la campagna.
Un matrimonio sempre più bucolico
Come emerso dall’analisi, condotta su 3188 coppie italiane di varia estrazione sociale, economica ed etnica, ai classici ristoranti oggi si preferiscono le dimore storiche o le ville di campagna, scelte dal 23% del campione rispetto al 21% di chi opta per una soluzione più tradizionale. Al terzo posto si fanno largo anche i casali, indicati come luogo dei desideri dal 15% dei neosposi. Anche nello stile, al classico (ancora indicato dal 35% delle preferenze) si sta ormai affiancando quello che dà più spazio a giardini e ambienti outdoor in generale (34%).
Ritorno alla semplicità?
Da un lato il fenomeno si può spiegare con un desiderio di tornare a semplicità e autenticità, ma per Nicola Santini, giornalista esperto di costume, direttore di Vero, conduttore di programmi tv come Operazione sposa, il motivo è un altro: «Queste location sono semplicemente più instagrammabili, le foto rendono meglio su Instagram e TikTok». Già autore di un libro come Domani mi sposo e vicepresidente di Wedding Angels, Santini è tuttora in stretto contatto con i wedding planners, «che mi raccontano come le location siano sempre più incredibili, da Bridgerton o Gattopardo, certamente più entusiasmanti rispetto a ristoranti dove tutti stanno seduti, magari in spazi ristretti».
Costi elevati per il matrimonio in campagna
Proprio le scelte fanno sì che i costi non siano contenuti: «Sì, infatti non è raro che si sia disposti a ricorrere a un prestito pur di organizzare un matrimonio di questo tipo – osserva l’esperto – A volte ci si fa influenzare dai vip. Basti pensare alle nozze tra Cecilia Rodriguez e Ignazio Moser, nella campagna toscana; o a quelle tra Aurora Ramazzotti e Goffredo Cerza, in Sicilia. Anche Dua Lipa ha scelto questa regione» ricorda Santini a proposito della cantante inglese, che avrebbe scelto un matrimonio in stile Ferragnez. «Anche i very normal people seguono queste tendenze, purtroppo costringendo gli invitati a lunghi viaggi in auto, traghetto o aereo. Diciamo che, anche se vivono a Milano, non scelgono la campagna lodigiana».
Le nuove tendenze: le nozze a tema
Un’altra tendenza che si fa largo riguarda anche le nozze a tema: ad esempio, il 19% delle coppie intervistate ha spiegato di aver puntato su un leit motiv, come libri o cinema. «In qualche modo il tema conduttore c’è sempre stato, ma magari in modo più sfumato. Ci sono sfumature differenti, tra le quali distinguere quando è dichiarato da quando non lo è» commenta Santini. Se indicato in modo esplicito, richiede naturalmente anche un dress code adatto e questo fa pensare che la favola dell’amore eterno richiami anche un po’ il trend dei party americani (se non, talvolta, hollywoodiani, almeno nelle intenzioni). «D’altro canto il matrimonio rimane la forma più democratica di esibizionismo a cui si può accedere», dice Santini.
Ospiti trattati come vip
Un’altra caratteristica delle nozze contemporanee è la grande attenzione agli invitati: chi si prepara ad andare all’altare (metaforicamente, perché molte sono nozze civili) vorrebbe che quel giorno fosse speciale anche per parenti e amici presenti. Secondo il report, quasi 8 coppie su 10 (79%) spiegano che la loro priorità principale è garantire che gli ospiti si divertano. A seguire ci sono l’attenzione al pranzo o banchetto o cena nuziale (70%) e l’atmosfera (63%), che può comprendere – come accade sempre più di frequente – la presenza di un Dj o di musica in generale.
Maggio o agosto?
Intanto si scopre anche che, se maggio rimane “il” mese dei matrimoni, la data più gettonata per pronunciare il fatidico «Sì” è il 23 agosto. Forse perché si presta a tuffi a bordo piscina, al mare o semplicemente si tratta di un periodo di ferie per molti. Ciò non toglie che, per garantirsi la presenza degli ospiti e invitati, occorre organizzarsi per tempo: il Rapporto spiega che in media i futuri sposi annunciano la data delle nozze con un anno di anticipo e cominciano i preparativi persino 13 mesi prima (15 per la GenZ): la maggior parte (46%) impiega un anno o più nella pianificazione, che include anche l’addio al celibato/nubilato, irrinunciabile per 7 coppie su 10.
