Mattinata ricca di incontri ed emozioni al Teatro Elfo Puccini di Milano il 19 novembre. Il nostro progetto Libere e Uguali. Per una nuova idea di parità chiude la sua seconda edizione con tanti ospiti, i protagonisti del nostro progetto e tutti i partner che ci hanno sostenuto lungo quest’anno di lavoro.

Un anno di lavoro intenso tra il monitoraggio del nostro Osservatorio sui diritti, i tavoli di confronto con gli esperti, i tanti approfondimenti e, infine, l’evento, presentato dalla direttrice Maria Elena Viola.

La direttrice di Donna Moderna Maria Elena Viola

Il monologo sugli stereotipi dell’attrice Cinzia Spanò

Il fil rouge che unisce i vari momenti della mattinata, e che tutto sostiene, come una rete invisibile, è ciò che sta alla base della violenza di genere: gli stereotipi, che costruiscono la realtà in cui siamo ingabbiati tutti, donne e uomini. Come ben interpreta l’attrice Cinzia Spanò, tra risate e sorrisi amari, nel suo monologo tratto dallo spettacolo Le esagerate, che svela i tanti stereotipi in cui tutti noi siamo immersi, e che affondano le loro radici nell’infanzia, nelle favole.

Le favole, dice l’attrice, ci hanno inchiodato all’idea che siamo prede e che la nostra fragilità e vulnerabilità sia legata alla nostra natura: ma questa è solo una gabbia che ci hanno costruito intorno e che ci condanna a doverci difendere o a chiedere aiuto.

Cinzia Spanò (ph Michele Silvestro)

Libere e Uguali 2025: anche un torneo di debate a scuola

E, a proposito di stereotipi e di quanto siano radicati, il nostro progetto ha lavorato anche sui giovanissimi. Viene infatti il turno di alcuni dei 130 ragazzi di tutte le 7 classi quarte del Liceo Scientifico Piero Bottoni di Milano. Con loro e insieme a MyEdu (casa editrice specializzata nella realizzazione di strumenti digitali per la didattica) e Fondazione Libellula (network di aziende, persone e comunità unite dalla volontà di prevenire e contrastare la violenza di genere), partner scientifici di Libere e Uguali, abbiamo dato vita a un torneo di debate che li ha coinvolti per quasi un mese.

I ragazzi si sono sfidati su quesiti tutt’altro che semplici, lavorando su stereotipi e luoghi comuni. Dalla platea, attraverso un QR code, possono rispondere ad alcune domande che compaiono sullo schermo in tempo reale. Ed è sorprendente vedere come le loro risposte molto spesso siano mediate proprio dagli stereotipi: per esempio, la prima parola che viene in mente associata alla parola maschio è maschilista, pericolo, lupo, forte. Ma non solo: le donne sono molto portate per la cura, il ballo, la poesia, il canto, poco per la matematica. E così via. Fino alla premiazione della classe vincitrice del debate.

Libere e Uguali 2025
Alcuni dei ragazzi che hanno partecipato al progetto debate

I racconti sul consenso scritti dagli studenti della Scuola Holden

Nella declinazione del progetto per i ragazzi, durante l’anno abbiamo coinvolto la scuola Holden aprendo un nuovo capitolo: quello sul consenso, lo snodo cruciale nell’intimità, uno spazio fatto di zone grigie tra fraintendimenti ed equivoci. Emerge così come il linguaggio letterario sia uno degli strumenti necessari per mostrare una realtà così difficile, senza semplificarla e senza tradirne la verità.

La scrittrice Giulia Muscatelli, che ha coordinato il lavoro dei ragazzi, legge un collage di 10 racconti (scaricabili in ebook qui). E così ascoltiamo la storia di una ragazza che vuole lasciare il fidanzato, ma non ci riesce; un’altra lo segue a letto, ma non vorrebbe; un’altra che chiede alla mamma di non darle più i baci sulla bocca, finalmente ha trovato il coraggio di farlo. E poi ancora ritratti di ragazze e ragazzi che non sanno dire il loro NO.

