«Mia madre diceva che sei un’attrice solo se fai teatro. Sono cresciuta guardandola recitare da dietro le quinte, perché non aveva sempre la baby sitter e mi portava con sé (i genitori si sono separati quando lei aveva pochi mesi, ndr). È mancata da un paio di anni ed è a lei che ho pensato portando in scena La donna del mare di Ibsen, pochi mesi fa a Londra. L’ho immaginata guardarmi e dire: “Ora sì che sei un’artista”». In realtà, Alicia Vikander non ha bisogno di dimostrare il suo talento. A 37 anni ha in curriculum oltre 50 titoli e basta un rewind a raccontarne l’ascesa.

Una carriera folgorante

1996, trent’anni fa: la futura Lara Croft di Tomb Raider ha 7 anni e debutta nel musical svedese Kristina från Duvemåla, scritto da due componenti degli Abba. 2006, vent’anni fa. È nel corto Standing Outside Doors, scritto dalla madre Maria Fahl che la vuole accanto a sé. 2016, dieci anni fa. Doppia svolta: vince l’Oscar come migliore attrice non protagonista di The Danish Girl di Tom Hooper ed è protagonista di La luce sugli oceani di Derek Cianfrance, tormentata storia d’amore sul set della quale è nata la sua relazione con il collega, e attuale marito, Michael Fassbender.

Oggi l’attirce svedese diventata stella internazionale è nelle sale con Il mago del Cremlino di Olivier Assayas. Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, il film racconta la vicenda dello stratega mediatico di Vladimir Putin, Vladislav Surkov, che ne ha amplificato il potere dagli anni ’90 in poi: lo interpreta Paul Dano, mentre nei panni del leader russo c’è Jude Law. Vikander è più bella che mai nel ruolo di Ksenia, prima fidanzata dello spin doctor, ma soprattutto donna libera, capace di sottrarsi al clima opprimente della Russia per godersi i piaceri della vita, vestirsi seguendo la moda occidentale, viaggiare e vivere nel lusso.

Ora l’attrice è anche tornata a recitare con Fassbender in un thriller, Hope, del sudcoreano Na Hong-jin (di cui non si conosce ancora la data di uscita). Della vita privata sono entrambi molto gelosi: si sono sposati con una cerimonia segreta nel 2017 e vivono tra Londra e i dintorni di Lisbona, dov’è più facile evitare paparazzi e curiosi. Sono riusciti perfino a non far sapere i nomi dei figli, nati nel 2021 e 2024. «Cerchiamo di prenderci il tempo per loro» racconta Alicia. «Anche spostarsi in auto da Londra o Parigi fino a Lisbona regala ore da passare insieme. Magari ascoltando musica, cosa che piace molto al più grande».

Video in esclusiva da Il mago del Cremlino

Ksenia ne Il mago del Cremlino

Cosa l’ha spinta a girare Il mago del Cremlino?
«Due o tre anni fa il regista Olivier Assayas, che mi aveva già diretta nella miniserie Irma Vep – La vita imita l’arte, mi ha parlato dell’omonimo romanzo di Giuliano da Empoli (pubblicato da Mondadori, ndr) e mi è venuta la curiosità di leggerlo, prima ancora di sapere che voleva trarne un film. Non conosco bene la storia russa, di cui il libro racconta gli ultimi 30 anni: per quanto romanzati, fanno capire la realtà di oggi».

Alicia Vikander e Paul Dano in una scena del film "Il mago del Cremlino"
Alicia Vikander in Il mago del Cremlino, ora al cinema: è Ksenia, la prima fidanzata di Vladislav Surkov (interpretato da Paul Dano), lo spin doctor di Putin

È al suo terzo film con Jude Law, dopo Anna Karenina di Joe Wright e L’ultima regina – Firebrand di Karim Aïnouz. Com’è andata?
«Ne Il mago del Cremlino divido la scena soprattutto con Paul Dano, bravissimo, ma avere Jude sul set è sempre una fortuna: è preparatissimo e anche simpatico. In Anna Karenina ero una giovane attrice al mio primo, piccolo ruolo in lingua inglese e non dimenticherò mai quanto furono accoglienti e carini lui e Keira Knightley. In L’ultima regina, invece, eravamo coprotagonisti e l’ho visto trasformarsi davanti ai miei occhi nell’orribile Enrico VIII (lei interpreta l’ultima moglie, Katherine Parr, ndr). Faceva paura anche a me!».

