Che io ricordi la mia unica vacanza da single intorno ai 40 anni come la più bella della vita è sicuramente una trappola infingarda, un bene rifugio dove è bello rintanarsi quando arrivi a luglio e il miraggio del chiringuito a Formentera torna a farsi sogno, mentre la realtà è avere sul frigo: tre pagine di istruzioni per il campus dell’oratorio che manco il Club Med; il kit di sopravvivenza per il grande quando, con suo sommo dispiacere, ci scolleremo da Milano; una frase strappata dal calendario filosofico che dice: “Rischia! I rimpianti sono peggio”. Il mantra non si addice alla sottoscritta, ma calza perfettamente ai single dell’estate 2026, i liberi e belli dotati di flessibilità, curiosità, desiderio di mettersi in gioco, e magari così fortunati da tornare pure a casa con un souvenir d’Italie (ci siamo capiti).

Viaggiare da soli per stare in compagnia

Se però avete un’idea dei solo traveler datata all’epoca di Marco Polo, leggete bene: oggi pare che si viaggi da soli per stare in compagnia, una specie di ossimoro creato soprattutto per noi donne. Il trend è partito in sordina un annetto fa, quando la lista d’attesa per uno dei campi estivi per sole signore più ambito, il Camp Chateau in Francia, è arrivata a quota 10.000 richieste. Condividere camerate o una tenda stile glamping, trovarsi intorno al fuoco tipo girl scout, tuffarsi nei fiumi fregandosene della prova bikini, praticare yoga e percorsi tibetani non è più il salva-estate di genitori esasperati da 3 mesi di vacatio scolastica: è la risposta senior ai retreat.

Quei luoghi remoti dove disconnettersi dal mondo, perfetti per chi arriva all’estate totalmente scarico ma meno adatti per chi ha energie da spendere, voglia di nuove amicizie e di esperienze open air in cui riacciuffare il proprio fanciullino interiore. «C’è un grande cambiamento nel modo in cui si vivono vacanze e tempo libero» conferma Stefano Arossa, Commercial Regional Manager di WeRoad, tour operator specializzato in viaggi di gruppo. «Sempre più persone scelgono di non aspettare il momento perfetto per partire, perché oggi organizzare un tour con gli amici è più difficile di quanto sembri: ognuno ha ferie e stili di vacanza diversi oppure si trova in fasi della vita differenti. Il viaggio organizzato diventa così un modo per partire in autonomia, ma vivere comunque un’esperienza condivisa, fare nuove conoscenze fuori dalla propria “bolla”.

Partire da single

I single che prenotano con noi hanno tra i 25 e i 40 anni, sono l’82% dei partecipanti dei nostri viaggi e la community femminile è il 60% del totale. Le donne apprezzano la flessibilità della partenza, l’uscire dagli schemi tradizionali e la sicurezza: quello che raccontano, tornando, è di sentirsi più sicure, più aperte a nuove esperienze, meno sole, oltre a provare un nuovo senso di appartenenza».

L’esperienza di Giulia

Non so se quel bel ragazzo con la coda lunga che mi è arrivato su WhatsApp corrisponda a questo nuovo concetto di “appartenenza”, ma Giulia B., 35 anni, responsabile marketing di un e-commerce di moda, ci teneva a mandarmi una testimonianza del suo ultimo trekking in Turchia in cui ha conosciuto, appunto, Manuel. «Niente di romantico tra di noi» precisa.

«Però fin da subito è scattata una sintonia, un po’ perché anche lui lavora nel settore, un po’ perché eravamo gli unici due spaiati della compagnia: non era un viaggio dedicato ai cuori solitari, per intenderci, ed erano quasi tutti in coppia. Ecco vedi, qui siamo nelle piscine termali di Pamukkale, un luogo fantastico! Quello che amo del partire senza gli amici o i colleghi di lavoro è potermi reinventare, evitando di portarmi dietro i soliti discorsi, problemi, vecchie questioni che magari poi in vacanza riemergono all’improvviso.

Non sono una grande pianificatrice e temo sempre di capitare in luoghi poco raccomandabili, perciò la formula dei viaggi di gruppo per me è perfetta. Certo, a volte c’è il rischio di essere un po’ passivi e di non uscire dalla propria comfort zone, così come di trovare compagni non sempre adatti, ma il tour mi ha permesso di visitare luoghi che non avrei mai visto: Istanbul, la Cappadocia, la Turchia classica, i laboratori di tappeti, la storia e la cultura del Paese attraverso una guida esperta. Insomma, ne è valsa la pena».