La scrittrice Giulia Muscatelli (Ph Michele Silvestro)

La testimonianza di Giuseppe Delmonte e il nostro podcast

Occorre certo imparare a dire No, ma quando la violenza irrompe nella nostra vita, tutto cambia. Sale sul palco Giuseppe Delmonte ed è subito emozione. Condivide con grande commozione la sua storia di orfano di femminicidio, che abbiamo raccontato nel nostro podcast Vite spezzate. Le vittime invisibili di femminicidio, realizzato con la collaborazione dell’Associazione Olga – Educare contro ogni forma di violenza, fondata proprio da Giuseppe Delmonte, e con l’impresa sociale Con i bambini che al momento segue 250 orfani in tutta Italia e che, attraverso il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, ha stanziato quest’anno altri 10 milioni di euro.

Delmonte rievoca l’escalation di violenza che portò la sua mamma a separarsi dal marito, un uomo narcisista e sadico. Ma non bastò, perché lui riuscì a ucciderla. Delmonte ha creato un fondo per sostenere gli studi degli orfani di femminicidio e condivide nelle scuole la sua storia, lanciando un messaggio potente: tutti possiamo interrompere la spirale della violenza, non voltiamoci dall’altra parte!

Giuselle Delmonte, presidente dell’Associazione Olga – Educare contro ogni forma di violenza (Ph Michele Silvestro)

Passi contro la violenza con Axept

E a proposito di azioni da compiere, ogni giorno, come non chiamare in campo Axept, brand che ha i valori nel suo Dna e che, con la collaborazione di Donna Moderna, ha realizzato un paio di sneakers speciali: «Un passo dopo l’altro, lanciano un messaggio di libertà, un diritto per tutti noi, in cammino contro la violenza» spiega Matteo Margini, co-founder del marchio.

Matteo Margini, co-founder del brand Axept (Ph Michele Silvestro)

L’intervento dell’onorevole Martina Semenzato

Un cammino condiviso dall’onorevole Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio nonché su ogni forma di violenza di genere, che ha partecipato a uno dei tavoli di lavoro e ci segue dall’inizio del progetto, lei che tanto tiene all’indipendenza delle donne, soprattutto economica. L’onorevole sposa il nostro slogan: Libere di essere, fare, decidere, dire di No. Uguali: diverse ciascuna di noi, ma uguali nella lotta alla violenza. Violenza su cui lavora la Commissione: l’obiettivo è preparare su un testo unico sulla violenza e dare indirizzi normativi sugli orfani di femminicidio, sulla violenza online e sui braccialetti elettronici.

I partner scientifici di Libere e Uguali 2025

Nell’alleanza che tutti ci auspichiamo tra famiglia, scuola e politica, non possono mancare le università e le aziende, come i nostri partner scientifici nel progetto Libere e Uguali: l’Università Statale di Milano, Fondazione Libellula, Valore D, Myedu, H-Farm College.

Irene Pellizzone, docente di diritto Costituzionale alla Statale, ricorda il ruolo delle università nel contrasto alla violenza di genere «sia per l’autorevolezza, sia per le iniziative concrete messe in campo. Purtroppo però si parla ancora troppo poco di violenza economica e violenza sulle donne con disabilità».

Francesca Panigutto, creative director for gender equality & social transformation di Fondazione Libellula, sottolinea il ruolo delle aziende nel favorire la crescita della consapevolezza: «Dove c’è consapevolezza, arriva il cambiamento. E l’obiettivo fondante dev’essere la parità di genere. E poiché le aziende sono dei microcosmi che ricalcano il mondo esterno, hanno precisi doveri nel cambiamento». Come spiega anche Paola Andreozzi, marketing and Communication director di Valore D, a cui fanno capo più di 400 aziende. «Questo vale soprattutto oggi perché l’ambiente di lavoro è diventata la casa, dove possono esistere fragilità, di cui l’azienda si deve far carico. Azienda che entra direttamente nella vita dei dipendenti attraverso le videoriunioni – oppure trasformando i dipendenti in ambassador: presenze digitali su cui occorre interrogarsi».

Se è vero che occorre lavorare con gli universitari e gli adulti, bisogna però partire dai più piccoli, come sostiene Barbara Urdanch, pedagogista, formatrice AID e membro del Comitato scientifico di MyEdu: «Occorre far capire ai bambini che possono essere quello che vogliono». A confrontarsi con la GenZ è invece H Farm: «Per lavorare con i giovani occorre farsi da parte e lasciare loro la voce» esorta Antonella Sannella, Executive Director di H-FARM College.