Alicia Vikander: tra psicologia, danza classica e una vocazione nata dietro le quinte

Lei ha dato vita a personaggi molto diversi ed è figlia di uno psichiatra: le piace indagare la psicologia delle persone?
«La gente mi incuriosisce e mi piace studiare i comportamenti, anche se accade naturalmente, non è qualcosa che decido di fare in certi momenti. Capire il punto di vista di qualcun altro apre la mente, questo è certo».

Da bambina e adolescente ha studiato danza classica: è vero che sua madre, pur facendo l’attrice, l’ha ostacolata quando ha deciso di recitare?
«A 15 anni mi sono trasferita da Göteborg a Stoccolma per studiare danza classica, ma a un certo punto ho capito che la recitazione mi interessava di più. Mia madre era preoccupata soprattutto della precarietà di questo mestiere, ma ha dovuto accettare la mia scelta. Ero decisa e testarda, già da bambina mi chiudevo in camera mia finché lei non cedeva ai miei capricci.

Detto questo, mi è sempre stata vicina. Quando ero ragazzina qualcuno mi chiese se avessi sofferto crescendo con una madre spesso assente. Ancora mi ricordo quanto mi stupii della domanda, visto che io non la vedevo così. A ripensarci ora che ho due figli, penso che sia stata fantastica e mi sono spesso interrogata su come abbia fatto a reggere tante cose».

Per esempio?
«Sono andata via di casa giovanissima, a 15 anni vivevo da sola a Stoccolma».

È guardando sua madre che si è appassionata alla recitazione?
«L’ho sempre ammirata e sicuramente essere cresciuta con lei dietro le quinte ha acceso il mio interesse».

Alicia Vikander e Michael Fassbender: famiglia, riservatezza e scelte di vita lontano dai riflettori

Lei e suo marito Michael Fassbender, invece, sembrate voler tenere lontani i vostri figli dal mestiere d’attore e dalle attenzioni che la celebrità suscita.
«Desideriamo lasciare separate la vita privata e quella lavorativa. Siamo entrambi molto riservati e per fortuna, facendo questo lavoro, possiamo viaggiare tanto e passare molto tempo in Portogallo, dove siamo meno sotto pressione. A mezz’ora dalla città, in bassa stagione, puoi passeggiare sulla spiaggia e vedere solo qualche barca di pescatori.

A Londra, per stare tranquilli, devi evitare tutti i luoghi dove è impossibile passare inosservati».

Alicia Vikander e il marito Michael Fassbender
Con il marito, l’attore Michael Fassbender – Foto Ipa

Quando i bambini andranno a scuola sarete più stanziali?
«Vedremo, potrebbero anche avere un’educazione privata, non legata necessariamente a un istituto. La cosa incredibile dei bambini, almeno finché sono piccoli, è la mancanza di consapevolezza di quello che accade intorno: per loro conta la famiglia, stare insieme. E sono così puri nei loro pensieri… Per questo penso che i figli ci arricchiscano».

È tornata a girare un film con suo marito: un modo per combinare le esigenze del lavoro con quelle della famiglia?
«Prima di accettare qualsiasi proposta guardiamo dove si trova il set e se è possibile andarci tutti insieme. Così, se uno di noi lavora, l’altro sta coi bambini. Quando ci hanno offerto di recitare in Hope, alternandoci in scena e con un regista molto interessante in Corea del Sud, ci siamo entusiasmati. Non succede spesso di poter condividere vita e cinema».