Il “must”: l’addio al nubilato/celibato
«L’addio al nubilato o celibato esiste, resiste e… lotta con noi», commenta Santini con la stessa ironia con cui di recente ha dato alle stampe il volume Un po’ d’istruzione un po’ di distruzione, una rilettura di 31 opere della letteratura con sguardo contemporaneo e senza timori reverenziali. «Diciamo che ormai è una tradizione consolidata, seppure importata, proprio come sta accadendo con i baby shower e i gender reveal», i party pre nascita dei figli nei quali si annuncia il sesso del nascituro.
Resistono le foto ufficiali
Perché sia un giorno indimenticabile, poi, occorre che ci sia anche un ricordo indelebile “fisico”, tramite il classico servizio fotografico. Per quasi 3 futuri sposi su 10 il fotografo ufficiale non può mancare, anche se forse al vecchio album di matrimonio (o al filmino delle nozze) oggi si sono sostituiti prodotti sempre più digitali. Nonostante gli smartphone e i selfie, quindi, per molte coppie la soluzione ideale non è il fai-da-te, ma affidarsi ad agenzie specializzate, che curino ogni singolo dettaglio. «Diciamo che le foto ufficiali oggi sono un accessorio, non la sostanza. Ma nessuno rinuncia ad avere gli scatti in posa in stile hollywoodiano. Casomai capita che si affidi a fotografi influencer, che non si limitano a immortalare attimi, ma diventano veri e propri “registi” dell’evento»”, spiega Santini.
Perché (ancora) tanti invitati
Per quanto riguarda il numero di presenti sembra che, nonostante qualche ristrettezza economica, non si risparmi sugli invitati: se per i Baby Boomers si contano in media 75 persone, con la Gen X il numero sale a 87, che diventano 112 per i Millennial e 116 per la Gen Z. «Anche su questo porterei un po’ di leggerezza: oggi i regali sono spesso bonifici tramite Iban, allegato all’invito stesso. Alla fine, quindi, gli ospiti diventano soprattutto “azionisti” e il conto del matrimonio finisce quantomeno in pari. Purtroppo spesso il tempo che gli sposi dedicano agli invitati è di pochissimi minuti, a volte neppure c’è l’occasione per salutarli tutti», osserva il giornalista.
Mai senza luna di miele
Infine, un altro “must” è il viaggio di nozze, che diventa sempre più mini” Il sondaggio indica che il costo medio è di 6.710 euro e quasi una coppia su due (45%) spende oltre 7.000€. Se i venti di guerra non aiutano (come neppure la crisi economica e le incertezze lavorative), ecco che l’Europa si conferma come destinazione più gettonata (45%), con molti novelli sposi che scelgono l’Italia (16%). Il mare è la meta più popolare (40%), seguito però anche da weekend in città (39%) e fughe all inclusive (31%). «La tendenza delle mini-lune di miele, infatti, continua a crescere anche se in maniera modesta, con il 15% delle coppie che opta per una vacanza più breve», come spiegano da Matrimonio.com.
I viaggi di nozze diventano “mini”
«Confermo che, soprattutto per questa estate, si sta verificando quello che era accaduto nel 2020: crescono le vacanze all’italiana, con poca voglia di prendere un aereo. Pur nella catastrofe del Covid, però, si aveva avuto modo di riscoprire l’Italia e questo si riflette anche nel mondo dei viaggi di nozze. In più si afferma la tendenza a frammentare ogni tipo di vacanza, compresa la luna di miele: non si fanno più viaggi lunghi e lontani, ma piuttosto una prima vacanza estiva, una micro in autunno, un weekend primaverile, ecc. C’è bisogno di stacchi più brevi, ma frequenti rispetto a quanto non accadeva in passato, con le lunghe villeggiature o i lunghi viaggi di nozze», osserva Santini, in onda in questi giorni con “Meravigliosa Italia”.