Libere e Uguali 2025

L’alleanza con le aziende: i partner di Libere e Uguali 2025

E ora è la volta dei nostri partner: Generali, Jeep, Banca Mediolanum, Mundys, Wind Tre, La Toscana delle donne, tutte aziende e realtà che mettono in campo iniziative concrete per il contrasto alla violenza di genere e la promozione dell’inclusione, anche inter generazionale.

Monica Provini, Head of group media relations and content management per Generali, fotografa le aziende del network presenti in 50 Paesi: «Da noi lavorano insieme 5 generazioni, occorre quindi confrontarci con le pulsioni delle nuove generazioni, restando ben ancorati ai nostri valori»

Pulsioni che rischiano di incanalarsi lì dove è più facile, sui media digitali, dove l’odio corre veloce. Per questo, con il sostegno di Mundys, è nata Unhate Foundation, ente del terzo settore che si propone di coinvolgere le giovani generazioni in opportunità di crescita e sviluppo del proprio potenziale, promuovendo solidarietà, inclusione sociale e sostenibilità attraverso progetti innovativi. Irene Boni, Chief Executive Officer Unhate Foundation, spiega che «I ragazzi non nascono fragili ma lo diventano crescendo ingabbiati dai tanti stereotipi di genere. Per questo con un team di 30 giovani abbiamo dato vita a questo progetto: per guardare le loro, le nostre fragilità e trovare insieme delle soluzioni. Per esempio il progetto Art4Mind in collaborazione con il Policlinico Gemelli, che mira a supportare la cura attraverso l’arte».

E poiché anche il linguaggio ha la sua fetta di responsabilità, aziende come Jeep stanno cambiando il modo di raccontarsi, come spiega Alessandra Coppolino, Communication Manager di Jeep Italia: «Stiamo lavorando da tempo anche sul target femminile dal punto di vista dell’indipendenza e dell’empowerment: raccontiamo storie di donne audaci e forti che hanno dato una svolta alla loro vita». E le raccontiamo anche noi nel nostro podcast Svolte.

E se tanti sono i modi per essere vicini alle donne (basta volerlo), Wind Tre ha scelto quello più diretto: tre anni fa è scesa in campo con il primo Centro anti violenza all’interno di un pronto soccorso, all’ospedale Gemelli di Roma. Spiega Cristina Tedeschi, Culture, People Inclusion & Communication Director di Wind Tre: «Abbiamo accompagnato fuori dalla violenza 180 donne, offrendo loro mediazione culturale e sostegno legale, gratuitamente. All’interno dell’azienda poi lavoriamo sulle molestie da strada e su un progetto con la polizia sull’educazione digitale, in alleanza con le scuole». Uno dei tanti aspetti della violenza di genere è quella economica, che nasce anche dalla disparità salariale. Anche su questo lavora Wind Tre, come spiega Manuela Giusti, People Relations & Compensation Director di Wind Tre: «In azienda siamo equamente divisi tra donne e uomini. Dopo aver mappato e verificato ruoli e responsabilità all’interno, ci siamo impegnati a interrogarci, in ogni occasione possibile, sulla crescita delle donne, cercando sempre di garantire pari opportunità. Inoltre, abbiamo un programma di educazione finanziaria per i dipendenti».

Il progetto di H-Farm College: l’AI amica della Gen Z

A conclusione della mattinata, il palco è tutto per loro: gli studenti di H-Farm College, che hanno dato vita a un prototipo: Diary Ally, un diario digitale addestrato con l’AI con il know-how tecnologico di H-FARM AI, le competenze culturali di Fondazione Libellula – partner scientifico del nostro progetto – e l’esperienza di Donna Moderna. L’obiettivo era creare un’AI amica, scevra di stereotipi, addestrata su contenuti qualificati, capace di parlare ai ragazzi con empatia e chiarezza, aiutandoli a riconoscere i comportamenti abusivi anche quando sembrano “normali”. Perché tutti noi dobbiamo prevenire la violenza, prima che diventi atto concreto.

Libere e Uguali 2025

L’edizione 2025 è finita, ma il nostro impegno contro la violenza di genere non si ferma. Continuiamo a denunciare e a parlarne, e non solo attraverso il progetto Libere e Uguali. Per una nuova idea di parità. Che, comunque, proseguirà anche l’anno prossimo. Ci vediamo nel 2026!