Nell’era dell’intelligenza artificiale c’è ancora posto per il taglio e cucito, per l’uncinetto, ma anche la maglia, l’osservazione dei volatili (tanto per citare un passatempo all’aperto), il giardinaggio, così come il disegno a matita. Anzi lo spazio e il tempo che viene dedicato a questi “hobby della nonna” sta crescendo. A dirlo sono i numeri, ma anche le tendenze sui social.
Tutte pazze per la tendenza degli hobby analogici
Lo ammetto, è capitato anche a me: mi sono imbattuta nell’account social di un’amica, Rafaela, di cui conoscevo la passione sfrenata per il ballo, viste anche le sue origini (brasiliane), e la musica. Invece sul Instagram di recente ha postato una storia nella quale lei, sul divano e struccata, si dedica all’uncinetto. Ho pensato di aver sbagliato persona, ma poi ho capito che non era un caso: proprio lei, pronta a cogliere le tendenze social, di recente ha abbracciato la #crochetmania. Così, dopo aver inforcato tanto di occhiali d’ordinanza da over 50 (per quanto in splendida forma) ha pensato bene di condividere il nuovo hobby.
Crescono i passatempi analogici
Come scrive su Instagram Bantrwomen, le ricerche indicano che gli “hobby analogici” sono in continua crescita: a febbraio sarebbero saliti del 160% rispetto al mese precedente, con i principianti del ricamo che sarebbero aumentati addirittura del 200%. Ma attenzione: non si tratterebbe della semplice conseguenza di una sorta di “operazione nostalgia”. Si tratta della voglia di mettere da parte, almeno momentaneamente, lo smartphone e di dedicarsi ad altro, soprattutto pensando ai benefici che questo tipo di attività portano alla mente, come dimostra anche la scienza.
La tendenza degli hobby analogici fa bene al cervello
Gli hobby analogici, infatti, non permettono di rilassarsi o di stare in compagnia – quando ci si trova in gruppo per dedicarcisi con amiche – ma fanno bene anche al cervello. Non a caso anche in alcune università, come la Bicocca di Milano, sono stati attivati i primi corsi (ne scrivevamo qui). Secondo diversi psicologi, le attività manuali promuovono la neuroplasticità, migliorano la capacità di concentrazione e possono anche giovare alla memoria. I ricercatori hanno persino associato a lavoro a maglia e uncinetto processi emotivi inaspettati.
Aumentano memoria e concentrazione
«Dal punto di vista neuropsicologico, le attività manuali citate coinvolgono contemporaneamente più sistemi cognitivi: l’attenzione sostenuta (cioè quella capacità di mantenere un elevato livello di concentrazione su un compito, per un periodo di tempo prolungato, come nel caso della guida, NdR), la coordinazione visuo-motoria, la pianificazione e la memoria di lavoro», spiega Simona Cintoli, psicologa collaboratrice presso l’Istituto di Neuroscienze del CNR di Pisa e il Centro per i disturbi cognitivi e demenze, della AOUP Neurologia di Pisa. «Che si tratti di cucito, bricolage o pittura, il cervello integra informazioni sensoriali, motorie e cognitive. Questo tipo di integrazione stimola la neuroplasticità, cioè la capacità del cervello di creare e rafforzare nuove connessioni tra neuroni», aggiunge l’esperta.
Concentrazione elevata e continuativa
«Inoltre, le attività manuali richiedono un livello di concentrazione moderato ma continuo, simile allo stato di “flow”: una condizione in cui l’attenzione è focalizzata e immersiva, e la mente si libera da pensieri intrusivi», prosegue Cintoli. Di fatto è il contrario di ciò che accade nella maggior parte delle situazioni di vita quotidiana oggi, quando occorre spostare l’attenzione di continuo da un’attività a un’altra, oppure si è distratti da molti stimoli in rapida successione, come quando si “scrolla” sui social. I benefici sono, per esempio, una riduzione dello stress, ma anche un miglioramento delle «funzioni cognitive, tramite anche meccanismi fisiologici come riduzione del cortisolo e l’incremento di neuro trasmettitori del piacere, come dopamina ed endorfine», sottolinea Cintoli.
Perché non dedicarsi al bird-watching?
Esistono anche attività all’aperto che portano benefici al cervello. Uno studio del 2022, per esempio, ha mostrato come ascoltare o osservare gli uccelli aumenta il benessere mentale. Proprio come il giardinaggio, che porterebbe lo stesso stato di felicità conseguente a una passeggiata o un giro in bicicletta. Entrano in gioco, infatti gli stessi meccanismi dei lavoretti manuali «con in più l’elemento naturale: ci sono studi che indicano come attività in contatto con ambienti naturali, verdi, ecc. sono associati a una riduzione di stress e a un miglioramento dell’umore, grazie allo stimolo di neurotrasmettitori come serotonina e dopamina», spiega la psicologa.
Cucina, infornare, giocare a carte: che benefici?
L’elenco delle attività delle nonne, che oggi vivono di nuova vita, comprende però anche il cucinare, infornare, giocare a carte o giochi in scatola. In effetti, «osservando anche le nuove generazioni si nota un ritorno alla scoperta di una dimensione più intima, nel vivere la quotidianità e i passatempi. Questi hobby rappresentano anche una novità stimolante, che incuriosisce, in contrapposizione con le attività digitali che dominano le giornate. Da un punto di vista neurobiologico, la condivisione sociale (per esempio, fare una torta) stimolano i circuiti cerebrali della ricompensa, che ci fanno vivere momenti di profonda gratificazione», sottolinea Cintoli.
Vale per le donne, ma anche per gli uomini
In tutto questo le donne sono le principali attrici della nuova “contro-tendenza”. Ma non le uniche, perché – come ricordano gli esperti – esistono anche le care vecchie attività dei nonni in versione maschile, che stanno tornando al centro dell’attenzione: dalla pesca al giardinaggio, dalla lavorazione del legno alla pittura (che piace anche a “lui”, sì!), senza escludere le escursioni lungo sentieri o persino il fumare una pipa. I meccanismi che innescano sono analoghi a quelli degli hobby più tipicamente praticati dall’universo femminile.
Leggi, bevi un tè, ma metti giù lo smartphone
Come se non bastasse, nella tendenza “hobby analogici” rientra anche la lettura (possibilmente da libro cartaceo, però!) o il semplice sorseggiare un tè, chiacchierando o ascoltando musica di sottofondo: l’importante, viene da pensare, è che non si tenga lo smartphone in mano e non si fissi lo schermo in uno scroll continuo. «Un giusto bilanciamento tra le diverse tipologie di attività penso sia la ricetta migliore», riflette, in conclusione, l’esperta.