Dal 20 settembre al 18 ottobre 2026 Ingria, Ronco Canavese e Valprato Soana accoglieranno lavoratori, ricercatori, studenti universitari e famiglie con alloggi condivisi, spazi di coworking e attività pensate per favorire l’integrazione nella comunità locale. L’obiettivo è sperimentare un nuovo modello di abitabilità della montagna e contrastare lo spopolamento delle aree interne.
La Valle Soana prova a immaginare un futuro diverso per i suoi piccoli borghi. Con il progetto VIHTA – Wild Working in Valle Soana, i Comuni di Ingria, Ronco Canavese e Valprato Soana apriranno le porte a chi desidera vivere e lavorare in montagna per un periodo di tempo, trasformando un mese di permanenza in un’occasione per conoscere il territorio e, magari, scegliere di restare.
L’iniziativa si svolgerà dal 20 settembre al 18 ottobre 2026 ed è stata ideata come una prima esperienza di residenzialità temporanea. L’obiettivo dichiarato è contrastare lo spopolamento e dimostrare che la valle può offrire servizi, connessioni e opportunità anche a chi lavora da remoto o cerca un contesto di vita diverso dalle grandi città.
Valle Soana, il progetto VIHTA contro lo spopolamento
Il nome VIHTA racchiude già il significato dell’iniziativa. Nel patois francoprovenzale parlato in valle significa infatti «stai», un invito a fermarsi e a conoscere il territorio oltre la dimensione della semplice vacanza.
Il progetto nasce nell’ambito del Piano di Azione per l’Abitabilità della Valle Soana grazie al sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, attraverso il programma APICE. L’organizzazione è affidata all’associazione Comunità Sassifraga APS, che lavora insieme ai tre Comuni coinvolti.
Secondo quanto dichiarano i sindaci di Ingria, Ronco Canavese e Valprato Soana, l’iniziativa rappresenta un primo passo per sperimentare nuove strategie di neopopolamento delle aree montane. L’obiettivo è verificare se una permanenza temporanea possa trasformarsi, nel tempo, in una scelta di vita stabile.
Come funziona la residenza temporanea
VIHTA è rivolto a lavoratori, nomadi digitali, sempre alla ricerca di luoghi perfetti dove fare smart working, ricercatori, studenti universitari e famiglie provenienti da tutta Italia.
I partecipanti potranno soggiornare in alloggi condivisi distribuiti nei tre Comuni e nelle borgate della valle. Avranno inoltre a disposizione spazi di coworking attrezzati con connessione internet, così da poter proseguire la propria attività lavorativa durante la permanenza.
Il progetto prevede anche un calendario di iniziative dedicate alla scoperta del territorio, delle tradizioni locali e dell’enogastronomia, con l’intento di favorire un rapporto diretto tra i nuovi arrivati e la comunità residente.
Per incentivare la partecipazione delle famiglie è prevista una formula dedicata. I bambini fino a dieci anni potranno partecipare senza costi aggiuntivi e sarà possibile usufruire della didattica durante il periodo di permanenza.
Alloggi, coworking e comunità locale
La partecipazione richiede un contributo agevolato. Le quote partono da 200 euro per due settimane e da 300 euro per quattro settimane, con ulteriori riduzioni riservate ai soci di Comunità Sassifraga.
L’iniziativa vuole dimostrare che la montagna può essere un luogo dove vivere e lavorare, non soltanto una destinazione per il tempo libero. Per questo motivo il progetto mette al centro non solo gli spazi abitativi e il lavoro flessibile, ma anche la costruzione di relazioni con chi vive ogni giorno la valle.
Secondo gli organizzatori, VIHTA si inserisce in un percorso più ampio che coinvolge anche nuovi gruppi imprenditoriali nati grazie ai programmi di incubazione di Réseau Entreprendre e al coordinamento di Ideazione Srl, con l’obiettivo di creare nuove opportunità per il territorio.
Come candidarsi al progetto VIHTA
Le candidature sono aperte dal 5 giugno al 20 luglio 2026. I posti disponibili sono limitati e la selezione terrà conto anche della motivazione dei candidati a partecipare attivamente alla vita della comunità locale.
Il bando, i requisiti e il modulo di partecipazione sono disponibili sul portale dedicato all’abitabilità della Valle Soana.
Più che una semplice esperienza di soggiorno, VIHTA si propone come un laboratorio per sperimentare nuove forme di vita nelle aree interne. Un mese potrebbe non bastare a cambiare il destino della montagna, ma può offrire un’occasione concreta per immaginare un diverso modo di abitare questi territori.