Chi sono le viaggiatrici solitarie

La categoria di viaggiatrici single, c’è da dire, oggi è decisamente eterogenea: c’è chi cerca scampo dall’accollarsi alle amiche o alle sorelle con marito e figli, c’è la solitaria di ritorno che ha due settimane buche perché i bambini sono con il papà «e chi va da sola ma ha comunque un partner, una famiglia a casa, magari anche dei nipoti» dice Francesca Di Pietro, psicologa e travel coach, autrice del libro Il bello di viaggiare da soli (Feltrinelli).

«Partire in autonomia diventa un’occasione di crescita personale: oggi ho 46 anni, a 31 ho lasciato il mio posto di lavoro nelle risorse umane di una grande azienda e ho visitato più di 80 Paesi stando via anche mesi. Il viaggio è una metafora della vita: dietro la paura del solo travel ci sono spesso sensi di colpa, convinzioni limitanti, difficoltà relazionali o mancanza di fiducia in sé. Alcune persone hanno blocchi emotivi legati al timore di affrontare gli imprevisti, di non essere abbastanza capaci o di sentirsi egoiste perché desiderano fare un’esperienza nel mondo senza figli o compagni. Invece, allontanarsi dalla routine e dalle proprie certezze diventa una palestra per allenare autonomia, capacità di adattamento e fiducia nelle proprie risorse».

Viaggio organizzato o in solitaria?

Ma come scegliere tra un viaggio organizzato o un viaggio in solitaria? Secondo la travel coach, dipende da quello che si cerca. Nel primo caso ci si affida magari a un algoritmo che unisce persone con lavori, gusti, età ed esigenze di divertimento simili e pianifica ogni dettaglio. Nel secondo si è liberi di girare con i propri ritmi e «non si rinuncia all’imprevisto e agli incontri casuali, che spesso sono quelli che cambiano davvero il modo di vedere il mondo» dice Francesca Di Pietro. «Chi viaggia solo entra più facilmente in contatto con persone di culture e percorsi di vita differenti, è attivo nel processo di scelta, non deve rendere conto a nessuno, procede con un passo tutto suo, fa un’esperienza più autentica e trasformativa.

Anche la preparazione gioca un ruolo fondamentale: se studio in prima persona l’itinerario, se per esempio leggo una Lonely Planet su Capo Verde che mi indica la città dove è nata Césaria Évora, magari mi viene la curiosità, prima di arrivare lì, di ascoltarmi le sue canzoni, di conoscere meglio quel tipo di musica, la sua storia. Se so già che una guida mi porterà in macchina e poi dopo mezz’ora mi aspetta un aperitivo in spiaggia, be’, sono due opzioni diverse. Entrambe valide, ma diverse».

I consigli della travel coach

E una volta che sei partita da sola? «Fidati del tuo sesto senso: se non ti senti sicura in una situazione o con una persona, cambia piano» avverte la travel coach Francesca di Pietro. «Se scegli un’attività avventurosa tipo il rafting, verifica attraverso le recensioni i sistemi di sicurezza degli organizzatori. Se stai facendo un viaggio on the road, condividi la tua posizione in tempo reale con qualcuno a casa, così sa dove sei. Viaggia sempre con Internet, non risparmiare sull’eSIM, devi avere Google Maps non solo con il wi-fi in albergo. E poi concediti attività nuove e inaspettate, un seminario di yoga al mattino o un’escursione che nessuno con te voleva mai fare. Prova e vedi che emozioni ti suscita. E non ossessionarti sulla meta, non esiste la destinazione perfetta: ricorda che viaggiando da sola non devi rendere conto a nessuno se non a te stessa».

Le mete preferite

«Lo scenario internazionale sta riorientando le scelte, anziché fermare la domanda» spiega Stefano Arossa di WeRoad. «Per il periodo estivo l’interesse dei nostri viaggiatori è aumentato sia per le mete a corto raggio, come l’Islanda, la Penisola Iberica, la Grecia, l’Albania o il Marocco, sia per i Paesi del Sudamerica, Perù e Brasile su tutti. A sorpresa, c’è molta richiesta anche per il Canada». Secondo le annuali Travel Predictions di Booking.com, stilate sulla base delle opinioni di oltre 29.000 viaggiatori di 33 Paesi nel mondo, tra le 10 tendenze del 2026 ci sono le “romantasy”, vacanze a metà tra romanzo e gioco di ruolo fantasy; gli itinerari “AI-designed”, che combinano tecnologia e socialità; i beauty trips per rigenerare la pelle; i percorsi “hushed hobbies” per contemplare la natura.

Indirizzi utili

Ecco siti e tour operator a cui rivolgerti, alcuni specializzati per single, altri per viaggi di gruppo in generale: Weroad.it, Girolibero.it, Speedvacanze.it, Sivola.it, Campchateau.com, Copinesdevoyage.com