Undici donne, undici storie, undici sogni diventati progetti. Quando le abbiamo incontrate nel lussuoso Apartment del Bicester Village, alle porte di Londra, il cielo era grigio – tipicamente British! – e l’aria tagliente. Ma un’aria frizzante dava luce all’atmosfera, pervasa di un’energia femminile tangibile: era il fuoco sacro di chi ha deciso di trasformare un’ingiustizia in una missione.
Sono partite dal Bangladesh, dall’India, dal Nepal, dal Bhutan e dal Pakistan dopo un anno intenso di mentorship, di prototipi scartati e idee riscritte da capo. Per molte di loro era il primo viaggio fuori dal proprio Paese. Per tutte, invece, era il momento più importante: presentare al pubblico e alla stampa internazionale la propria start-up. Ognuna con un progetto ad altissimo impatto sociale, pensato per migliorare la vita di bambini, donne, intere comunità.

Un premio unico, dove l’apprendimento è al centro
«Con questo premio – ci racconta Chantal Khoueiry, Chief Culture Officer di The Bicester Collection – abbiamo davvero costruito qualcosa di molto unico. Anche attraverso la semplice domanda di partecipazione, ciascuna candidata ha la possibilità di apprendere, di imparare». Dalla fase di candidatura alla scrematura finale, la ricezione dei feedback è infatti parte essenziale del processo: «Durante la candidatura – prosegue Chantal Khoueiry – è necessario rispondere a delle domande molto mirate, che attivano il pensiero critico rispetto a ciò che si ha già a disposizione e ciò che non si ha. Questo è il motivo per cui vorrei che ogni donna facesse domanda, perché garantisco: a prescindere dalla vittoria, la selezione è di per sé pensata come uno strumento di apprendimento. Quest’anno – nella selezione da circa tremila a poco più di cento – abbiamo dato feedback a ognuna di loro, specificando cosa dei loro progetti fosse già buono e cosa necessitasse invece di essere rivisto».
Soltanto undici di loro, tuttavia, sono arrivate in finale. E ascoltando come abbiano integrato l’intelligenza artificiale e la tecnologia nei propri progetti, nelle app che hanno sviluppato e i laboratori creati, abbiamo compreso che l’Unlock Her Future Prize di The Bicester Collection non supporta solo l’imprenditoria femminile: il premio sostiene la resilienza, la cura, la rivoluzione dal basso.
Chi sono le 6 vincitrici che stanno innovando il sud-est asiatico
Supportato da Ashoka e approvato da UN Women, il premio di questa edizione 2025 ha coronato sei imprenditrici pionieristiche che stanno affrontando alcune delle sfide più urgenti del pianeta, dagli sprechi alimentari all’accesso all’acqua, dall’educazione inclusiva alla riduzione delle disuguaglianze. Scopriamo chi sono e da dove arrivano.

India: quando l’educazione diventa inclusione
Amritha Krishnamoorthy, Stepping Stones Centre
La sua missione è che nessun bambino con autismo o disabilità dello sviluppo resti indietro nel proprio processo di crescita e apprendimento. Il suo centro sta rivoluzionando l’educazione inclusiva con terapie accessibili e sempre più innovative.
Jhillika Trisal, Cognitii
Il suo progetto fonde insieme intelligenza artificiale e competenze educative per democratizzare il diritto all’istruzione dei bambini con bisogni educativi speciali.
Nepal: combattere la fame con ciò che sprechiamo
Sophiya Tamang, Idea to Impact
Come trasformare le eccedenze di frutta in puree nutrienti per bambini? Dai surplus prodotti, un gesto semplice che riduce lo spreco alimentare e promuove un’agricoltura davvero sostenibile.
Pakistan: acqua potabile (dal cielo)
Nida Yousaf Sheikh, H2O Technologies
La sua tecnologia cattura l’umidità dell’aria e la trasforma in acqua potabile sicura. Un’idea rivoluzionaria per un Paese che affronta una crisi idrica senza precedenti e che ogni giorno mette a rischio la vita di tantissime donne costrette a percorrere lunghi tragitti per recuperare acqua non potabile.
Bangladesh: la salute e il benessere femminile, senza più stigma
Nishat Anjum Palka, Mommykidz
Un’app-community dove donne e genitori possono trovare informazioni mediche affidabili, assistenza e prodotti essenziali. Uno spazio digitale sicuro, dove la salute non è mai un tabù.
Bhutan: sostenere chi costruisce il futuro dal basso
Yangchen Dolkar Dorji, LEAD+
Un programma che dà forza economica e visibilità alle imprenditrici marginalizzate: finanziamenti, mentoring, accesso al mercato e una nuova, concreta possibilità di autonomia.

Un premio che fa la differenza
Alle sei vincitrici, una borsa di studio di 50.000 dollari ciascuna. Ma non solo. Ad attenderle ora ci saranno anche tutoring e formazione alla leadership con esperti globali, accesso alla rete globale di partner, affiliati e leader del settore di The Bicester Collection, visibilità sui media dedicati e – ultimo ma non per importanza – il supporto accademico dalla Oxford University Saïd Business School, che fornirà corsi di formazione di alto livello, tutoring e accesso alla sua rete imprenditoriale globale come parte del programma.

Inclusione e cultura: i valori dell’Unlock Her Future Prize
Nel corso delle sue tre edizioni – MENA nel 2023, America Latina nel 2024, e ora Asia Meridionale – l’Unlock Her Future Prize è diventato una piattaforma globale per imprenditrici che vogliono riscrivere il proprio destino e quello delle loro comunità. Ad oggi, ha già raggiunto 39 paesi e sostenuto iniziative legate a 16 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. E quest’anno, per il 30° anniversario di The Bicester Collection, il premio è tornato simbolicamente nel Regno Unito, in quello stesso luogo che ogni anno accoglie milioni di ospiti dal Sud dell’Asia.
«Crediamo nella diversità come valore aggiunto di questo premio – ci spiega Desirée Bollier, Chair and Global Chief Merchant di The Bicester Collection. – Abbiamo una cultura aziendale molto forte, vediamo la diversità di opinione come una ricchezza: non vogliamo persone che dicano sempre sì, ma che siano capaci di attivare un pensiero critico. Questo è lo stesso spirito che portiamo all’interno del progetto. Ognuna delle undici finaliste ha una storia unica, diversa dall’altra. Questo premio è dunque una piattaforma per dare voce e opportunità alle loro idee tutte diverse, perché la qualità della vita delle loro comunità possa essere migliorata in modo tangibile»

Un pensiero abbracciato in pieno anche da Chantal Khoueiry: «Bicester è un villaggio, oltre che uno dei dodici villaggi di The Bicester Collection. Abbiamo 12 villaggi nel mondo e la nostra diversità culturale supera i confini geografici. Questo fa pensare molto alla necessità di tradurre il concetto di inclusione in ciò che facciamo. Ci riusciamo proprio attraverso la diversità del pensiero, delle idee, delle voci. Attraverso l’abilità di prendere le diversità e farne qualcosa di unico. Una delle qualità del premio è nella capacità di accogliere e trasformare in azione queste diversità. Questo è il cuore pulsante del premio: l’impatto dell’azione all’interno delle comunità di ciascuna imprenditrice».
Quanto a come riuscirci, la parola chiave è: cultura, quello stesso fattore che Desirée Bollier definisce “ciò che unisce le persone e che trasforma l’inclusione in un successo aziendale”. «La nostra missione è migliorare la vita delle persone – aggiunge a tal proposito anche Chantal Khoueiry. – Scopo e senso di appartenenza sono il core. Le persone vogliono sentirsi parte di qualcosa di grande e la cultura è ciò che unisce le persone. Come business, crediamo nel valore dell’inclusività, del pensiero critico, della passione, innovazione, visione. Ma i valori vanno anche incarnati. E questo è ciò che ci impegniamo a fare».
Aspettando l’edizione 2026, le anticipazioni
«Quando abbiamo lanciato il premio – conclude Chantal Khoueiry, – c’era un fattore sul quale mai e poi avremmo negoziato: il desiderio di arrivare a quante più donne possibile, anche nelle aree più remote del mondo. Quindi il suggerimento che voglio dare a chi vorrà fare domanda in futuro è questo: se pensi che questo premio non faccia per te, allora è esattamente il premio che fa per te». Nel 2026, il premio filantropico di The Bicester Collection allargherà ulteriormente i confini espandendosi in Asia orientale e sud-orientale, aprendo la competizione a ben quindici nuovi Paesi. E che vincano le migliori.